Garlasco, 20 febbraio 2026 – Nuovi sviluppi nel caso di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Stamattina, alla Procura di Pavia, la difesa di Andrea Sempio ha depositato i risultati di nuove indagini tecniche, ribadendo l’“autenticità dello scontrino” del parcheggio di Vigevano, fulcro dell’alibi dell’imputato. Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti hanno consegnato anche l’originale della ricevuta, che secondo loro confermerebbe la versione di Sempio: lui era a Vigevano nelle ore in cui è avvenuto il delitto.
Lo scontrino di Vigevano al centro della scena
Lo scontrino del parcheggio è stato al centro del dibattito giudiziario per anni. Andrea Sempio, oggi 37enne e indagato per omicidio in concorso nel nuovo filone, ha sempre detto di essere stato a Vigevano la mattina del delitto. Racconta di aver preso l’auto dopo aver aspettato che la madre finisse la spesa al supermercato. “Sono andato in libreria, ma era chiusa. Poi sono tornato a Garlasco”, aveva detto agli inquirenti nei primi interrogatori.
La difesa spiega che lo scontrino, emesso da una macchinetta automatica, è stato conservato da Sempio per circa un anno prima di essere consegnato alla polizia. Un dettaglio che ha scatenato dubbi e polemiche: l’accusa sospetta che l’alibi sia stato costruito dopo. Alcuni testimoni, poi, hanno messo in dubbio che la ricevuta fosse davvero di Sempio.
Le indagini difensive e il deposito alla Procura
Questa mattina, poco dopo le 10, Taccia e Cataliotti sono arrivati alla Procura di Pavia con una cartellina blu. Dentro c’erano l’originale dello scontrino e una relazione tecnica sugli accertamenti fatti sulla macchinetta che lo ha emesso. “Abbiamo controllato che il ticket fosse compatibile con le dichiarazioni del nostro assistito”, ha detto Taccia ai giornalisti in via Porta.
La difesa sostiene che le analisi, affidate a un consulente tecnico, dimostrano che il biglietto è autentico. La sequenza numerica corrisponde ai ticket emessi quella mattina dalla macchinetta di Vigevano. “Non c’è niente che faccia pensare a una manipolazione”, ha aggiunto Cataliotti. Gli avvocati hanno chiesto che il documento venga inserito negli atti e valutato nel quadro complessivo delle prove.
I dubbi dell’accusa e le contestazioni
Per la Procura, però, restano molti punti da chiarire. In particolare, il fatto che lo scontrino sia stato consegnato solo dopo mesi dall’omicidio e alcune discrepanze nelle testimonianze raccolte all’epoca. “Non è mai stato spiegato perché Sempio abbia aspettato così tanto”, ha sottolineato un investigatore in una recente udienza.
In più, da ambienti giudiziari trapela che due testimoni hanno detto di non aver visto Sempio a Vigevano quella mattina. Un elemento che rinforza i sospetti su un possibile alibi costruito a tavolino. La difesa respinge tutto: “Le testimonianze sono vaghe e non smentiscono la presenza del nostro assistito”, ha risposto Taccia.
Il processo va avanti, cosa succederà ora
Il caso Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio, continua a tenere banco e dividere l’opinione pubblica. L’ingresso di Andrea Sempio tra gli indagati – dopo anni in cui l’attenzione era tutta su Alberto Stasi – ha riaperto scenari rimasti a lungo nascosti. Ora la Procura di Pavia dovrà decidere se le nuove prove della difesa cambiano qualcosa o se servono ulteriori accertamenti.
Nelle prossime settimane sono previste nuove audizioni e verifiche tecniche. Nel frattempo, la famiglia Poggi segue tutto con riservatezza: “Abbiamo fiducia nella giustizia”, ha detto un parente all’uscita dal tribunale. Solo quando tutti i pezzi del puzzle saranno messi insieme si capirà se lo scontrino di Vigevano è davvero un punto fermo nell’alibi di Sempio o resterà un nodo ancora da sciogliere in questa intricata vicenda giudiziaria.
