Fritz Lang: il genio del cinema visionario a 50 anni dalla sua scomparsa, da Harakiri a Metropolis

Fritz Lang: il genio del cinema visionario a 50 anni dalla sua scomparsa, da Harakiri a Metropolis

Fritz Lang: il genio del cinema visionario a 50 anni dalla sua scomparsa, da Harakiri a Metropolis

Giada Liguori

Febbraio 20, 2026

Roma, 20 febbraio 2026 – Cinquant’anni dopo la sua scomparsa, Fritz Lang torna a far parlare di sé nella capitale. Dal 26 febbraio al 29 marzo, il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita la retrospettiva “Fritz Lang 50”, un viaggio dentro le opere che hanno segnato la storia del cinema mondiale. L’iniziativa, curata da Palazzo Esposizioni e La Farfalla sul Mirino, è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, con il sostegno del Goethe-Institut Rom e del Forum Austriaco di Cultura Roma.

Fritz Lang, un maestro da riscoprire

“Inesorabile”. Così François Truffaut descriveva il cinema di Lang, con una parola che ancora oggi colpisce nel segno, capace di restituire la forza di ogni inquadratura, ogni movimento di macchina, ogni gesto sullo schermo. La rassegna romana dà al pubblico la possibilità di entrare in questo mondo unico, grazie a copie provenienti dagli archivi di Berlino, Londra e Parigi. Tutti i film saranno proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano, per mantenere intatta la potenza visiva e narrativa delle opere.

In cartellone ci sono titoli che hanno fatto scuola: da Metropolis a M – Il mostro di Düsseldorf, passando per Il dottor Mabuse, Il grande caldo, La donna del ritratto, Furia, Maschere e pugnali, Rancho Notorious. Non mancano le saghe come quella de I Nibelunghi e rarità degli anni Dieci come Harakiri. L’ingresso è gratuito, ma è consigliata la prenotazione: un’occasione da non perdere per appassionati e curiosi di ogni età.

Il segno di Lang nel cinema di oggi

“Rivedere oggi questi film significa capire come sono nati interi generi cinematografici”, spiegano gli organizzatori. Ogni thriller, ogni film di fantascienza o di spionaggio, ogni fantasy moderno porta ancora i segni del regista tedesco. Ma non è solo una questione di genere: Lang ha affrontato temi profondi come la colpa, il destino, la violenza. Sul piano visivo, si traduce in una vera e propria ossessione per le forme geometriche, le architetture complesse, i contrasti di luce e ombra.

Il pubblico romano potrà così riflettere sulle radici del cinema contemporaneo. “Lang ha anticipato paure e sogni della modernità”, ha spiegato uno dei curatori della mostra. “La sua influenza si sente ancora, sia nei grandi registi sia nei giovani autori”.

Metropolis: un futuro che parla al presente

La rassegna parte giovedì 26 febbraio alle 20.00 con il restauro più completo di Metropolis, capolavoro del 1926 ambientato, non a caso, esattamente cento anni dopo, nel 2026. Al centro del film c’è una città divisa da crescenti disuguaglianze economiche; la tecnologia, più che una speranza, diventa un mezzo per manipolare e sfruttare le masse. “Rivedere Metropolis oggi fa un certo effetto”, ha raccontato una spettatrice durante la presentazione stampa. “Sembra scritto per i nostri tempi”.

Collaborazioni internazionali e ingresso gratuito

La mostra nasce da una collaborazione tra istituzioni italiane e straniere: il Goethe-Institut Rom e il Forum Austriaco di Cultura Roma hanno aiutato a portare in città pellicole rare e materiale d’archivio prezioso. Tutte le proiezioni sono gratuite, ma – avvertono gli organizzatori – è meglio prenotare per assicurarsi un posto in sala.

Un’occasione per guardare avanti

Nel cinquantenario della morte di Lang, Roma si trasforma in una vera capitale del cinema d’autore. “Non è solo un omaggio”, ha detto l’assessore alla Cultura Miguel Gotor. “È un invito a pensare a come il linguaggio del cinema continui a cambiare, senza però dimenticare i grandi maestri del passato”.

Per chi ama il grande schermo, l’appuntamento è dal 26 febbraio al 29 marzo. Tra le sale del Palazzo delle Esposizioni, il genio inquieto di Fritz Lang torna a farsi sentire, parlando al presente. E forse anche al futuro.