Roma, 20 febbraio 2026 – Il governo Meloni ha scelto di porre la questione di fiducia alla Camera sul decreto Milleproroghe. La decisione è arrivata oggi, in Aula, su proposta del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. La richiesta è stata formalizzata in mattinata, mentre a Montecitorio si respirava un clima di attesa e consultazioni tra i banchi. La votazione è stata fissata per lunedì prossimo, dalle 14, preceduta dalle dichiarazioni di voto alle 12.20.
Milleproroghe, di nuovo al centro del confronto
Il decreto Milleproroghe è quel provvedimento che ogni anno sposta in avanti scadenze e termini su temi molto diversi: dai contratti pubblici alle concessioni balneari, passando per scuola e trasporti. Ora torna protagonista nel dibattito politico. La maggioranza spiega che la scelta della fiducia serve a “garantire tempi certi e l’approvazione del testo nei tempi stabiliti”. Come spesso succede su queste misure, però, le reazioni in Parlamento sono state contrastanti.
Governo: “La fiducia per evitare ritardi”
Il ministro Luca Ciriani, fermato dai giornalisti vicino all’Aula, ha detto chiaro e tondo: “Abbiamo scelto la fiducia per non rischiare rallentamenti. Nel Milleproroghe ci sono misure urgenti, attese da enti locali, imprese e cittadini”. Ciriani ha aggiunto che “il confronto c’è già stato nelle commissioni, ora serve responsabilità per chiudere in fretta”. Fonti di Palazzo Chigi raccontano che la premier Meloni ha seguito da vicino la vicenda, chiedendo ai capigruppo di tenere uniti i gruppi di maggioranza.
Opposizioni critiche, tensione in Aula
Le opposizioni non hanno nascosto la loro delusione. “Ancora una volta il governo taglia corto sul dibattito, su un provvedimento che tocca la vita di milioni di italiani”, ha detto il capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga. Parole dure anche dal Movimento 5 Stelle: Francesco Silvestri ha parlato di “ennesima forzatura” e ha chiesto “più rispetto per il Parlamento”. Nel primo pomeriggio, in Aula si sono vissuti momenti di tensione. Alcuni deputati hanno mostrato cartelli contro la fiducia, mentre dalla maggioranza sono partiti applausi a sostegno dell’esecutivo.
Il calendario: lunedì il voto decisivo
Secondo il programma ufficiale della Camera, le dichiarazioni di voto sulla fiducia inizieranno lunedì alle 12.20. Poi, alle 14, si passerà alla chiamata nominale. I risultati sono attesi nel tardo pomeriggio. Se il decreto sarà approvato – cosa che gli osservatori danno per probabile – passerà al Senato per la seconda lettura. Il termine ultimo per trasformarlo in legge resta il 28 febbraio.
Cosa cambia con il Milleproroghe 2026
Il testo del Milleproroghe 2026 proroga diverse scadenze: dalla sospensione dei termini per le concessioni demaniali marittime all’allungamento dei contratti a tempo determinato nella pubblica amministrazione, fino alle deroghe per le assunzioni nella scuola. Tra le misure più discusse ci sono la proroga delle autorizzazioni per i dehors dei locali pubblici e alcune norme sui bonus edilizi. “Abbiamo cercato di rispondere alle esigenze dei territori”, ha spiegato un deputato della Lega vicino al dossier. Ma le opposizioni avvertono: alcune proroghe rischiano di creare incertezza e disuguaglianze tra categorie.
Un voto che può cambiare gli equilibri
La fiducia sul Milleproroghe è anche un banco di prova per la tenuta della maggioranza in questa fase delicata della legislatura. Nei corridoi di Montecitorio si respira attesa. “Siamo tranquilli”, ha detto un esponente di Fratelli d’Italia poco prima della seduta. Ma tra i partiti più piccoli non mancano malumori sul modo in cui il governo sta gestendo il passaggio parlamentare. Solo lunedì si capirà se la maggioranza reggerà senza defezioni.
Per ora, dunque, l’appuntamento è chiaro: lunedì 23 febbraio, dalle 12.20 in poi, tutti gli occhi saranno puntati sulla Camera per una votazione che, come ogni anno, segna un momento decisivo nel rapporto tra governo e Parlamento.
