Houston, 20 febbraio 2026 – Nella notte tra il 19 e il 20 febbraio, al Kennedy Space Center della NASA, gli ingegneri hanno portato a termine con successo l’ultima prova generale prima del lancio di Artemis II, la missione che riporterà quattro astronauti in orbita attorno alla Luna. Il test è partito poco dopo le 22 ora locale e ha visto il razzo Space Launch System caricato con oltre 2,8 milioni di litri di propellente – una miscela di ossigeno e idrogeno liquidi – senza le perdite di idrogeno che avevano fermato i tentativi precedenti. Un dettaglio fondamentale, visto che proprio quei problemi avevano rallentato tutto il programma.
Prova generale senza intoppi
Durante la simulazione, i tecnici hanno seguito ogni fase del conto alla rovescia come se fosse un lancio vero. Negli ultimi dieci minuti, i serbatoi del razzo sono stati pressurizzati fino ai livelli richiesti. Nessun allarme, nessun intoppo. “Abbiamo visto quello che ci aspettavamo”, ha detto Jim Free, amministratore associato della NASA per le missioni con equipaggio. I dati sono ancora sotto esame, ma i primi segnali – fanno sapere dal centro di controllo – sono “molto incoraggianti”. Il via libera definitivo arriverà solo dopo le ultime verifiche, previste nei prossimi giorni.
Lancio possibile già all’inizio di marzo
Se tutto andrà come previsto, la finestra di lancio per Artemis II potrebbe aprirsi già il 6 marzo. Una data ancora da confermare, legata alle ultime valutazioni tecniche. Nel frattempo, i quattro astronauti scelti – Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch (tutti della NASA) e Jeremy Hansen dell’Agenzia spaziale canadese – si preparano a rientrare in quarantena. Una misura precauzionale già adottata a fine gennaio, poi sospesa a causa dei ritardi nei test. “Siamo pronti a ripartire”, ha detto Koch durante un collegamento con la stampa. L’equipaggio dovrebbe tornare in isolamento nelle prossime ore.
Un ritorno sulla Luna dopo oltre cinquant’anni
Artemis II è il primo volo con equipaggio diretto verso la Luna dal 1972, anno dell’ultima missione Apollo. Un salto indietro nel tempo, ma anche uno sguardo avanti: questa volta, infatti, l’obiettivo non è solo orbitare attorno al nostro satellite, ma mettere alla prova tutte le procedure per un futuro allunaggio. Gli astronauti voleranno a bordo della capsula Orion, chiamata “Integrity” per l’occasione. Saranno anche i primi a usare il nuovo razzo SLS, progettato per portare persone e carichi ben oltre l’orbita terrestre bassa.
Sguardo a Artemis III e al polo sud lunare
Il successo di questa prova generale è fondamentale non solo per la sicurezza di Artemis II, ma anche per il futuro del programma lunare americano. La missione successiva, Artemis III, dovrebbe portare due astronauti a sbarcare vicino al polo sud della Luna nel 2028. Un traguardo strategico per la NASA: in quella zona ci sono depositi di ghiaccio d’acqua che potrebbero servire per produrre ossigeno e carburante direttamente sul posto.
Tra attesa e cautela nel centro di controllo
Nel centro di controllo di Houston si respira prudenza. “Nel volo spaziale non ci sono mai certezze assolute”, ha ricordato Free ai giornalisti collegati nella notte. Eppure, tra i tecnici si sente una certa fiducia. “Abbiamo imparato molto dai problemi delle settimane scorse”, ha ammesso un ingegnere del team propulsori. Solo dopo l’ultimo via libera potremo davvero parlare di conto alla rovescia finale.
Per ora, la Luna resta ancora lontana. Ma la strada per tornare a guardarla da vicino sembra finalmente aperta.
