Londra, 21 febbraio 2026 – Danilo Restivo, già condannato in Italia per l’omicidio di Elisa Claps nel 1993, torna sotto i riflettori internazionali. Una nuova inchiesta della BBC solleva dubbi sul suo possibile coinvolgimento in un altro femminicidio, questa volta nel Regno Unito. Secondo l’emittente britannica, le indagini sulla morte della studentessa sudcoreana Jong-Ok Shin – detta Oki – sarebbero state segnate da errori e depistaggi. Un quadro che lascia aperta la possibilità che Restivo abbia agito anche prima del suo arresto per un altro delitto.
Il caso Oki: ombre e falle nelle indagini
Il 12 luglio 2002, Jong-Ok Shin, 26 anni, viene trovata senza vita a pochi passi da casa sua a Bournemouth, nel sud dell’Inghilterra. La giovane, studentessa universitaria, stava tornando da una serata in discoteca. Poche ore dopo, la polizia locale arresta Omar Benguit, un uomo con precedenti per droga e aggressioni. Nel 2005 Benguit viene condannato all’ergastolo per l’omicidio, ma la BBC mette in dubbio la solidità delle prove su cui si è basato il processo.
Il lavoro della BBC si regge su nuove immagini di videosorveglianza emerse solo di recente. I filmati mostrano una figura maschile che non corrisponde affatto a Benguit. “Non era lui”, racconta uno degli investigatori sentiti dall’emittente. “Eppure nessuno ha mai approfondito quella pista alternativa”. In quel periodo, Restivo abitava a pochi isolati dal luogo del delitto.
Restivo nel mirino, ma senza un vero interrogatorio
Originario di Potenza, Restivo si era trasferito in Inghilterra proprio nel 2002. In Italia era già noto alle forze dell’ordine per la sparizione di Elisa Claps, ma le autorità inglesi non ne erano informate. La BBC rivela che Restivo finì tra i sospetti per l’omicidio di Oki, ma grazie a un alibi fornito dalla compagna di allora, gli investigatori decisero di escluderlo.
Solo sei settimane dopo il delitto, la Dorset Police arrestò Benguit, basandosi sulle parole di una testimone. Il processo si chiuse con una condanna definitiva, ma – come sottolinea la BBC – “le prove erano deboli e molti testimoni cambiarono versione più volte”. Restivo rimase libero e, qualche mese dopo, uccise la vicina di casa Heather Barnett, sempre a Bournemouth. Per questo secondo omicidio è stato condannato all’ergastolo con una pena minima di 40 anni.
Depistaggi e testimonianze manipolate: la verità nascosta
L’indagine della BBC punta il dito contro presunti errori e manipolazioni nelle indagini. Almeno tredici testimoni sarebbero stati spinti a cambiare le loro dichiarazioni o addirittura a mentire in aula. “Volevano chiudere il caso a tutti i costi”, ha detto uno degli avvocati difensori di Benguit. Secondo l’emittente, l’obiettivo era mostrare risultati rapidi in un’inchiesta che aveva scosso l’opinione pubblica inglese.
Nel frattempo, Restivo non è mai stato interrogato a fondo per l’omicidio di Oki. Eppure – fanno notare i giornalisti della BBC – ci sono troppi elementi in comune tra i due delitti: il coltello usato, il modo dell’aggressione e soprattutto le ciocche di capelli tagliate alle vittime. Un dettaglio già emerso nel caso Claps e che si ripete anche nell’omicidio Barnett.
Giustizia sotto accusa: si riaprono i dubbi
Questa vicenda riporta a galla dubbi pesanti sulla gestione delle indagini e sulla possibilità che un innocente abbia passato più di vent’anni in carcere. “Non posso credere che sia successo davvero”, ha detto la sorella di Benguit alla BBC. La difesa ha già annunciato la volontà di chiedere una revisione del processo.
Intanto, il nome di Danilo Restivo torna a inquietare sia l’Italia sia il Regno Unito. L’uomo è ancora detenuto nel carcere di massima sicurezza di Wakefield, ma il suo passato – e forse anche il presente – getta ombre pesanti su almeno tre casi irrisolti. Restano aperte domande che attendono risposte: quante vittime ha davvero lasciato dietro di sé? E quante verità sono state nascoste lungo la strada?
