La storica riconciliazione tra Crosetto e Bonelli per il centoduesimo compleanno di papà Luigi

La storica riconciliazione tra Crosetto e Bonelli per il centoduesimo compleanno di papà Luigi

La storica riconciliazione tra Crosetto e Bonelli per il centoduesimo compleanno di papà Luigi

Matteo Rigamonti

Febbraio 19, 2026

Roma, 19 febbraio 2026 – Un caffè, una stretta di mano e un compleanno che unisce mondi politici distanti. Stamattina, poco dopo le 8, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto tappa ad Acilia, nella periferia sud di Roma, per rendere omaggio a Luigi Bonelli, padre del leader di Alleanza Verdi Sinistra, Angelo Bonelli. Motivo? I 102 anni di Luigi, ex appuntato dei carabinieri e veterano della Seconda guerra mondiale. Tutto è nato da una lettera semplice e diretta: “Vorrei prendere un caffè con lei”, aveva scritto l’anziano al ministro. E così è successo.

Un incontro tra generazioni e storie d’Italia

Nel cortile della palazzina dove vive Luigi Bonelli si è animato tutto presto. Qualche minuto dopo le otto, Crosetto è arrivato con una piccola delegazione. Niente cerimonie ufficiali, solo un’atmosfera familiare e qualche parola scambiata tra uomini che hanno vissuto epoche diverse. Luigi Bonelli, nato nel 1924, ha accolto il ministro con un sorriso e una stretta di mano decisa. “Ha scritto la storia d’Italia con lealtà e dignità”, ha detto Crosetto davanti a chi era lì, tra cui alcuni vicini incuriositi.

Angelo Bonelli, il figlio, ha seguito la scena senza farsi notare. Nessun discorso pubblico, solo qualche battuta tra padre e figlio, mentre il ministro ascoltava i racconti di Luigi: la guerra, la ricostruzione, la caccia al bandito Giuliano in Sicilia. “Sono stati anni duri – ha detto Luigi – ma ho sempre fatto il mio dovere”. Parole semplici, senza fronzoli.

Memoria e rispetto oltre le divisioni

L’incontro di oggi ha avuto un sapore diverso dal solito confronto politico. Crosetto e Angelo Bonelli, avversari su molti fronti in Parlamento, hanno deciso di mettere da parte le differenze per qualche ora. “Un’esperienza straordinaria e unica”, ha scritto il ministro sui social poco dopo la visita, postando una foto con Luigi e Angelo. “Un uomo che ha servito l’Italia in anni difficili, con sacrificio e orgoglio: dalla Seconda guerra mondiale alla caccia al bandito Giuliano”. Poi il ringraziamento: “Grazie per aver reso possibile questo incontro, Angelo”.

Chi c’era racconta di un clima rilassato. Nessuna polemica, solo il riconoscimento di una storia personale intrecciata con quella del Paese. “Onore a chi, come Luigi Bonelli, ha costruito la nostra Italia in silenzio”, ha aggiunto Crosetto. Un messaggio che ha raccolto consensi anche tra i residenti del quartiere, molti dei quali conoscono Luigi da decenni.

Una vita tra servizio e famiglia

Luigi Bonelli è nato nel 1924 a Roma. Appuntato dei carabinieri per oltre trent’anni, ha vissuto in prima persona alcuni dei momenti più delicati della storia italiana del Novecento. Durante la guerra è stato arruolato giovanissimo; nel dopoguerra ha partecipato alle operazioni contro il banditismo in Sicilia. “Ricordo ancora quei giorni – ha raccontato – si lavorava senza orari, spesso senza sapere cosa sarebbe successo il giorno dopo”.

Oggi Luigi vive ad Acilia con la famiglia. La sua casa è piena di fotografie in bianco e nero: divisa da carabiniere, immagini di gruppo con i commilitoni, qualche scatto con i nipoti. “Papà non ama parlare molto delle sue imprese”, ha spiegato Angelo Bonelli ai giornalisti davanti al portone. “Ma per lui il senso del dovere viene prima di tutto”.

Un gesto che supera le barriere politiche

La visita di Crosetto ad Acilia non è passata inosservata nemmeno tra gli esponenti politici. Diversi parlamentari hanno commentato l’iniziativa sui social, sottolineando come gesti di questo tipo aiutino a ricordare le radici comuni del Paese. “In tempi così tesi – ha scritto un deputato di opposizione – serve anche questo: riconoscere chi ha servito l’Italia”.

Il caffè condiviso questa mattina tra Crosetto e Luigi Bonelli non cancella le differenze politiche tra il ministro e Angelo Bonelli. Eppure, almeno per un giorno, la storia personale di un uomo di 102 anni è riuscita a mettere d’accordo mondi lontani. “La memoria – ha detto Crosetto lasciando Acilia – è il vero collante della nostra Repubblica”. Poi una stretta di mano e via verso il centro di Roma, lasciando Luigi a godersi i suoi 102 anni tra ricordi e affetto dei suoi cari.