Milano, 18 febbraio 2026 – Piazza Affari apre la settimana in verde, con l’indice Ftse Mib che alle 9:05 segna un +0,41%, a quota 45.952 punti. Un avvio che rispecchia l’attesa dei mercati dopo la notizia arrivata ieri sera: la fusione tra Mediobanca e Mps. L’annuncio ha subito acceso i riflettori su due colossi del credito italiano, spingendo gli scambi fin dai primi minuti.
Fusione Mediobanca-Mps, boom in apertura per le banche
La seduta parte con un balzo netto per Mediobanca, che guadagna il 6,1%, mentre Monte dei Paschi di Siena sale del 2,85%. Il mercato accoglie con entusiasmo l’annuncio della fusione, che porterà anche al delisting di Piazzetta Cuccia, storica sede milanese di Mediobanca. Gli analisti di Equita parlano di un’operazione che potrebbe “ridisegnare gli equilibri del settore bancario italiano”. A Piazza Affari, si respira attesa per i dettagli che emergeranno nei prossimi giorni.
Fonti vicine all’operazione rivelano che la nuova banca sarà un polo da oltre 150 miliardi di euro di attivi, con una forte presenza sia nel credito alle imprese sia nella gestione patrimoniale. “Una svolta destinata a cambiare la mappa del credito in Italia”, commenta un trader milanese poco dopo l’apertura.
Banche sotto la lente: numeri e sfide per il settore
La fusione arriva in un momento delicato per le banche europee, alle prese con l’aumento dei tassi e la pressione sui profitti. Gli investitori osservano con attenzione le possibili ripercussioni sulla concorrenza e sulle mosse di Intesa Sanpaolo e Unicredit. In Borsa, il settore bancario si muove in modo disomogeneo: mentre Mediobanca e Mps guidano i rialzi, titoli come Banco Bpm e Bper segnano rialzi più contenuti.
Le prime stime parlano di sinergie per circa 400 milioni di euro all’anno, frutto di tagli ai costi e razionalizzazione delle filiali. Restano però molti punti da chiarire, soprattutto sull’integrazione delle strutture e sulle possibili conseguenze sul personale. “Ci aspettiamo dettagli già nelle prossime settimane”, dice un sindacalista del settore credito.
Oltre le banche: Campari in calo, occhi su energia e industria
Non solo banche in Piazza Affari. Tra le blue chip, la peggiore in apertura è stata Campari, che perde l’1%. Il titolo soffre dopo il rally delle ultime settimane e le incertezze sui consumi nel primo trimestre. “Il mercato sta rivedendo le aspettative”, spiega un analista di Mediobanca Securities.
Nel comparto energia e industria, Eni e Stellantis restano quasi fermi, mentre Enel mette a segno un leggero +0,2%. Gli investitori restano prudenti, in attesa dei dati macro europei e delle prossime mosse della Federal Reserve.
Mercati internazionali: prudenza e attesa
Il clima sui mercati è di cautela. A pesare sono soprattutto le prospettive sui tassi e i segnali che arrivano dagli Stati Uniti. Bloomberg riporta che gli analisti prevedono una fase di volatilità nelle prossime settimane, con gli occhi puntati sulle decisioni delle banche centrali.
A Milano, intanto, si guarda alle trimestrali in arrivo, con Generali e Telecom Italia tra le più attese. “Sarà una settimana decisiva per capire dove andrà il mercato”, dice un gestore di fondi lombardo, contattato poco dopo l’apertura.
Piazza Affari tra fusioni e nuove incognite
La partenza positiva di Piazza Affari riflette l’ottimismo legato alla fusione Mediobanca-Mps, ma anche una certa prudenza per i nodi ancora da sciogliere. Gli operatori restano concentrati sulle evoluzioni del settore bancario e sulle conseguenze per l’economia italiana. Nei prossimi giorni si capirà se il rally sarà sostenibile o se arriveranno prese di beneficio. Per ora, la Borsa milanese si gode un avvio in rialzo e resta in attesa.
