Roma, 18 febbraio 2026 – L’economia italiana mette il piede sull’acceleratore, ma solo un po’. Secondo il Rapporto annuale di Area Studi Legacoop in collaborazione con Prometeia, il Pil italiano crescerà dello 0,7% nel 2026, per poi rallentare allo 0,6% nel 2027 e allo 0,5% nel 2028. Il quadro che emerge da questo studio, presentato oggi a Roma, è quello di una situazione sostanzialmente stabile, ma con qualche crepa che fa preoccupare analisti e addetti ai lavori.
Domanda interna e investimenti: i motori della crescita
A spingere l’economia, spiegano gli esperti, è soprattutto la domanda interna. Un ruolo chiave lo giocano gli investimenti nelle costruzioni non residenziali legati al Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che continuano a trainare il settore. I consumi delle famiglie, invece, avanzano con passo più lento: previsto un +0,8% sia nel 2025 che nel 2026, per poi scendere leggermente a +0,7% nel 2027 e +0,6% nel 2028.
Il rapporto sottolinea come le famiglie italiane preferiscano tenere i cordoni della borsa ben stretti. “I giovani risparmiano di più per garantirsi una pensione e una copertura sanitaria”, si legge nel documento. Un comportamento che si riflette anche nel dato complessivo sul risparmio, in aumento rispetto agli anni passati.
Occupazione alta, ma i salari non decollano
Nonostante un tasso di occupazione elevato, i salari non seguono lo stesso ritmo. Nel terzo trimestre del 2025, le retribuzioni orarie reali sono ancora sotto del 4,6% rispetto alla fine del 2019. Questa situazione pesa sulle spese delle famiglie e spinge a mettere da parte più soldi.
Il presidente di Legacoop, Simone Gamberini, ha commentato così: “L’economia italiana tiene, ma resta fragile. I dati del Rapporto Area Studi Legacoop-Prometeia mostrano un’Italia che rischia una crescita debole e in rallentamento, sempre sotto la media europea. Non è una crisi, ma una stagnazione che potrebbe diventare strutturale se non si interviene subito”.
Inflazione sotto controllo, ma il carrello della spesa pesa
Sul fronte prezzi, il rapporto parla di una inflazione contenuta: dopo l’1,5% nel 2025, si prevede che rimanga vicina all’obiettivo della Bce, con +1,6% nel 2026, +2,1% nel 2027 e +1,9% nel 2028. Tuttavia, il “carrello della spesa” ha subito aumenti più marcati rispetto all’indice generale. Una realtà che le famiglie, soprattutto nelle grandi città come Milano e Roma, percepiscono bene, visto che i rincari sugli alimentari sono stati più pesanti.
Gli analisti di Prometeia avvertono: i prezzi resteranno sotto controllo, ma il potere d’acquisto delle famiglie continuerà a risentire degli aumenti degli ultimi mesi.
Le sfide che ci aspettano: investimenti e coesione sociale
Guardando al futuro, il rapporto invita a non abbassare la guardia. “Serve una linea chiara: più Europa, più investimenti produttivi, più attenzione alla coesione sociale”, ha detto Gamberini. Il rischio è una stagnazione lunga, con una crescita che resta sempre sotto la media europea.
Gli esperti suggeriscono che solo un rilancio degli investimenti, sia pubblici che privati, potrà cambiare le cose. In particolare, si punta sull’innovazione tecnologica e sulla formazione per mantenere la competitività delle imprese italiane.
Per ora, l’Italia procede con cautela. Le famiglie risparmiano, le imprese investono con prudenza e le istituzioni seguono da vicino i numeri dell’economia. Solo nei prossimi mesi si capirà se la crescita prenderà una strada diversa o se ci aspetta una lunga fase di stagnazione.
