Roma si prepara a ospitare il rivoluzionario laboratorio per l’Einstein Telescope

Roma si prepara a ospitare il rivoluzionario laboratorio per l'Einstein Telescope

Roma si prepara a ospitare il rivoluzionario laboratorio per l'Einstein Telescope

Matteo Rigamonti

Febbraio 20, 2026

Roma, 20 febbraio 2026 – Questa mattina, nei laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare al dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata, è stato inaugurato il nuovo laboratorio AiLoV-ET. Si tratta di una struttura all’avanguardia dedicata alle tecnologie ottiche per il futuro Einstein Telescope. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra INFN e l’ateneo romano, ed è parte del progetto Etic, sostenuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi del Pnrr. L’obiettivo è rafforzare la candidatura italiana, con la Sardegna in prima linea come possibile sede del grande rivelatore europeo di onde gravitazionali.

Un passo deciso per la ricerca italiana

Il laboratorio, chiamato Advanced Optics Lab @ Tor Vergata for Einstein Telescope (AiLoV-ET), ha ottenuto un finanziamento di circa 3 milioni di euro. Come ha spiegato Viviana Fafone, responsabile scientifica del progetto, docente a Tor Vergata e ricercatrice INFN, qui si trovano “camere bianche e grigie”, ambienti a contaminazione controllata tipici della fisica strumentale, insieme a banchi ottici, laser, specchi e strumenti di ultima generazione. La struttura si propone come “un centro di ricerca di rilievo internazionale”, con un focus ben chiaro: “tecnologie di ottica adattiva” e nuovi materiali per gli specchi del rivelatore, elementi fondamentali per gli obiettivi dell’Einstein Telescope.

Ma AiLoV-ET non è un’isola. Fa parte di una rete nazionale di laboratori distribuiti sul territorio, pensata per sostenere la candidatura italiana e per far crescere competenze di alto livello. Il progetto Etic è una piattaforma che mette insieme università, enti di ricerca e industria.

Ricerca all’avanguardia e formazione sul campo

Durante l’inaugurazione, il rettore di Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, ha sottolineato il valore strategico dell’opera: “Questo laboratorio dimostra come la collaborazione tra istituzioni, con una visione europea e nazionale, possa spingere la ricerca di frontiera e l’innovazione”. Ha aggiunto che si tratta di “un investimento non solo nelle strutture, ma soprattutto nelle persone”. Un segnale chiaro di fiducia nella scienza, nella collaborazione europea e nella capacità dell’Italia di giocare un ruolo importante nelle grandi sfide della conoscenza.

AiLoV-ET sarà anche un luogo per formare giovani ricercatori e tecnici. Grazie agli ambienti controllati e alle tecnologie avanzate, gli studenti potranno lavorare con le attrezzature più moderne nel campo dell’ottica adattiva e dei materiali innovativi.

Specchi e tecnologia: il cuore del laboratorio

Marco Pallavicini, membro della giunta esecutiva INFN con delega per l’Einstein Telescope, ha spiegato che AiLoV-ET si concentrerà sul controllo termico degli specchi, un aspetto già cruciale negli interferometri attuali come Virgo, ma che diventerà ancora più importante nei rivelatori di nuova generazione. Gli specchi sono infatti tra gli elementi più delicati: la loro stabilità termica e la qualità ottica influenzano direttamente la sensibilità degli strumenti.

Il laboratorio romano lavorerà allo sviluppo di materiali e tecniche per ridurre le interferenze e migliorare le prestazioni dei futuri rivelatori. Un compito che richiede competenze che spaziano dalla fisica dei materiali all’ingegneria ottica. L’Italia si conferma così protagonista nella corsa internazionale verso i nuovi osservatori.

Sardegna in corsa per l’Einstein Telescope

L’Einstein Telescope è una delle sfide scientifiche più ambiziose degli anni a venire. L’Italia ha scelto la Sardegna come possibile sede dell’infrastruttura europea, puntando su siti geologicamente stabili e su una rete di laboratori come AiLoV-ET sparsi sul territorio. La decisione finale sulla sede arriverà nei prossimi mesi.

Fonti del Ministero dell’Università e della Ricerca sottolineano come l’apertura del laboratorio a Roma rafforzi la posizione italiana a livello internazionale nella fisica delle onde gravitazionali. “Investire in queste strutture è fondamentale per attrarre talenti e risorse”, ha commentato un funzionario presente all’inaugurazione.

Sguardo al futuro

Tra corridoi affollati di camici bianchi e monitor accesi, si respira un clima di attesa. Le prime prove sperimentali inizieranno già nelle prossime settimane. “C’è molto entusiasmo – racconta una giovane ricercatrice – perché sappiamo che qui si gioca una partita importante per il futuro della fisica italiana”.

Il laboratorio AiLoV-ET si candida a diventare un punto di riferimento per la ricerca europea sulle onde gravitazionali. Un investimento che guarda lontano, tra scienza applicata e formazione delle nuove generazioni.