Milano guida la ripresa europea: Mediobanca in volo con un +8,5%

Milano guida la ripresa europea: Mediobanca in volo con un +8,5%

Milano guida la ripresa europea: Mediobanca in volo con un +8,5%

Matteo Rigamonti

Febbraio 18, 2026

Milano, 18 febbraio 2026 – La Borsa di Milano ha chiuso oggi in netto rialzo, mettendo a segno un +0,82%. Si conferma così tra le piazze più vivaci d’Europa, insieme a Madrid, che ha registrato un +0,75%. A spingere il listino milanese sono state soprattutto le buone performance di Mediobanca e Mps. Il titolo della banca di Piazzetta Cuccia ha fatto un vero e proprio balzo dopo l’annuncio del delisting.

Mediobanca vola dopo la notizia del delisting

La giornata di Mediobanca è stata piuttosto movimentata. Nei primi minuti di scambi il titolo ha faticato a trovare un prezzo stabile, poi ha preso il volo chiudendo in rialzo dell’8,5%. Tutto è partito dall’annuncio che la banca sarà tolta dal listino. La notizia ha acceso subito l’interesse degli investitori. “Abbiamo valutato tutte le opzioni, la scelta è stata ben ponderata”, ha detto una fonte interna vicina alla questione. A Piazza Affari la reazione è stata immediata: scambi vivaci e operatori che hanno rimescolato i portafogli in fretta.

Mps cresce, il dossier fusione entra nel vivo

Anche Mps ha chiuso in rialzo, guadagnando il 3,7% in vista della possibile fusione con la controllata. Secondo voci dal mondo della finanza, il progetto è ormai agli ultimi dettagli. “Qualche aggiustamento resta da fare, ma la direzione è chiara”, ha spiegato un analista di una grande società d’investimenti. Anche altri titoli bancari hanno seguito la stessa linea: Bps ha chiuso a +1,83%, mentre la controllante Bper ha segnato +1,78%.

Leonardo brilla, Ferrari e Amplifon frenano

Tra gli altri titoli in evidenza, Leonardo ha guadagnato il 2,49%, spinta dalle recenti commesse internazionali e da un clima favorevole per il settore difesa. In calo, invece, Ferrari (-1,6%), Amplifon (-1,51%) e Campari (-1%). Gli operatori hanno spiegato che su Ferrari hanno pesato le prese di beneficio dopo i recenti massimi, mentre Amplifon e Campari risentono di un atteggiamento più prudente da parte degli investitori istituzionali.

Le altre Borse europee: Francoforte tiene, Parigi rallenta

Nel resto d’Europa, Francoforte ha chiuso in rialzo dello 0,55%, nonostante il dato Zew diffuso ieri abbia deluso le aspettative. A Parigi, invece, il Cac40 si è fermato a +0,32%, penalizzato dal calo di EssilorLuxottica (-2,55%). Sulle azioni ha pesato l’indiscrezione di un’accelerazione da parte di Apple nello sviluppo degli occhiali smart. “Il mercato teme una concorrenza più agguerrita”, ha commentato un trader parigino. Male anche Carrefour, che dopo aver presentato il nuovo piano industriale ha perso il 4,55%.

Londra sale grazie all’inflazione in calo

A Londra, l’indice principale ha guadagnato lo 0,45%, sostenuto dalla notizia che l’inflazione nel Regno Unito è scesa al 3%, il livello più basso degli ultimi dieci mesi. La notizia è stata accolta positivamente dagli operatori della City, in attesa di capire cosa deciderà la Bank of England sulle prossime mosse di politica monetaria.

Oro e argento rimbalzano, euro stabile

Sul fronte delle materie prime, l’oro spot è risalito dello 0,25%, a 4.924 dollari l’oncia. Più deciso il recupero dell’argento, che ha guadagnato il 2,5% portandosi a 75,8 dollari. Gli operatori spiegano che la domanda resta robusta in un clima di incertezza geopolitica.

Per quanto riguarda le valute, l’euro si è mantenuto stabile intorno a 1,183 dollari. Gli investitori sembrano poco scossi dalle voci su una possibile uscita anticipata di Christine Lagarde dalla guida della Bce – ipotesi smentita dalla stessa banca centrale – e guardano piuttosto ai verbali della Fed in arrivo stasera e ai negoziati in corso tra Usa e Iran.

Sguardo ai verbali della Fed e agli sviluppi geopolitici

La giornata si chiude quindi con un clima di fiducia cauta sui mercati europei. Tutti gli occhi sono puntati sugli Stati Uniti: i verbali della Federal Reserve potrebbero dare indicazioni decisive sulla strada dei tassi d’interesse nei prossimi mesi. Nel frattempo, gli investitori seguono da vicino i negoziati tra Washington e Teheran, che potrebbero influenzare anche il mercato delle materie prime.