Termoli, 18 febbraio 2026 – Sciopero totale, stabilimento bloccato. Questa mattina, davanti ai cancelli della Kuehne+Nagel di Termoli, la logistica che serve Stellantis, si è radunato un gruppo compatto di lavoratori e sindacalisti. La tensione, ormai da giorni, è salita: la chiusura dello stabilimento – dove lavorano 63 persone – sembra sempre più vicina. “È uno sciopero serio, con il 100% di adesioni. Lo stabilimento è fermo, Stellantis è in difficoltà. Per i lavoratori è un momento duro, rischiano il posto”, ha detto Francesco Guida, segretario regionale della Uilm, poco dopo le 8, davanti al piazzale.
L’incertezza che pesa sui lavoratori
La protesta, iniziata all’alba, non si è fermata con il primo turno. “Lo sciopero va avanti anche nel secondo e terzo turno”, ha confermato Antonio Marinelli, rappresentante sindacale interno. Nei volti dei dipendenti – molti arrivati da Campomarino e Guglionesi – si legge una preoccupazione profonda, che va oltre la semplice vertenza. “Non abbiamo risposte dall’azienda e la chiusura sembra inevitabile”, ha ammesso Marinelli, con voce bassa. La Kuehne+Nagel, gigante internazionale della logistica, gestisce da anni il magazzino di Termoli per Stellantis. Ma negli ultimi mesi le comunicazioni ufficiali si sono fatte sempre più rare.
Stellantis e Kuehne+Nagel nel mirino: cosa sta succedendo
I sindacati puntano il dito sia contro Kuehne+Nagel che contro Stellantis. “Adesso serve responsabilità”, ha detto Guida, indicando i loghi delle due aziende sulle tute blu dei lavoratori. Il Molise, già alle prese con la mancanza di industrie, rischia di vedere peggiorare ancora la situazione. “Solo pochi anni fa si pensava che questa logistica avrebbe dato lavoro a oltre 100 persone e le loro famiglie”, ha ricordato Marco Laviano, segretario regionale della Fim-Cisl. Poi la doccia fredda: “Ora la direzione parla di ammortizzatori sociali speciali per cessione di attività. Per noi è inaccettabile”.
Azienda silenziosa, sindacati all’attacco
Le richieste dei lavoratori sono chiare: vogliono sapere cosa succederà, vogliono garanzie sul lavoro. Ma dall’azienda, almeno fino a questa mattina, nessuna parola ufficiale. “Il silenzio di Kuehne+Nagel, una multinazionale così grande, per noi è gravissimo”, ha ribadito Laviano davanti ai giornalisti locali. Il presidio – con bandiere di Uilm e Fim-Cisl appese alle recinzioni – è diventato un punto di ritrovo per le famiglie. Alcuni bambini aspettavano in macchina con i genitori mentre i lavoratori discutevano animatamente con i sindacati.
Il territorio a rischio: nuove ferite sociali
Il pericolo, dicono i sindacati, è un ulteriore colpo all’economia locale. “Il Molise è povero di lavoro, senza molte fabbriche, e questa chiusura farebbe ancora più male”, ha ricordato Laviano con amarezza. Se la logistica Kuehne+Nagel chiude, a soffrire sarà anche l’indotto: trasportatori locali, fornitori e piccole imprese potrebbero perdere commesse importanti.
Cosa succederà adesso: attesa e sciopero senza sosta
Per ora, la protesta non si ferma. I sindacati hanno annunciato che lo sciopero andrà avanti finché non arriveranno risposte chiare dalle aziende coinvolte. Nel frattempo, i lavoratori restano davanti ai cancelli: qualcuno stringe un thermos di caffè caldo, altri guardano il telefono in cerca di notizie. “Siamo qui per difendere il nostro lavoro e la dignità delle nostre famiglie”, ha raccontato una dipendente storica dello stabilimento.
La vertenza è aperta. E in questa mattina fredda di febbraio, davanti ai capannoni silenziosi nella zona industriale di Termoli, il futuro sembra appeso a un filo sottile.
