Washington, 20 febbraio 2026 – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi i dazi imposti dall’amministrazione Trump. Una sentenza che, secondo il leader di Azione, Carlo Calenda, rappresenta “il primo vero segnale di funzionamento dei contrappesi democratici negli USA”. Il commento è arrivato ieri sera, con un post su X (ex Twitter), mentre a Washington si attende la risposta ufficiale della Casa Bianca.
Dazi Trump, la Corte Suprema dice no
La decisione della Corte Suprema è arrivata martedì pomeriggio, poco dopo le 16 ora locale. I giudici hanno stabilito che i dazi varati nel 2018 da Donald Trump su vari prodotti importati – soprattutto acciaio e alluminio provenienti da Cina, Unione Europea e altri Paesi – superavano i limiti stabiliti dalla legge federale. In pratica, la Casa Bianca avrebbe oltrepassato i poteri che il Congresso le aveva concesso sul commercio internazionale.
La sentenza, molto attesa da mesi in ambienti economici e politici, ha scatenato reazioni diverse. Da una parte, le associazioni industriali americane temono le conseguenze per le aziende locali. Dall’altra, le principali organizzazioni del commercio internazionale la definiscono “un passo necessario per ristabilire regole chiare”.
Italia, Calenda e il ritorno dei contrappesi
In Italia, la notizia ha colpito soprattutto chi segue da vicino politica ed economia. Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo economico e oggi leader di Azione, ha commentato su X: “La sentenza della Corte suprema che boccia i dazi di Trump è il primo vero segnale che i contrappesi democratici negli USA stanno funzionando. Ora aspettiamo la reazione della Casa Bianca”.
Calenda, che da ministro ha seguito da vicino i dossier commerciali tra Europa e Stati Uniti, ha sempre sottolineato quanto sia importante avere istituzioni indipendenti che bilancino il potere esecutivo. “Negli ultimi anni si è visto un trend globale verso la concentrazione delle decisioni nelle mani dei governi – ha spiegato in un’intervista recente – ma la forza della democrazia sta nella capacità di correggere gli eccessi”.
Dazi giù: cosa cambia per l’economia
Le prime stime della Camera di Commercio USA indicano che togliere i dazi potrebbe far risparmiare alle imprese americane circa 4 miliardi di dollari all’anno sull’importazione di materie prime. Ma diversi esperti invitano alla prudenza. Mark Feldman, docente di diritto commerciale alla Georgetown University, avverte: “Non è detto che la Casa Bianca applichi subito la sentenza. Potrebbero esserci ricorsi o trucchi per aggirarla con nuove misure”.
A Bruxelles la notizia è stata accolta con favore. La Commissione UE ha parlato di “decisione attesa” e ha chiesto agli Stati Uniti di “ripristinare condizioni di parità nel commercio transatlantico”. In Italia, secondo i dati Istat, l’export verso gli USA era già calato del 7% tra il 2019 e il 2022, proprio a causa di questi dazi.
Casa Bianca: nessuna risposta per ora
Finora, dalla Casa Bianca nessuna dichiarazione ufficiale. Fonti vicine all’amministrazione Biden dicono che il caso è al vaglio del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e del Dipartimento del Commercio. “Stiamo valutando le conseguenze della sentenza”, confida un funzionario che preferisce restare anonimo. Solo nelle prossime ore si capirà se Washington si adeguerà subito o cercherà una strada per evitarlo.
Nel frattempo, tra i diplomatici si respira prudenza. Un rappresentante europeo a Washington, raggiunto al telefono poco dopo la sentenza, commenta: “È un segnale importante per chi crede nella separazione dei poteri. Ma sappiamo che negli Stati Uniti le cose possono cambiare in fretta”.
Un precedente che pesa oltre i confini
Questa decisione della Corte Suprema potrebbe avere ripercussioni anche fuori dagli Stati Uniti. Per molti osservatori, è un precedente che potrebbe influenzare le scelte future sulla politica commerciale, sia a Washington sia nei rapporti con partner chiave come Unione Europea e Cina.
Per ora, tutti guardano alle prossime mosse della Casa Bianca e a cosa succederà sui mercati internazionali. Come ha scritto Calenda su X: “Vedremo le reazioni della Casa Bianca”. Solo allora si capirà se i contrappesi democratici americani sono davvero tornati a funzionare come volevano i padri fondatori.
