Salvini fa appello alle banche per sostenere il decreto bollette

Salvini fa appello alle banche per sostenere il decreto bollette

Salvini fa appello alle banche per sostenere il decreto bollette

Giada Liguori

Febbraio 18, 2026

Roma, 18 febbraio 2026 – Dopo settimane di attesa, il decreto legge sulle bollette è pronto a sbarcare sul tavolo del Consiglio dei ministri mercoledì pomeriggio. L’obiettivo è chiaro: ridurre i costi dell’elettricità per famiglie e imprese. Ma al momento, da Palazzo Chigi e dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica arrivano solo conferme di un testo ancora in divenire, con i tecnici che lavorano senza sosta per sciogliere gli ultimi nodi.

Soldi in gioco e ritardi sul decreto

Le ultime stime parlano di un risparmio atteso tra i 2,5 e i 2,6 miliardi di euro per famiglie e aziende. Una cifra importante, ma che non è bastata a calmare le polemiche. Fonti vicine al dossier rivelano che il ministro Gilberto Pichetto Fratin non ha ancora visto una bozza definitiva. Nel frattempo, i tecnici del Mase e di Chigi continuano a fare simulazioni e controlli fino all’ultimo minuto.

Salvini vuole far pagare le banche

Nel frattempo, il vicepremier Matteo Salvini rilancia la sua proposta: “Gli utili delle principali banche italiane per il 2025 sfiorano i 30 miliardi di euro”, ha detto ieri pomeriggio. “Sarebbe giusto chiedere alle banche, che stanno facendo profitti incredibili grazie agli italiani e al governo, un contributo extra, perché no, anche per le bollette”. Parole che hanno raccolto il sostegno di Codacons e Assoutenti, che spingono per estendere la richiesta anche a assicurazioni, aziende farmaceutiche e società di e-commerce.

Prezzi dell’energia in Italia: un problema vecchio

In Italia, il prezzo dell’elettricità resta più alto del 30% rispetto alla media europea. Una differenza che si spiega con la forte dipendenza dal gas naturale nel mix energetico nazionale. La premier Giorgia Meloni aveva annunciato il decreto già a inizio anno, ma la situazione dei conti pubblici non permette interventi pesanti come quelli della Germania. Così, i tecnici hanno dovuto cercare strade alternative.

Il “tesoretto” del gas e altre soluzioni

Tra le ipotesi più calde c’è la vendita del cosiddetto “tesoretto” di gas stoccato da Gse e Snam durante la crisi energetica del 2022. L’idea è di ridurre la differenza di prezzo tra la borsa europea Ttf e quella italiana Psv, che oggi è di circa 3 euro al megawattora. Nella bozza si parla anche di spalmare su più anni gli incentivi per il solare e di tagliare i sostegni alle bioenergie.

Controverse le modifiche sugli oneri in bolletta

Il nodo più spinoso riguarda la proposta di togliere agli impianti a metano gli oneri sul trasporto del gas e la tassa europea sulle emissioni Ets, spostandoli invece sulle bollette. Secondo i tecnici, questa mossa abbasserebbe il prezzo dell’elettricità, strettamente legato a quello del gas, garantendo un risparmio superiore all’aumento della tariffa. Ma la Commissione europea potrebbe vedere questo spostamento come un aiuto di Stato, con il rischio di bocciatura.

Bonus per le famiglie e spinta alle rinnovabili

Il pacchetto contiene anche un bonus da 90 euro per le famiglie con Isee fino a 25mila euro, una garanzia pubblica per contratti lunghi di fornitura da fonti rinnovabili e semplificazioni per nuovi impianti puliti. Ma le simulazioni in corso potrebbero ancora cambiare il quadro.

Reazioni: imprese divise, famiglie in ansia

Il decreto fa discutere. Da Milano arriva l’allarme delle imprese idroelettriche: l’accordo tra Regione Lombardia, Edison e A2A – che assicurava il 15% di elettricità a prezzi calmierati alle aziende energivore – rischia di saltare. Le aziende energetiche temono un colpo ai margini di profitto. Dall’altra parte, le piccole imprese si lamentano perché il provvedimento favorirebbe solo le grandi industrie.

Angelo Bonelli (Avs) parla chiaro: “È un decreto salasso per le famiglie italiane”. Secondo lui, lo sconto da 4 miliardi ai produttori di energia da gas, attraverso il rimborso delle quote Ets, verrebbe compensato da un aumento degli oneri in bolletta, “pagati dai cittadini”.

Il conto alla rovescia per il testo finale

A meno di due giorni dal Consiglio dei ministri, il testo resta un cantiere aperto. I tecnici sono al lavoro per trovare un punto d’incontro tra esigenze sociali, vincoli europei e i limiti dei conti pubblici. Mercoledì si capirà come sarà davvero il decreto bollette, che nei prossimi mesi toccherà direttamente le tasche di milioni di italiani.