Salvini: è tempo che le banche contribuiscano al dl bollette

Salvini: è tempo che le banche contribuiscano al dl bollette

Salvini: è tempo che le banche contribuiscano al dl bollette

Giada Liguori

Febbraio 18, 2026

Roma, 18 febbraio 2026 – Il decreto Bollette è al centro delle discussioni a Roma, dove il governo Meloni punta a portarlo in Consiglio dei ministri già domani. A confermare i tempi è stato il vicepremier Matteo Salvini, che nel pomeriggio ha detto come il ministro dell’Energia stia lavorando per “tagliare il peso e il costo per gli italiani il più possibile”, tenendo d’occhio anche i contributi richiesti alle imprese.

Banche sotto i riflettori per i profitti record

Durante un incontro con i giornalisti, Salvini ha messo in luce i profitti delle principali banche italiane, che nel 2025 hanno quasi raggiunto i 30 miliardi di euro. “Sono appena usciti gli utili delle banche più grandi”, ha spiegato il leader della Lega, “e credo sia giusto chiedere a chi sta guadagnando così tanto, anche grazie agli italiani e al governo, un contributo extra, magari proprio per le bollette”. Un chiaro segnale che il governo vuole far partecipare anche il settore bancario al sostegno di famiglie e imprese colpite dal caro energia.

Fonti di Palazzo Chigi raccontano che si sta valutando un rafforzamento del contributo di solidarietà già introdotto nei mesi scorsi. Non ci sono ancora dettagli precisi su come sarà applicato, ma l’ipotesi più probabile è un prelievo aggiuntivo sugli utili straordinari, da destinare a misure per contenere le tariffe energetiche.

Pressione anche sulle aziende, reazioni contrastanti

Non è solo una questione di banche. Salvini ha parlato chiaramente di un “sacrificio e un contributo” che dovranno dare anche le imprese, soprattutto quelle che hanno beneficiato dell’aumento dei prezzi o hanno visto crescere i loro profitti nell’ultimo anno. “Chiediamo uno sforzo a chi può permetterselo”, ha detto il vicepremier, sottolineando che l’obiettivo è “alleggerire le bollette degli italiani senza pesare troppo sulle casse pubbliche”.

Le associazioni di categoria però hanno già espresso dubbi. Da Confindustria arriva un appello alla prudenza: “Serve equilibrio – ha detto una fonte interna – perché colpire senza distinzioni le imprese rischia di frenare gli investimenti”. Più cauta anche la posizione dell’Abi, l’associazione delle banche: “I risultati ottenuti sono frutto di una gestione attenta e di un contesto favorevole, ma ogni nuovo prelievo va valutato con cura”, ha spiegato il presidente Antonio Patuelli.

Un quadro economico complicato, attese per il Cdm

Il nuovo decreto Bollette arriva in un momento delicato per l’economia italiana. Dopo un inverno con aumenti dell’energia fino al 20% per alcune forniture domestiche, secondo i dati Arera, il governo cerca di evitare nuovi rincari in primavera. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in una recente audizione parlamentare, ha ammesso che “le risorse sono limitate” e che ogni intervento dovrà essere “mirato e sostenibile”.

Le prime indiscrezioni indicano che il provvedimento dovrebbe prorogare i bonus sociali per le famiglie a basso reddito e introdurre misure temporanee per calmierare le tariffe di luce e gas. Non è esclusa una revisione dell’Iva sulle forniture energetiche, anche se su questo punto la discussione è ancora aperta.

Domani la sfida a Palazzo Chigi

Il Consiglio dei ministri è convocato per domani alle 10.30 a Palazzo Chigi, con al centro proprio il decreto Bollette e altri provvedimenti economici. Fonti vicine al dossier raccontano che la premier Giorgia Meloni vuole chiudere presto la partita energia, per concentrarsi sulle altre priorità del governo.

Nel frattempo, i sindacati chiedono garanzie per i consumatori. “Non si può scaricare tutto sulle famiglie”, ha avvertito Luigi Sbarra della Cisl. Mentre si aspetta il testo definitivo, resta alta la tensione su come verranno distribuiti i costi e chi dovrà mettere mano al portafoglio per sostenere le nuove misure.

L’aria è tesa. Domani, tra le stanze di Palazzo Chigi, si capirà se il governo riuscirà davvero a trovare un punto d’incontro tra cittadini, imprese e banche.