Dazi Usa: l’Ue chiede chiarezza dopo la sentenza della Corte Suprema

Dazi Usa: l'Ue chiede chiarezza dopo la sentenza della Corte Suprema

Dazi Usa: l'Ue chiede chiarezza dopo la sentenza della Corte Suprema

Matteo Rigamonti

Febbraio 20, 2026

Bruxelles, 20 febbraio 2026 – La Commissione europea ha preso con prudenza la recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha annullato i dazi imposti da Washington su alcuni prodotti europei. In una nota diffusa ieri sera, un portavoce ha detto che Bruxelles “prende atto della decisione” e sta conducendo “analisi approfondite” per capire le conseguenze sulle relazioni commerciali tra Europa e Stati Uniti.

La Corte Suprema dice no ai dazi: le prime reazioni

Lunedì sera, ora italiana, la Corte Suprema Usa ha cancellato una serie di dazi messi negli ultimi anni dall’amministrazione americana su prodotti europei come acciaio, alluminio e alcune merci agricole. Secondo i giudici, queste misure non rispettavano le leggi federali e vanno riviste. La notizia ha subito trovato il favore delle associazioni imprenditoriali europee, che da tempo chiedevano più certezze.

“Le imprese da entrambe le parti dell’Atlantico hanno bisogno di stabilità e prevedibilità nel commercio”, ha detto il portavoce della Commissione Ue. Un passaggio che fa capire bene il clima di incertezza vissuto negli ultimi mesi, soprattutto dagli esportatori italiani e tedeschi, tradizionalmente legati al mercato americano.

Bruxelles e Washington: il dialogo è aperto

Fonti diplomatiche a Bruxelles confermano che già si stanno tenendo contatti “a livello tecnico e politico” con l’amministrazione Biden. Si cerca di capire quali saranno le mosse di Washington dopo la sentenza e se ci siano margini per rivedere l’intera politica commerciale. “Restiamo in stretto contatto con gli Stati Uniti”, ha detto il portavoce europeo, segnalando che la partita è tutt’altro che chiusa.

A Washington, il Dipartimento del Commercio ha fatto sapere che “sta esaminando con attenzione la sentenza” e che presto partiranno consultazioni con i partner europei. Nessuna dichiarazione ufficiale dal presidente Biden, impegnato su altri fronti interni, ma fonti vicine alla Casa Bianca parlano di una volontà di evitare nuove tensioni con Bruxelles.

Cosa cambia per l’industria europea

La cancellazione dei dazi potrebbe avere un impatto immediato su diversi settori produttivi europei. In Italia, per esempio, l’export di acciaio verso gli Stati Uniti vale circa 1,2 miliardi di euro l’anno, secondo Federacciai. Anche il settore agroalimentare segue con attenzione. “Siamo pronti a sfruttare ogni possibilità che si apre dopo questa sentenza”, ha detto Luigi Scordamaglia, ad di Filiera Italia.

Non mancano però le riserve. Alcuni operatori temono che la rimozione dei dazi sia solo temporanea o che vengano introdotte nuove forme di protezionismo. “Serve chiarezza sulle regole del gioco”, ha commentato un funzionario del Ministero degli Esteri italiano, sottolineando come la prevedibilità sia “essenziale per programmare investimenti e strategie”.

Tariffe più basse? La Commissione ci punta

La posizione ufficiale della Commissione europea resta quella di “sostenere tariffe basse e lavorare per ridurle”, ha ribadito il portavoce. Una linea condivisa anche dalle principali associazioni industriali europee. “Un commercio aperto conviene a tutti”, ha detto Markus Beyrer, direttore generale di BusinessEurope.

Ma la strada verso una normalizzazione completa è ancora lunga. Le trattative tra Bruxelles e Washington spesso si arenano su temi come la sicurezza nazionale e la tutela delle industrie strategiche. Solo nei prossimi mesi si potrà capire se la sentenza della Corte Suprema sarà una svolta o solo una parentesi in un confronto destinato a durare.

Nel frattempo, le imprese restano in attesa. E guardano a Bruxelles e Washington con una domanda semplice: qual è il prossimo passo?