Ventimiglia, 20 febbraio 2026 – Questa mattina, quattordici persone sono state arrestate e una è finita agli arresti domiciliari, nell’ambito della prima grande operazione del gruppo misto Uro, formato da poliziotti italiani e francesi. L’intervento è scattato all’alba tra Ventimiglia, la provincia di Imperia e alcune città della Francia. Nel mirino, una rete che – secondo gli inquirenti – organizzava il passaggio illegale di migranti oltre il confine italo-francese, chiedendo fino a 300 euro per un viaggio in taxi.
Indagine italo-francese partita nel 2025
Tutto è partito da un’indagine avviata nel giugno 2025 dalla Procura di Imperia insieme alla Procura di Nizza, che hanno messo in piedi una squadra investigativa comune. Gli investigatori hanno ricostruito una fitta rete di contatti tra i presunti trafficanti – quasi tutti di origine centroafricana – e persone che vivono non solo in Liguria, ma anche a Torino, L’Aquila, Roma, Milano, Bologna, Genova, Catania, Cuneo e persino a Lampedusa. I collegamenti arrivavano fino all’estero, in Paesi come Regno Unito, Spagna, Germania e Lussemburgo.
Secondo gli investigatori, la rete funzionava su richiesta: chi voleva far passare parenti o conoscenti si rivolgeva ai cosiddetti “passeurs” di Ventimiglia. Da lì arrivavano le istruzioni per organizzare il viaggio, scegliendo tra diverse opzioni, ognuna con un prezzo e un rischio diverso.
Oltre 200 passaggi illegali ricostruiti
Le indagini hanno documentato almeno 200 casi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I migranti, soprattutto provenienti da Maghreb e Corno d’Africa, cercavano di raggiungere Francia, Spagna, Lussemburgo, Germania e Regno Unito. Il passaggio avveniva in auto, treno, autobus o, per chi non poteva permettersi altro, a piedi lungo sentieri impervi tra Ventimiglia e Mentone.
Gli indagati fornivano tutto il necessario: documenti falsi, biglietti per i mezzi pubblici, vestiti nuovi per mimetizzarsi tra i pendolari. A volte anche finti bagagli. “Era un meccanismo ben oliato”, ha raccontato uno degli investigatori. “I migranti avevano istruzioni precise su come comportarsi ai controlli”.
Quanto costava attraversare il confine
Il prezzo variava in base al mezzo usato. Il viaggio più caro – ma anche più “sicuro” – era quello in taxi o auto privata: 300 euro a persona. Seguiva il trasporto nascosto nei rimorchi dei camion, che costava circa 100 euro ed era molto pericoloso per la salute. Chi sceglieva treno o autobus pagava tra 70 e 100 euro, con la promessa di documenti falsi e vestiti puliti.
Il passaggio più economico era quello a piedi: 50 euro per attraversare la collina tra Ventimiglia e Mentone. Un percorso duro, spesso fatto di notte e con rischi reali di cadute o incidenti. “Abbiamo trovato diversi casi di persone ferite”, ha detto un agente francese.
Sequestri e arresti, il primo successo del gruppo Uro
Durante le perquisizioni sono stati trovati e sequestrati 13.400 euro in contanti, presumibilmente i soldi raccolti dai migranti per i passaggi illegali. Un arresto in flagranza è scattato in Francia, quando uno degli indagati ha appena accompagnato un minorenne oltre la frontiera.
Questa operazione è il primo risultato concreto del gruppo Uro, attivo dal febbraio 2025 al Commissariato di Ventimiglia. Il team, formato da poliziotti italiani e francesi, si dedica al contrasto dell’immigrazione irregolare lungo la frontiera occidentale.
La rete europea sotto la lente d’ingrandimento
Nonostante i quattordici arresti – nove in Italia, sei in Francia – gli inquirenti temono che la rete sia ancora attiva in altre città europee. “Le indagini continuano”, ha detto il procuratore di Imperia, “perché il fenomeno è complesso e coinvolge più Paesi”. La collaborazione tra le forze dell’ordine di Italia e Francia è considerata “essenziale” per fermare un flusso che negli ultimi mesi è aumentato proprio nella zona di Ventimiglia.
Intanto, la frontiera resta sorvegliata a vista. Ma, come raccontano gli agenti sul campo, “il flusso non si ferma mai davvero”.
