Tragedia in montagna: muore assiderata a 33 anni, il fidanzato accusato di abbandono al gelo

Tragedia in montagna: muore assiderata a 33 anni, il fidanzato accusato di abbandono al gelo

Tragedia in montagna: muore assiderata a 33 anni, il fidanzato accusato di abbandono al gelo

Matteo Rigamonti

Febbraio 20, 2026

Innsbruck, 20 febbraio 2026 – Si è aperto oggi, al tribunale di Innsbruck, il processo contro Thomas Plamberger, 37 anni, accusato di aver lasciato sola la compagna Kerstin Gurtner durante una salita invernale sul Grossglockner. Era gennaio 2025 quando la donna, 33 anni, è morta di assideramento a pochi metri dalla vetta. In aula, Plamberger ha espresso “profondo rammarico”, ma ha negato ogni responsabilità diretta. La procura, invece, sostiene che una serie di errori e mancanze abbiano avuto conseguenze fatali.

Plamberger sotto accusa: cosa dice la procura

Gli inquirenti sostengono che Plamberger abbia fatto da guida a Gurtner, meno esperta di lui. La pubblica accusa contesta alcune scelte giudicate azzardate: partenza ritardata di quasi due ore, ignorare il peggioramento del meteo e mancanza di equipaggiamento adeguato per un bivacco d’emergenza. È stato sottolineato che Kerstin Gurtner indossava abiti e scarpe poco adatti a una salita invernale a 3.500 metri.

“Non sono state usate coperte termiche né sacchi da bivacco”, ha spiegato uno dei periti nominati dal tribunale. La procura punta il dito anche contro la richiesta di soccorso arrivata troppo tardi: i segnali d’emergenza sono stati attivati solo a notte inoltrata. “Una catena di errori”, ha detto il pubblico ministero nella prima udienza.

La difesa: “Eventi imprevedibili, nessuna colpa”

La difesa di Plamberger respinge queste accuse. L’avvocato ha ricordato che Gurtner era una scalatrice esperta, con molte ascensioni alle spalle. Secondo la difesa, la tragedia è stata causata da una serie di eventi e condizioni meteo imprevedibili, senza alcuna negligenza da parte di Plamberger.

In aula, l’imputato ha parlato con voce ferma ma provata: “Non l’ho mai lasciata sola. Ho fatto tutto il possibile per salvarla”. La difesa sottolinea che la coppia aveva rifiutato l’aiuto di un elicottero della polizia alpina, convinta di poter raggiungere il rifugio da sola.

La tragedia sul Grossglockner: la dinamica

Gli investigatori ricostruiscono così la giornata: la salita è iniziata regolarmente alle 6.45 verso la vetta del Grossglockner, la cima più alta dell’Austria. Fino a 3.550 metri tutto sembrava andare bene. Poi, nel pomeriggio, il tempo è peggiorato rapidamente: vento forte e temperature sotto i -20 gradi.

Un elicottero della polizia alpina si è avvicinato per offrire aiuto, ma la coppia ha rifiutato. Solo a notte fonda sono partiti i segnali di soccorso. Plamberger ha cercato di raggiungere da solo il rifugio Erzherzog Johann, circa un’ora più distante. Ma la tempesta ha bloccato ogni intervento dall’alto.

Testimonianze decisive e prossimi passi

In aula sono attesi più di una dozzina di testimoni, tra cui soccorritori alpini intervenuti quella notte. Due periti – uno scelto dal tribunale e uno dalla difesa – dovranno chiarire se le scelte fatte dalla coppia siano state imprudenti o se si sia trattato di una tragica fatalità.

Le prime testimonianze parlano di condizioni “estremamente difficili”. Un soccorritore ha raccontato: “Quando siamo arrivati era già troppo tardi. Kerstin era stesa nella neve, a pochi metri dalla vetta”. Ora Plamberger rischia fino a tre anni di carcere.

Un caso che divide gli alpinisti

La vicenda ha acceso un acceso dibattito nella comunità degli alpinisti austriaci e oltre. Molti si chiedono dove finisca la responsabilità personale e dove inizi l’imprevedibilità della montagna. “Non sempre si può prevedere tutto”, ha detto un istruttore locale fuori dal tribunale. Ma altri sottolineano che alcune regole di sicurezza non si possono mai ignorare.

Il processo andrà avanti nei prossimi giorni con l’ascolto dei testimoni chiave e l’analisi dei dati tecnici raccolti sul posto. Solo allora si capirà se quella notte sul Grossglockner sia stata segnata da errori umani o da un destino avverso difficile da evitare.