Milano, 18 febbraio 2026 – L’euro resta stabile questa mattina sui mercati valutari internazionali, scambiando intorno a 1,185 dollari, con una leggera flessione dello 0,08% rispetto alla chiusura di ieri. Contro lo yen giapponese, invece, la moneta unica registra un piccolo rialzo, toccando quota 181,74 yen, in aumento dello 0,01%. Un avvio di settimana senza scossoni, insomma, in un clima ancora carico di attese e dubbi sulle mosse future delle banche centrali.
Banche centrali nel mirino dei mercati
Gli operatori questa mattina si muovono con cautela. Dalle prime rilevazioni a Milano e nelle principali piazze asiatiche, l’euro resta in un range molto stretto. “Non ci sono dati macroeconomici importanti da segnalare nelle ultime ore”, spiega un analista di una grande banca milanese. “Tutti aspettano segnali più chiari dalla Banca Centrale Europea e dalla Federal Reserve americana”. La settimana promette infatti un calendario fitto: tra mercoledì e giovedì sono attese parole dai vertici della BCE, mentre dagli Stati Uniti si guardano con attenzione i verbali dell’ultima riunione della Fed.
Dollaro in lieve calo, yen stabile
Nel dettaglio, il cambio a 1,185 dollari per un euro è rimasto quasi fermo rispetto alla scorsa settimana. Gli operatori sottolineano come la moneta europea resti ancorata a una fascia di oscillazione che dura ormai da giorni. “Niente sorprese, né in Europa né in America”, racconta un trader contattato alle 9:30. “Il mercato sembra voler aspettare”. Sul fronte asiatico, il cambio euro/yen si mantiene appena sopra quota 181, con una variazione quasi impercettibile. Gli esperti spiegano che questo riflette la stabilità della politica monetaria giapponese e l’assenza di tensioni geopolitiche nella regione.
Inflazione e tassi restano sotto osservazione
A tenere gli investitori con il fiato sospeso sono soprattutto le prospettive sull’inflazione e sulle mosse future dei tassi d’interesse. In Europa, la BCE ha ribadito di voler procedere con prudenza, seguendo da vicino l’andamento dei prezzi e della crescita economica. “Il mercato si aspetta che Francoforte non tocchi i tassi almeno fino alla primavera”, spiega un economista della Bocconi. Negli Stati Uniti, invece, la Fed ha lasciato intendere che eventuali tagli ai tassi arriveranno solo se l’inflazione rallenterà in modo più deciso. Questa incertezza tiene i cambi su livelli abbastanza stabili.
Investitori alla finestra, nessuna scossa
Nelle sale operative di Milano e Francoforte, la mattinata è passata senza grandi movimenti. “Non ci sono stati ordini fuori dal normale”, racconta un broker alle 10:15. “Gli investitori preferiscono restare fermi”. Anche tra i piccoli risparmiatori non si vede nervosismo: le piattaforme di trading online mostrano volumi nella media delle ultime settimane. Qualche scambio un po’ più vivace c’è stato sui cross minori, come euro/sterlina o dollaro/yen, ma niente che abbia cambiato il quadro generale.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Secondo gli analisti, l’euro dovrebbe restare in questo range stretto almeno fino all’arrivo dei dati macro attesi tra mercoledì e venerdì. “Il vero test arriverà con le nuove stime sull’inflazione europea e i verbali della Fed”, sottolinea un gestore di fondi a Londra. Solo allora si potrebbero vedere movimenti più evidenti sui mercati valutari. Per ora, la parola d’ordine è prudenza.
In breve, la giornata si apre con l’euro saldo sui livelli della scorsa settimana, in attesa che i prossimi dati e le decisioni delle banche centrali diano una spinta ai mercati.
