Dialoghi segreti: come le piante comunicano sotto stress

Dialoghi segreti: come le piante comunicano sotto stress

Dialoghi segreti: come le piante comunicano sotto stress

Giada Liguori

Febbraio 18, 2026

Milano, 18 febbraio 2026 – Arriva Mappi (MAcro Plant Projection Imaging), un nuovo sistema sviluppato dall’Università di Milano insieme al Politecnico di Milano che permette di vedere in tempo reale come le diverse parti di una pianta – foglie, fusto, radici – si scambiano informazioni per reagire a stress ambientali come ferite, immersione o bruciature. Lo strumento, descritto in uno studio pubblicato su Science Advances, potrebbe cambiare il modo in cui si studiano le piante coltivate in serra e aiutare a capire meglio come si adattano al cambiamento climatico.

Mappi: una tecnologia semplice e alla portata di tutti

La vera novità di Mappi è la sua struttura modulare, economica e open source. A differenza dei sistemi di imaging tradizionali, spesso costosi e complicati, questa piattaforma può essere facilmente replicata in tanti laboratori. Il segreto sta nell’uso della fluorescenza, che mostra in tempo reale segnali chiave nella comunicazione interna delle piante: ad esempio, i cambiamenti nella concentrazione degli ioni calcio e l’accumulo di glutammato, messaggeri cellulari fondamentali.

Con Mappi possiamo vedere come questi segnali si muovono in tutta la pianta adulta, qualcosa che prima potevamo solo immaginare”, spiega Alex Costa, fisiologo vegetale e docente al Dipartimento di bioscienze della Statale di Milano. Secondo Costa, poter monitorare piante intere – e non solo piccoli pezzi o tessuti isolati – è un salto importante per la ricerca.

Foglie e radici che parlano tra loro

Grazie a Mappi, gli scienziati hanno scoperto che i segnali interni si muovono in modo bidirezionale tra foglie e radici, formando una rete di comunicazione molto più complessa di quanto si pensasse. Fino ad ora, la microscopia tradizionale permetteva di osservare solo piccole parti della pianta. Ora si può seguire il percorso dei segnali in piante di dimensioni paragonabili a quelle coltivate in serra.

Andrea Bassi, professore del Dipartimento di fisica del Politecnico di Milano, sottolinea: “Mappi supera i limiti della microscopia tradizionale e apre nuove strade per studiare la fisiologia delle piante adulte”. Il sistema è pensato per essere ampliabile: si possono aggiungere altri sensori e monitorare più segnali molecolari contemporaneamente. Un aspetto che, dicono gli autori, lo rende prezioso per l’agricoltura del futuro, dove capire come le piante affrontano gli stress ambientali sarà sempre più importante.

Un aiuto concreto contro il cambiamento climatico

Mappi nasce in un momento di grande attenzione verso gli effetti del cambiamento climatico sulle coltivazioni. Capire come le piante reagiscono a condizioni difficili – come siccità o temperature estreme – è fondamentale per garantire la sicurezza alimentare nel mondo. “Vogliamo rendere questa tecnologia accessibile a tutta la comunità scientifica, così da studiare specie di interesse agricolo in condizioni più realistiche”, aggiunge Bassi.

Secondo i ricercatori, studiare piante adulte in situazioni vicine a quelle naturali potrebbe portare a scoprire nuove strategie per selezionare varietà più resistenti o per adattare le pratiche agricole alle sfide del clima. Inoltre, la piattaforma potrebbe servire anche per testare nuovi fertilizzanti o fitofarmaci, osservando in tempo reale come reagiscono le piante.

Una piattaforma aperta per tutti i ricercatori

Il fatto che Mappi sia un progetto open source è un punto fondamentale. Tutti i dettagli tecnici e i protocolli sono stati messi a disposizione della comunità scientifica internazionale, con l’obiettivo di velocizzare la ricerca e favorire collaborazioni tra laboratori. Il team di Milano punta a integrare presto nuove funzioni, come sensori per altri segnali molecolari o moduli per analizzare automaticamente i dati raccolti.

Il primo passo è fatto: con Mappi, il dialogo silenzioso tra le parti della pianta non è più un mistero riservato agli esperti. E presto questa conoscenza potrebbe arrivare direttamente nei campi, fuori dai laboratori.