Milano, 18 febbraio 2026 – Il mercato italiano del Venture Capital chiude il 2025 con 419 operazioni e oltre 2,3 miliardi di euro investiti. È quanto emerge dal nuovo rapporto del Venture Capital Monitor, pubblicato oggi dall’osservatorio dell’Università Liuc e Aifi, con il supporto di Intesa Sanpaolo Innovation Center e Kpmg. Nonostante qualche battuta d’arresto in certi settori, il quadro mostra una crescita costante.
Operazioni in aumento, capitali che seguono la scia
Nel 2025 si registra un aumento delle operazioni di initial e follow on: sono state 345, il 15% in più rispetto alle 300 del 2024. Più nello specifico, i primi round di investimento nelle startup, gli “initial investment”, sono saliti a 232 contro i 223 dell’anno precedente. Un segnale chiaro di una maggiore spinta nelle fasi iniziali delle imprese innovative, sottolineano gli analisti del Venture Capital Monitor.
Sul fronte degli investimenti, il totale supera gli 1,6 miliardi di euro su 313 round, includendo sia operatori italiani che stranieri attivi su startup con sede in Italia. Nel 2024 la cifra si fermava a 1,2 miliardi per 270 operazioni. “La crescita degli investimenti domestici conferma la fiducia degli investitori nel nostro tessuto imprenditoriale, anche se il quadro economico resta incerto”, commenta un portavoce di Aifi.
Startup italiane all’estero: meno fondi ma più selettività
Diversa la situazione per le startup fondate da italiani ma con sede all’estero. Qui gli investimenti scendono a quasi 600 milioni di euro su 32 operazioni, rispetto ai 700 milioni su 30 round del 2024. Un calo che, spiegano gli esperti, riflette una selezione più attenta da parte dei fondi internazionali e una competizione sempre più agguerrita nei principali poli europei.
Complessivamente, sommando startup italiane e realtà estere fondate da italiani, il totale degli investimenti arriva a 2,2 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 1,9 miliardi del 2024. Un dato che, secondo il rapporto, “dimostra la capacità di tenuta dell’ecosistema italiano del Venture Capital, anche in un contesto globale difficile”.
Technology Transfer e corporate venture: cosa dicono i numeri
Nel 2025 il settore del Technology Transfer – ovvero il passaggio di tecnologie e competenze dalla ricerca al mercato – ha visto investimenti per 592 milioni di euro su 93 operazioni. “Il Technology Transfer resta una leva importante per l’innovazione”, spiega un rappresentante dell’Università Liuc coinvolto nello studio.
Se guardiamo solo alle startup con sede in Italia, Venture Capital e Corporate Venture Capital hanno investito quasi 1,1 miliardi di euro su 180 round. Considerando tutte le attività monitorate, inclusi i capitali destinati al Technology Transfer, il totale del Venture Capital italiano supera i 1,7 miliardi di euro su 385 round.
2026: prudenza e occhi puntati sui settori chiave
Il nuovo anno si apre con un “cauto ottimismo” da parte degli operatori. Secondo Intesa Sanpaolo Innovation Center, “la crescita del 2025 è un segnale positivo, ma sarà importante consolidare questi risultati e puntare con decisione sui settori con più potenziale”. Tra i più promettenti, spiccano la transizione digitale, la sostenibilità ambientale e le tecnologie per la salute.
Il rapporto si chiude con uno sguardo alle sfide che verranno: “L’ecosistema italiano ha dimostrato di sapersi adattare, ma serviranno politiche chiare e strumenti finanziari innovativi per sostenere la competitività delle startup nel medio termine”.
In breve, il 2025 è stato un anno di passi avanti per il Venture Capital in Italia: più operazioni, più soldi in campo e una crescente attenzione alle nuove frontiere dell’innovazione. La partita, però, resta aperta. Il 2026 sarà l’anno chiave per capire se questa spinta riuscirà a valicare i confini nazionali.
