Mancuso, il deputato regionale di Fi, agli arresti domiciliari per corruzione

Mancuso, il deputato regionale di Fi, agli arresti domiciliari per corruzione

Mancuso, il deputato regionale di Fi, agli arresti domiciliari per corruzione

Matteo Rigamonti

Febbraio 19, 2026

Caltanissetta, 19 febbraio 2026 – Il deputato regionale di Forza Italia, Michele Mancuso, è finito oggi agli arresti domiciliari. La Procura di Caltanissetta lo accusa di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. Secondo gli investigatori guidati dal procuratore Salvatore De Luca, Mancuso avrebbe incassato una tangente di 12 mila euro, pagata in tre rate, in cambio di un intervento a favore dell’associazione Gentemergente, che ha ricevuto 98 mila euro di fondi regionali per mettere in scena spettacoli nella provincia di Caltanissetta.

Tangenti e fondi pubblici: cosa emerge dall’inchiesta

L’indagine, partita qualche mese fa, riguarda in tutto sei persone, tra funzionari pubblici e membri dell’associazione. Gli inquirenti hanno ricostruito una serie di passaggi che, secondo l’accusa, avrebbero permesso a Gentemergente di ottenere i soldi regionali grazie all’aiuto di Mancuso. Il deputato avrebbe incassato i soldi a rate: la prima tranche sarebbe stata consegnata in contanti in un bar del centro, le altre due in momenti diversi.

Secondo fonti vicine all’inchiesta, i pagamenti sono stati registrati attraverso intercettazioni ambientali e controlli bancari. “Abbiamo raccolto prove che consideriamo solide”, ha detto una fonte della Procura, ricordando il ruolo chiave della Guardia di Finanza nelle indagini.

Assemblea sotto choc, Forza Italia chiama alla calma

La notizia degli arresti ha scosso l’Assemblea Regionale Siciliana, dove Mancuso, 56 anni e originario di Serradifalco, è in carica dal 2017. La voce si è sparsa rapidamente nei corridoi di Palazzo dei Normanni. Mentre alcuni colleghi hanno preferito non commentare, altri hanno manifestato “sconcerto e amarezza”, come ha raccontato un deputato di maggioranza. Il coordinatore regionale di Forza Italia, Marco Falcone, ha detto: “Aspettiamo che la magistratura faccia il suo lavoro. Siamo garantisti, ma serve chiarezza”.

Mancuso, noto per il suo impegno sul territorio e le battaglie su sanità e infrastrutture, non ha rilasciato dichiarazioni. Il suo avvocato, Giuseppe Dacquì, ha fatto sapere che “il deputato nega ogni accusa e chiarirà la sua posizione nelle sedi opportune”.

Fondi regionali nel mirino, un copione già visto

Al centro dell’inchiesta ci sono i fondi regionali destinati alle associazioni culturali, spesso al centro di sospetti in Sicilia. Qui, secondo l’accusa, i 98 mila euro sono stati dati a Gentemergente per eventi tra Caltanissetta e provincia nel biennio 2024-2025. Gli inquirenti sospettano che la procedura sia stata “pilotata” con pressioni indebite su funzionari regionali.

Non è la prima volta che la gestione di questi fondi finisce sotto la lente della magistratura siciliana. Solo un anno fa, un’altra inchiesta aveva coinvolto amministratori locali e rappresentanti del terzo settore per presunte irregolarità nei contributi.

Cosa succederà ora: interrogatori e sviluppi

Nei prossimi giorni, Mancuso sarà sentito dai magistrati nell’interrogatorio di garanzia al Tribunale di Caltanissetta. Gli investigatori stanno analizzando documenti bancari e movimenti finanziari legati sia al deputato sia all’associazione. Da ambienti giudiziari filtrano voci su possibili nuovi indagati.

Intanto, il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, ha convocato d’urgenza una riunione con i capigruppo per valutare eventuali provvedimenti cautelativi nei confronti di Mancuso. “La trasparenza delle istituzioni viene prima di tutto”, ha detto Galvagno ai giornalisti davanti a Palazzo dei Normanni poco dopo le 11.

Ora resta da vedere se questa inchiesta scuoterà gli equilibri politici dell’ARS e la tenuta della maggioranza guidata dal presidente Renato Schifani. Per il momento, Forza Italia resta in silenzio in attesa degli sviluppi della giustizia.