Colpita una fabbrica di missili russi in Udmurtia, secondo i media ucraini

Colpita una fabbrica di missili russi in Udmurtia, secondo i media ucraini

Colpita una fabbrica di missili russi in Udmurtia, secondo i media ucraini

Matteo Rigamonti

Febbraio 21, 2026

Izhevsk, 21 febbraio 2026 – Un attacco con droni ha colpito nelle prime ore di oggi lo stabilimento Votkinsky, un impianto chiave per la produzione dei missili Iskander, Topol-M e Oreshnik, nella regione dell’Udmurtia. A confermare l’accaduto è stato il governatore Aleksandr Brechalov, che poco dopo la mezzanotte (ora di Kiev) ha parlato di “danni e feriti” in una delle strutture della repubblica. La notizia, rilanciata da Ukrainska Pravda e da diversi canali Telegram russi, segna un nuovo capitolo nella guerra a distanza tra Mosca e Kiev.

Notte di esplosioni e fumo su Votkinsky

L’attacco sarebbe avvenuto subito dopo la mezzanotte. Alcuni abitanti della zona hanno raccontato, sui social, di aver sentito forti esplosioni e visto colonne di fumo salire dall’area industriale. “Due negozi sono stati danneggiati”, si legge in una chat locale, anche se non è chiaro se si tratti di negozi veri o di reparti interni allo stabilimento. Il governatore Brechalov ha accusato direttamente “i droni del regime di Kiev”, senza però entrare nel dettaglio né sui danni né sulla dinamica dell’attacco.

Aeroporti chiusi e voli a terra

Dopo l’attacco, le autorità russe hanno bloccato temporaneamente i voli in diversi aeroporti, incluso quello di Izhevsk, capoluogo dell’Udmurtia. Una fonte aeroportuale, citata da Interfax, ha spiegato che la decisione è stata presa “per motivi di sicurezza”. Anche altri scali nella Russia centrale hanno subito ritardi o sospensioni. Non è la prima volta che la rete aeroportuale russa viene coinvolta in misure di questo tipo, soprattutto dopo precedenti incursioni con droni o missili.

Missili Flamingo? Ancora nessuna conferma

Alcuni canali Telegram russi parlano di un attacco con missili da crociera Flamingo, ma al momento non ci sono conferme ufficiali. La distanza fra l’Udmurtia e il confine con l’Ucraina supera i 1.400 chilometri, un dato che rende l’azione particolarmente significativa sul piano tecnico e militare. Fonti ucraine sostengono che questo dimostra la capacità di Kiev di colpire obiettivi strategici lontani dalla linea del fronte. “Non possiamo commentare operazioni in corso”, ha detto un portavoce del Ministero della Difesa ucraino alla stampa internazionale.

Votkinsky, cuore dell’industria bellica russa

Lo stabilimento Votkinsky è uno dei punti di forza dell’industria militare russa. Qui si producono i missili balistici Iskander-M, ampiamente usati nel conflitto in Ucraina, oltre ai Topol-M e agli ultimi modelli Oreshnik. L’impianto è da tempo nel mirino delle sanzioni internazionali: Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito, Svizzera, Australia, Giappone e Ucraina lo hanno inserito nelle loro liste nere. Gli esperti militari avvertono che un danno alle linee di produzione potrebbe pesare sulla capacità della Russia di rifornire le proprie forze armate.

Bilancio ancora da definire

Per ora non ci sono dati ufficiali sulle vittime o sui danni materiali. Il governatore Brechalov ha parlato solo di “feriti”, senza specificare quanti né la gravità delle condizioni. Le autorità locali hanno aperto un’indagine per capire come è andata davvero e valutare i danni. Sul posto sono intervenute squadre di emergenza e forze dell’ordine, mentre l’area intorno allo stabilimento è stata chiusa per motivi di sicurezza.

Tensione alta, Mosca promette risposte

L’attacco arriva in un momento delicato del conflitto russo-ucraino e segna un salto nella guerra tecnologica tra i due Paesi. Mosca ha promesso “risposte adeguate” e ha rafforzato la sorveglianza sulle infrastrutture strategiche. Kiev, pur non rivendicando ufficialmente l’azione, sottolinea l’importanza di colpire obiettivi militari lontani per indebolire lo sforzo bellico russo. Nel frattempo, la tensione resta alta sia sul fronte sia nelle retrovie.