Mps approva la fusione e il delisting di Mediobanca: cosa significa per il futuro finanziario?

Mps approva la fusione e il delisting di Mediobanca: cosa significa per il futuro finanziario?

Mps approva la fusione e il delisting di Mediobanca: cosa significa per il futuro finanziario?

Giada Liguori

Febbraio 18, 2026

Milano, 18 febbraio 2026 – Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha dato il via libera, lunedì sera, alla fusione per incorporazione di Mediobanca. Un’operazione destinata a cambiare il volto del settore bancario italiano e a portare al delisting di Piazzetta Cuccia da Piazza Affari. La decisione, maturata dopo settimane di trattative riservate, è stata ufficializzata poco dopo le 20.30 con un comunicato.

Mps ingloba Mediobanca: cosa cambia davvero

Il cda di Mps ha stabilito che tutte le attività di corporate & investment banking e private banking di Mediobanca, rivolte a una clientela di alto profilo, saranno trasferite in una nuova società non quotata. Questa resterà interamente controllata da Monte dei Paschi e manterrà il nome storico di “Mediobanca Spa”. Nell’accordo rientra anche la quota di Mediobanca in Assicurazioni Generali, uno degli asset più importanti del gruppo.

Perché mantenere il marchio Mediobanca, pur senza la quotazione? Fonti vicine al dossier spiegano che si vuole “salvaguardare il valore storico e la reputazione del brand, specialmente a livello internazionale”. Intanto, Piazza Affari ha mostrato un immediato interesse per Mps: nelle prime ore di contrattazione, tra le 9 e le 11, si sono registrati scambi intensi sul titolo.

Dietro la fusione: le strategie in gioco

La fusione tra Mps e Mediobanca è una delle operazioni più importanti degli ultimi anni nel mondo finanziario italiano. “L’obiettivo è rafforzare la posizione del gruppo, creando un polo bancario in grado di offrire servizi completi”, ha detto un dirigente di Monte dei Paschi, che ha preferito restare anonimo. Il momento è delicato: le banche europee devono unirsi per resistere alla concorrenza globale e alle sfide della digitalizzazione.

Le prime stime parlano di sinergie per circa 400 milioni di euro nei prossimi tre anni. Il nuovo gruppo potrà contare su una clientela più ampia e una presenza più solida nell’investment banking e nella gestione del patrimonio. “Solo così possiamo competere con i grandi player europei”, ha confidato un membro del cda Mps al termine della riunione.

Addio a Piazzetta Cuccia, ma Generali resta al centro

Con il delisting di Mediobanca, Piazzetta Cuccia a Milano perderà il suo ruolo di protagonista sui mercati finanziari italiani. Tuttavia, la nuova società non quotata continuerà a gestire le attività principali, compresa la partecipazione in Assicurazioni Generali, che vale circa il 13% del capitale della compagnia triestina.

Fonti vicine a Mediobanca assicurano che “la gestione della partecipazione in Generali non cambierà”, almeno all’inizio. Resta da vedere come reagiranno i grandi azionisti internazionali, che hanno già chiesto maggiori dettagli sul futuro del gruppo.

Reazioni a caldo: mercati e attese

La notizia della fusione ha diviso analisti e operatori. C’è chi la vede come “un passo necessario per rilanciare due istituzioni storiche”, chi invece teme possibili tagli al personale e una perdita di autonomia delle singole divisioni. Il Ministero dell’Economia, che è ancora azionista di peso in Mps, ha fatto sapere che “seguirà con attenzione l’evolversi della situazione”.

Nei prossimi giorni sono attese nuove comunicazioni sui dettagli tecnici e sui tempi dell’integrazione. Intanto, a Siena e Milano cresce l’attesa: tra i dipendenti circolano domande su possibili cambiamenti nelle sedi e nei rapporti con la clientela.

Nasce un nuovo polo bancario italiano

Con questa mossa, Monte dei Paschi vuole diventare uno dei principali poli bancari in Italia e in Europa, unendo esperienza storica e nuove strategie. La vera sfida ora è gestire il passaggio senza intoppi, mantenendo la fiducia di investitori e clienti. Come riassume un funzionario vicino al dossier: “È un momento delicato, ma indispensabile per guardare avanti”.