Scandalo nel concorso notarile: i risultati rivelano appunti inappropriati e soprannomi sorprendenti

Scandalo nel concorso notarile: i risultati rivelano appunti inappropriati e soprannomi sorprendenti

Scandalo nel concorso notarile: i risultati rivelano appunti inappropriati e soprannomi sorprendenti

Matteo Rigamonti

Febbraio 20, 2026

Roma, 20 febbraio 2026 – Al centro di un vero caso, il Concorso Notarile 2024 finisce sotto accusa dopo la pubblicazione, per errore, di un file Excel contenente i risultati delle prove scritte accompagnati da una serie di annotazioni inappropriate accanto ai nomi dei candidati. L’incidente, avvenuto sul sito ufficiale del Consiglio Nazionale del Notariato, ha scatenato subito reazioni tra i partecipanti e nel mondo giuridico, sollevando dubbi sulla trasparenza e l’equità del concorso.

Annotazioni fuori posto e nomi in codice: cosa è successo davvero

Nelle ultime ore è emerso che il file dei risultati, caricato lunedì sera e tolto pochi minuti dopo, mostrava non solo i nomi dei candidati ammessi alle prove successive, ma anche una serie di commenti personali. Tra le annotazioni spiccavano parole come “Carina”, “Graziato”, “Fenomeno”, ma anche giudizi più tecnici come “Graziato sul commerciale” o “Salvato sul civile”. Non mancavano poi strani nomi in codice ispirati a santi: “San Mattia Apostolo”, “San Pancrazio”, “San Filippo Neri”, fino a una misteriosa “Santa Matilde di Hackeborn”. A un candidato lombardo è stato addirittura affibbiato il titolo di “Papa”.

La commissione esaminatrice, formata da 6 docenti universitari, 9 magistrati e 9 notai, ha definito la pubblicazione un “errore materiale”, sottolineando che il file non doveva essere visibile al pubblico. Ma il danno era fatto: il documento è stato scaricato da molti e in pochi minuti ha iniziato a circolare tra candidati e sui social, alimentando sospetti e malumori.

Favoritismi e commenti sessisti: il clima si fa pesante

Tra i partecipanti, la scoperta di queste annotazioni ha generato sconcerto e rabbia. Alcuni hanno denunciato la presenza di commenti sessisti e giudizi fuori luogo. “Non si può accettare di leggere certe cose accanto al proprio nome”, ha raccontato una candidata romana, che ha chiesto di restare anonima. Secondo molti, dietro ai nomi in codice si celerebbero riferimenti a padrini o protettori politici, una sorta di “mappa delle raccomandazioni 2.0”, come l’ha definita un giovane praticante milanese.

Il sistema delle buste separate dovrebbe garantire l’anonimato durante la correzione delle prove scritte. Eppure, annotazioni così dettagliate fanno pensare a un controllo personalizzato sui candidati. “Il concorso notarile dovrebbe essere un modello di imparzialità – ha spiegato un docente universitario della commissione – ma episodi come questo rischiano di minare la fiducia nell’intero sistema”.

Il Ministero interviene, ma l’ombra resta

Il Ministero della Giustizia, che vigila sulla correttezza della procedura, ha chiesto chiarimenti urgenti al Consiglio Nazionale del Notariato. In una nota diffusa nel pomeriggio, ha ribadito che “ogni valutazione deve basarsi su criteri chiari e trasparenti”. Al momento non risultano indagini aperte, ma la vicenda potrebbe avere conseguenze disciplinari.

Il concorso, lanciato nel novembre 2024, metteva in palio 400 posti da notaio. I dati ufficiali parlano di poco più della metà delle posizioni effettivamente assegnate, un segno della difficoltà delle prove — tre scritti su materie giuridiche — ma ora tutto rischia di passare in secondo piano davanti alle polemiche.

Tra ironia amara e delusione: le voci dei candidati

Nel file spuntano anche soprannomi come “Genio?”, “Fenomeno???” o il curioso “Candidato garibaldino”. Nei corridoi della sede d’esame di via Arenula, a Roma, l’atmosfera è tesa. Qualcuno prova a ridere per sdrammatizzare: “Almeno non ci hanno dato il classico ‘bidone’”, scherza un giovane napoletano. Altri invece non nascondono la delusione. “Dopo anni di studio, leggere certe cose fa male”, confida una candidata pugliese.

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha promesso di rivedere le procedure informatiche per evitare che episodi simili si ripetano. Ma la ferita è aperta. E mentre si aspettano i risultati delle verifiche interne, resta la domanda sulla reale imparzialità dei concorsi pubblici in Italia.