Sanremo, 18 febbraio 2026 – Raf torna sul palco dell’Ariston per la quinta volta, presentando “Ora e per sempre”, una ballad autobiografica che racconta un amore nato alla fine degli anni Ottanta e capace di resistere alle tempeste del tempo. Il brano, scritto insieme al figlio Samuele Riefoli, segna il ritorno del cantautore pugliese a undici anni dall’ultima partecipazione al Festival. “Siamo partiti da un’idea di Samuele, gli stavo dando una mano a trovare una melodia – ha raccontato Raf, 66 anni – e da lì abbiamo messo insieme la parte musicale”.
Un amore che attraversa il tempo
Seduto al pianoforte, Raf ha spiegato di aver ritrovato l’ispirazione per il testo in un vecchio biglietto, ingiallito dal tempo, nascosto in un cassetto. “Era la promessa di matrimonio, scritta a macchina dal prete in spagnolo – ha svelato – perché sposai Gabriella nel 1996 a Campo Florido, vicino l’Avana”. La frase originale, “hasta que la muerte nos separe”, gli era sembrata troppo dura. Così, con una matita, l’ha trasformata in “ahora y para siempre”, ora e per sempre. Da qui il titolo della canzone. Un dettaglio che restituisce il senso di un amore saldo, capace di superare decenni e difficoltà.
La canzone, ha spiegato Raf, parla di “due giovani che si incontrano a fine anni Ottanta. La loro storia va avanti, ma intanto il mondo cambia e diventa sempre più complicato”. Un racconto che si intreccia con la sua esperienza personale: “Stiamo insieme da così tanti anni – ha detto riferendosi alla moglie Gabriella Labate – un po’ come Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. A volte sembra incredibile anche a noi”.
Tra passato e presente, una ballad carica di speranza
Nel testo di “Ora e per sempre” si sente il peso degli ultimi anni, segnati da tensioni globali e da un crescente distacco umano. “La cosa che mi preoccupa di più – ha ammesso Raf – è la mancanza di empatia che i potenti hanno verso popoli sopraffatti e massacrati. Evidentemente ci sono ragioni economiche e politiche che noi non possiamo capire fino in fondo”. Eppure, come nelle migliori canzoni pop, il finale lascia una porta aperta alla speranza: “So che quando il sole sorgerà ci troverà ancora insieme. L’amore vince su tutto”.
Il ritorno a Sanremo è anche un modo per fare pace con il festival. In passato, le sue canzoni non hanno mai brillato nelle classifiche dell’Ariston, ma sono diventate successi popolari. “Non l’ho mai odiato ma nemmeno amato troppo – ha confessato – negli anni scorsi non ho avuto un bel feeling con il festival. La competizione pura non fa per me: la musica si fa per passione, mettersi in gara diventa una forzatura”.
Cover night e Eurovision: tra scelte e distanze
Per la serata delle cover, Raf ha scelto “The Riddle” di Nik Kershaw, brano del 1984, che interpreterà insieme ai The Kolors. “Volevo mantenere il ritmo marziale irlandese dell’originale – ha spiegato – ma aggiungendo un tocco di reggaeton che invita a ballare. Non è il reggaeton di Bad Bunny, è un’altra cosa. Rimane una canzone pop. Ci divertiremo”.
Sull’Eurovision Song Contest, Raf non nasconde le sue perplessità: “Levante ha tutta la mia solidarietà. Anche io mi chiedo come mai Israele sia in gara mentre la Russia è esclusa da tutte le competizioni sportive e dall’Eurovision. Ma la vera ragione per cui non ci andrei è un’altra: l’Eurovision non fa per me. È un grande show, spesso anche kitsch, dove la musica passa in secondo piano”. Ricorda con nostalgia l’edizione del 1987, quando partecipò con Umberto Tozzi e “Gente di mare”: “Era diverso, c’erano le canzoni, l’orchestra… Se dovessi andarci con ‘Ora e per sempre’, mi verrebbe da dire: no, grazie”.
Nuovo album e tour, tra ricordi e nuovi passi
Dopo Sanremo, Raf tornerà in studio per completare il nuovo album di inediti, previsto per l’autunno. L’estate sarà dedicata ai live con il tour “Infinito – Estate 2026”, organizzato da Friends & Partners insieme a Girotondo srl e Momy Records. In autunno, invece, sarà protagonista nei palazzetti con “Infinito – Palasport 2026”: le prime date sono già fissate per il 9 ottobre al Palapartenope di Napoli, il 12 ottobre all’Unipol Forum di Milano e il 17 ottobre al Palazzo dello Sport di Roma.
Un ritorno che sa di bilanci e nuovi inizi. Raf guarda avanti, senza dimenticare le radici: “Alla fine – confida – quello che conta è restare fedeli a se stessi. E all’amore che ci accompagna ora e per sempre”.
