Il gas scende sotto i 30 euro ad Amsterdam: cosa significa per il mercato europeo?

Il gas scende sotto i 30 euro ad Amsterdam: cosa significa per il mercato europeo?

Il gas scende sotto i 30 euro ad Amsterdam: cosa significa per il mercato europeo?

Giada Liguori

Febbraio 18, 2026

Milano, 18 febbraio 2026 – Il prezzo del gas naturale resta sotto i 30 euro al megawattora, mentre il petrolio mostra segnali contrastanti sulle principali piazze europee. Stamattina ad Amsterdam, punto di riferimento per il mercato continentale, il TTF ha perso l’1,38%, scendendo a 29,41 euro al megawattora. Un trend che si conferma da giorni e che, secondo gli addetti ai lavori, rispecchia le normali variazioni stagionali e le tensioni geopolitiche ancora vive.

Gas sotto i 30 euro: il mercato europeo in bilico

Il valore del TTF di Amsterdam – la vera bussola per i prezzi del gas in Europa – si aggira attorno a una soglia delicata. Da settimane il prezzo oscilla senza grandi scossoni, lontano dalle impennate viste nel 2022 e 2023. “La situazione è ancora fluida”, racconta un trader milanese, “ma la domanda resta debole e gli stoccaggi sono ben oltre la media stagionale”. Secondo Gas Infrastructure Europe, le scorte europee si fermano intorno all’80%, un livello che mette al riparo, almeno per ora, da emergenze fino a fine inverno.

Petrolio in bilico tra tensioni e domanda fiacca

Sul fronte del petrolio la giornata si apre invece con movimenti altalenanti. Il Brent, benchmark per l’Europa, è oscillato tra 82 e 83 dollari al barile nelle prime ore. Il WTI americano si mantiene poco sopra gli 80 dollari. Gli operatori sottolineano come le tensioni in Medio Oriente e i dubbi sulla crescita globale continuino a far tremare i prezzi. “C’è molta cautela”, spiega un analista londinese, “ogni notizia può far cambiare tutto”. Solo ieri, una dichiarazione del ministro dell’Energia saudita ha fatto temere nuovi tagli all’offerta, ma per ora nessuna decisione ufficiale è arrivata.

Domanda bassa e scorte piene: perché il gas tiene

A tenere stabile il prezzo del gas sono diversi fattori. Il clima più mite di quest’inverno ha ridotto i consumi, sia nelle case che nelle industrie. Poi, la crescita delle fonti rinnovabili – soprattutto eolico e fotovoltaico – ha limitato la necessità di usare gas per l’elettricità. “Siamo in un momento di passaggio”, dice un dirigente di Snam, “e questo si vede anche nei prezzi”. In più, l’abbondanza di GNL dagli Stati Uniti e dal Qatar ha garantito un’ottima copertura delle forniture.

Bollette più leggere per famiglie e imprese

Per chi vive e lavora in Italia, la discesa del prezzo del gas si traduce in bollette meno care. Secondo l’ARERA, nel primo trimestre del 2026 una famiglia tipo spenderà circa 1.100 euro all’anno, meno rispetto agli anni scorsi. “La situazione è sotto controllo”, commenta un portavoce di Altroconsumo, “ma serve tenere d’occhio l’andamento dei mercati internazionali”.

Primavera incerta: clima e geopolitica al centro dell’attenzione

Gli operatori guardano con prudenza ai mesi che verranno. Molto dipenderà dal meteo e dagli sviluppi delle crisi internazionali. La tensione tra Russia e Ucraina resta un’incognita pesante per le forniture europee. “Non si possono escludere nuove impennate”, avverte un funzionario del Ministero dell’Ambiente a Bruxelles. Per ora, però, il gas sotto i 30 euro è una boccata d’aria per famiglie e imprese, anche se la volatilità è sempre dietro l’angolo.

In attesa dei dati ufficiali attesi mercoledì mattina, il mercato segue con attenzione ogni segnale dalle principali piazze europee. Tra operatori e consumatori, la fiducia è cauta: sembra che il peggio sia passato, ma nessuno si lascia andare a facili entusiasmi.