Roma, 18 febbraio 2026 – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è atterrato oggi a Tirana e ha confermato che sarà lui a rappresentare l’Italia al prossimo incontro del Board of Peace a Washington. La notizia, che da giorni circolava negli ambienti diplomatici, è stata ufficializzata dallo stesso Tajani poco dopo il suo arrivo nella capitale albanese, in un breve scambio con la stampa locale e italiana.
Tajani a Tirana: confermata la missione a Washington
“Sì, sarò io a partecipare per l’Italia alla riunione del Board of Peace negli Stati Uniti”, ha detto Tajani rispondendo ai giornalisti intorno alle 11.30 nella hall dell’Hotel Plaza di Tirana. Il ministro, arrivato nella notte con un volo da Roma Fiumicino, ha spiegato che la decisione è stata presa nelle ultime ore, dopo un confronto con il presidente del Consiglio e i vertici della diplomazia italiana.
Secondo fonti della Farnesina, la scelta di mandare Tajani a Washington vuole rafforzare il ruolo dell’Italia nei dossier internazionali più importanti. “La nostra presenza è fondamentale in un momento così delicato per gli equilibri globali”, ha confidato un funzionario del ministero, sottolineando che la partecipazione italiana è stata richiesta dagli organizzatori americani stessi.
Board of Peace: un appuntamento chiave a Washington
Il vertice del Board of Peace, previsto dal 21 al 23 febbraio nella sede del Dipartimento di Stato a Washington, metterà attorno a un tavolo rappresentanti dei principali Paesi occidentali e di alcune potenze emergenti. Al centro delle discussioni, secondo fonti diplomatiche Usa, ci saranno le crisi in Medio Oriente e Ucraina, oltre alle tensioni nel Pacifico.
L’Italia, che negli ultimi mesi ha aumentato il proprio impegno nei teatri di crisi – dalla missione navale nel Mar Rosso ai negoziati per la stabilità nei Balcani – punta a presentarsi con una posizione equilibrata. “Non possiamo permetterci errori”, ha detto un collaboratore di Tajani, ricordando che il ministro ha già avuto colloqui preparatori con i colleghi di Francia e Germania.
Tra Albania e Stati Uniti: l’agenda fitta di Tajani
Il viaggio di Tajani a Tirana non è un caso. In queste ore il ministro è impegnato in una serie di incontri con le autorità albanesi, tra cui il premier Edi Rama e il ministro degli Esteri Igli Hasani. Sul tavolo ci sono la cooperazione migratoria e la sicurezza nella regione. “L’Albania è un partner strategico”, ha ribadito Tajani davanti ai giornalisti, poco prima di dirigersi al Palazzo del Governo per il primo incontro ufficiale della giornata.
Solo dopo questa tappa balcanica il ministro volerà negli Stati Uniti. Il volo da Tirana è previsto per la sera del 20 febbraio, con arrivo a Washington in tempo per l’apertura del Board of Peace. Fonti italiane precisano che Tajani sarà accompagnato da una piccola delegazione di funzionari e consiglieri politici.
Reazioni dall’Europa: attesa e prudenza tra gli alleati
La conferma della presenza italiana al vertice americano è stata accolta con favore a Bruxelles. Un portavoce della Commissione UE ha parlato di “segnale importante” da parte di Roma. Anche Parigi e Berlino hanno espresso commenti positivi: “L’Italia può giocare un ruolo chiave”, ha detto una fonte diplomatica francese.
Non mancano però le incognite. Secondo alcuni osservatori, la posizione italiana sui dossier più delicati – soprattutto sulla crisi ucraina – è ancora oggetto di confronto all’interno della maggioranza. Tajani ha assicurato che “l’Italia farà la sua parte con responsabilità”, evitando però di entrare nel dettaglio delle proposte che porterà a Washington.
L’Italia tra mediazione e alleanze: cosa aspettarsi
La missione di Tajani negli Stati Uniti arriva in un momento in cui la diplomazia italiana cerca spazi di manovra tra le grandi potenze. Partecipare al Board of Peace è un banco di prova per la strategia del governo Meloni, chiamato a bilanciare gli interessi nazionali con quelli dell’Unione Europea e della NATO.
“Non è solo una presenza simbolica”, spiega un esperto dell’Istituto Affari Internazionali. “L’Italia dovrà dimostrare capacità di mediazione e affidabilità”. Nei corridoi della Farnesina si respira prudenza, ma anche una certa determinazione: “Siamo pronti a fare la nostra parte”, ha concluso un funzionario poco prima della partenza per Tirana.
Il viaggio di Tajani – tra Albania e Stati Uniti – segna così una tappa importante nel cammino diplomatico italiano all’inizio del 2026. Tutti gli occhi degli alleati sono puntati su Roma, in attesa di capire quale contributo concreto arriverà dal nostro Paese nei prossimi giorni.
