Roma, 18 febbraio 2026 – Il nuovo decreto Bollette è alle porte e promette un taglio annuo tra i 50 e i 60 euro sulle bollette elettriche per le famiglie italiane con ISEE fino a 25.000 euro che ancora non usufruiscono del bonus sociale. Lo dicono le stime di Facile.it, che ha passato al setaccio l’impatto delle misure contenute nella bozza del decreto, ora al vaglio del governo.
Bollette più leggere per milioni di famiglie
Secondo i calcoli della piattaforma, una famiglia tipo con consumi annui di 2.700 kWh e tariffa variabile dovrebbe pagare nel 2026 circa 768 euro di bolletta elettrica, in discesa rispetto agli 805 euro previsti per il 2025. Il cosiddetto contributo “volontario”, pensato per i nuclei con ISEE fino a 25.000 euro ma esclusi dal bonus sociale, si tradurrebbe in un risparmio tra i 50 e i 60 euro all’anno.
A beneficiarne, sempre secondo Facile.it, potrebbero essere fino a 4 milioni di famiglie. A questi si aggiungono i circa 5 milioni di nuclei che già oggi godono di un extra sconto di 90 euro riservato ai percettori del bonus sociale, come previsto dalla bozza del decreto.
Anche le imprese puntano al risparmio: arriva il taglio della componente Asos
Non solo famiglie. Il decreto contiene anche misure per alleggerire le bollette delle imprese, in particolare tagliando la componente Asos, una voce tra gli oneri di sistema che spesso sfugge all’attenzione dei consumatori ma che può pesare fino al 18% della spesa energetica di un’azienda.
Una simulazione di Facile.it e Italfinance mostra che, se la riduzione di questa voce arrivasse fino all’azzeramento, una azienda manifatturiera con consumi annui intorno a 195.000 kWh potrebbe risparmiare circa 9.200 euro su una bolletta complessiva di 51.000 euro. “Per molte imprese, soprattutto quelle che consumano molta energia, questo taglio rappresenta un sollievo concreto”, ha commentato un consulente energetico contattato dalla nostra redazione.
Cosa c’è ancora sul tavolo
La bozza, ancora passibile di modifiche, prevede altre novità per il settore energetico. Fonti vicine al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica parlano di incentivi per diffondere le comunità energetiche rinnovabili e di interventi per migliorare la trasparenza nelle offerte commerciali.
Al centro resta la protezione delle fasce più deboli. “L’obiettivo è che l’aumento dei costi energetici non pesi sulle famiglie con redditi medio-bassi”, ha confidato un funzionario ministeriale in un incontro informale con le associazioni dei consumatori. Queste ultime chiedono però che gli interventi non siano una tantum, ma strutturali e duraturi.
Quando arriverà il decreto e cosa aspettarsi
Il testo definitivo è previsto entro fine febbraio. Solo allora si potrà capire davvero quanto peseranno gli sconti e i vantaggi per famiglie e imprese. Nel frattempo, i dati di Facile.it mostrano una situazione in cui il costo dell’energia resta una delle preoccupazioni principali degli italiani.
“Ogni aiuto conta, ma serve una strategia a lungo termine”, ha sottolineato il presidente di una grande associazione di consumatori. In attesa del via libera definitivo, cresce l’attenzione su come si potrà accedere agli sconti e sulla reale efficacia delle misure annunciate.
Al momento, dalle prime ricostruzioni, il contributo “volontario” e il taglio degli oneri di sistema sembrano i due cardini del nuovo intervento sulle bollette. Ma il dibattito è ancora aperto: famiglie e imprese aspettano risposte concrete, mentre il governo lavora agli ultimi dettagli del provvedimento.
