L’oro risorge: raggiunge i 4.936,47 dollari l’oncia

L'oro risorge: raggiunge i 4.936,47 dollari l'oncia

L'oro risorge: raggiunge i 4.936,47 dollari l'oncia

Giada Liguori

Febbraio 18, 2026

Milano, 18 febbraio 2026 – Oro e argento volano sui mercati internazionali nelle prime ore di oggi, attirando subito l’attenzione di investitori e analisti. Alle 9.30, secondo i dati Bloomberg, l’oro spot valeva 4.936,47 dollari l’oncia, in rialzo dell’1,20% rispetto alla chiusura di ieri. Più deciso il balzo dell’argento, che ha guadagnato il 2,74%, portandosi a 75,56 dollari l’oncia. Dietro questo movimento, gli operatori vedono sia le tensioni geopolitiche sia le aspettative sulle prossime mosse delle banche centrali.

Oro e argento spinti da paura e strategia

L’interesse per i metalli preziosi non è certo un caso. Da giorni sui mercati si respira un clima di incertezza: la crisi in Medio Oriente, le tensioni tra Stati Uniti e Cina e i dati economici contrastanti spingono molti investitori a cercare rifugio in beni considerati più sicuri. “In momenti così, l’oro torna sempre protagonista”, spiega questa mattina un trader di Piazza Affari che preferisce restare anonimo. “Non è solo paura, ma anche una mossa strategica. Quando le borse ballano e le valute perdono forza, il metallo giallo diventa una specie di assicurazione”.

Anche gli analisti di Goldman Sachs sottolineano come la possibile pausa nei rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve abbia dato una spinta al mercato. “Se la Fed rallenta davvero la stretta – si legge in una nota diffusa alle 8.45 – l’oro potrebbe vedere una domanda ancora più forte nei prossimi mesi”. Lo stesso pensiero è condiviso da diversi gestori italiani, che nelle ultime settimane hanno aumentato l’esposizione ai metalli preziosi nei portafogli dei clienti.

Prezzi ai massimi da mesi, volano Tokyo e Hong Kong

Il prezzo dell’oro spot a 4.936,47 dollari l’oncia è uno dei livelli più alti degli ultimi mesi. A gennaio il metallo aveva oscillato tra 4.700 e 4.850 dollari, senza mai superare i 4.900. Oggi la spinta è arrivata già nelle prime ore della sessione asiatica, con Tokyo e Hong Kong protagoniste di acquisti sostenuti.

Anche l’argento ha seguito il trend: il balzo a 75,56 dollari l’oncia (+2,74%) è stato accompagnato da volumi di scambio più alti della media settimanale. “C’è un ritorno d’interesse anche per l’argento industriale”, spiega un analista di Société Générale, contattato poco dopo le 10. “Non solo come bene rifugio, ma anche per le prospettive legate alla transizione energetica e alle nuove tecnologie”.

Tra cautela e attese, cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Gli operatori restano prudenti sulle previsioni a medio termine. Da un lato, la domanda di oro potrebbe restare alta se dovessero intensificarsi le tensioni geopolitiche o rallentare l’economia. Dall’altro, non mancano i rischi legati a un possibile cambio di rotta nelle politiche monetarie. “Tutto dipenderà dalle prossime mosse di Fed e BCE”, ammette un gestore milanese che segue da vicino il settore delle materie prime. “Se i tassi tornano a salire con decisione, potremmo vedere anche vendite rapide per incassare i profitti”.

Intanto, però, la giornata di oggi conferma che oro e argento restano al centro dell’attenzione globale. Nei desk delle grandi banche d’affari si respira cautela: pochi si sbilanciano con le previsioni, ma nessuno vuole sottovalutare il ruolo dei metalli preziosi in questa fase.

In Italia cresce l’interesse per i metalli preziosi

Anche nel nostro Paese si fa sentire la voglia di metalli preziosi come modo per diversificare i risparmi. Secondo i dati di Assogestioni diffusi la scorsa settimana, negli ultimi tre mesi i fondi che investono in oro fisico o in ETF legati al settore sono cresciuti del 7%. “I clienti ci chiedono sempre più spesso come proteggere il capitale”, racconta ieri sera un consulente finanziario romano durante un evento privato in centro.

Per ora, la corsa all’oro e all’argento sembra destinata a durare almeno finché non si chiariranno le prospettive economiche globali. Ma, come ricordano molti esperti, la volatilità resta alta: solo allora si capirà se questo rialzo sarà stabile o solo una parentesi in un mercato ancora incerto.