Roma, 20 febbraio 2026 – “Attitudini: Nessuna” di Sophie Chiarello ha trionfato al Nastro d’Argento 2026, aggiudicandosi il premio come Documentario dell’anno. A consegnarlo è stato il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) durante la cerimonia nella capitale. Il film, che racconta il celebre trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, ha convinto per il modo in cui ha saputo narrare non solo una carriera, ma soprattutto un’amicizia che ha lasciato un segno nella storia dello spettacolo italiano.
Un premio che celebra un’amicizia vera
Il SNGCI ha spiegato così la scelta di premiare “Attitudini: Nessuna”: un racconto che non celebra solo un personaggio, ma un trio amatissimo, capace di mantenere intatto il proprio stile unico e il legame con il pubblico, anche nella vita privata. Un riconoscimento che va oltre la tecnica o la narrazione, per mettere in luce il valore umano e la sintonia tra i tre artisti. «Siamo felici che il senso profondo di questa storia sia stato colto», ha detto Sophie Chiarello, visibilmente emozionata, a margine della premiazione.
I documentari in gara ai Nastri d’Argento 2026
Insieme all’annuncio del vincitore, il SNGCI ha reso nota la lista ufficiale dei documentari in corsa per i Nastri d’Argento 2026. Sono circa quaranta i titoli selezionati da un totale di 195 film non fiction usciti nel 2025, scelti tra i festival più importanti e rassegne specializzate italiane. Alcuni sono già arrivati in sala o sono stati trasmessi in tv o sulle piattaforme streaming. «Abbiamo visto oltre cento film dedicati al cinema del reale e settantacinque su spettacolo e cultura», ha detto Laura Delli Colli, presidente del SNGCI. Quest’anno, tra i temi trattati, spicca la musica, protagonista di una sezione speciale, dopo le passate edizioni dedicate ad arte e sport.
I protagonisti del cinema del reale e della cultura
Nella categoria Cinema del Reale spiccano titoli come “Agnus Dei” di Massimiliano Camaiti, “Film di Stato” di Roland Sejko e “Il quieto vivere” di Gianluca Matarrese. Non mancano lavori su temi sociali e storici, come “Quaranta anni senza Giancarlo Siani” di Filippo Soldi e “San Damiano” di Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes. Ogni film racconta storie spesso ignorate dai media tradizionali, offrendo uno sguardo personale e originale.
Nel settore dedicato a cinema, spettacolo e cultura ci sono titoli come “Bobò – La voce del silenzio” di Pippo Delbono, “Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra” di Roberto Andò e “Roberto Rossellini – Più di una vita”, firmato da Ilaria De Laurentiis insieme ad Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti. Non mancano omaggi a figure chiave della cultura italiana, come Elvira Notari e Antonello Falqui.
La musica al centro della scena
Quest’anno i Nastri d’Argento dedicano una sezione speciale alla musica, con documentari che raccontano artisti e interpreti che hanno lasciato il segno nel panorama italiano. Tra i titoli selezionati ci sono “Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco” di Cristiana Mainardi, “Piero Pelù. Rumore dentro” di Francesco Fei e “Rino Gaetano – Sempre più blu” di Giorgio Verdelli. Un filone che dimostra quanto il racconto biografico musicale stia conquistando pubblico e critica.
Un anno ricco per il documentario italiano
Secondo gli organizzatori, la varietà dei temi affrontati dai documentari in gara dimostra «la vivacità del settore e la capacità degli autori italiani di offrire sguardi nuovi sulla realtà». La selezione finale delle cinquine sarà resa nota nelle prossime settimane. Intanto, la vittoria di “Attitudini: Nessuna” conferma quanto il documentario sia uno strumento prezioso per raccontare storie collettive e personali che spesso restano fuori dai riflettori.
Per Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti – protagonisti silenziosi ma sempre presenti della commedia italiana – questo premio è un riconoscimento a una carriera fatta di complicità e rispetto. «Non ci siamo mai sentiti soli», ha detto Giovanni Storti durante la serata. «Forse è questo il segreto che ci tiene ancora uniti».
