Panetta: salari bassi e occupazione non frenano la crescita del Pil

Panetta: salari bassi e occupazione non frenano la crescita del Pil

Panetta: salari bassi e occupazione non frenano la crescita del Pil

Matteo Rigamonti

Febbraio 21, 2026

Roma, 21 febbraio 2026 – Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha lanciato un avvertimento netto durante il suo intervento all’Assiom Forex: il modello di crescita dell’economia italiana, che finora ha puntato su un aumento dell’occupazione e su salari contenuti, non regge più davanti alle attuali tendenze demografiche. Un messaggio diretto, rivolto a una platea di operatori finanziari e rappresentanti istituzionali, che riporta al centro del dibattito pubblico la questione della produttività e le grandi sfide strutturali del Paese.

Produttività ferma, crescita a rischio

Nel pomeriggio, nella sala conferenze dell’Hotel Cavalieri di Roma, Panetta ha sottolineato che i recenti progressi del Pil italiano – pur importanti – non bastano. “Non vanno sottovalutati”, ha precisato, parlando dei dati positivi degli ultimi due anni. Ma, ha aggiunto, questi risultati “non colmano le carenze strutturali” dell’economia italiana. Il vero pericolo è che, senza un deciso salto in avanti nella produttività, la crescita rischia di fermarsi.

Il problema sta nelle dinamiche demografiche: la popolazione invecchia e la forza lavoro diminuisce. Secondo l’Istat, nel 2025 il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati peggiorerà ancora. In questo quadro, ha evidenziato Panetta, “un modello basato su salari bassi e occupazione allargata non regge più”.

Salari bassi, più lavoro e una popolazione che invecchia: la ricetta non funziona più

Il governatore ha spiegato come la crescita recente si sia sostenuta soprattutto grazie all’aumento dell’occupazione e a una politica di moderazione salariale. Ma con una popolazione sempre più anziana e un sistema produttivo che fatica a rinnovarsi, questo meccanismo mostra tutti i suoi limiti. “Serve un salto di qualità nella produttività”, ha detto, sottolineando l’urgenza di investire in tecnologia, formazione e innovazione.

Bankitalia segnala che il tasso di crescita della produttività in Italia è tra i più bassi dell’Eurozona. Se non si cambia rotta, ha avvertito, il Paese rischia di non poter sostenere il welfare e di compromettere il benessere delle nuove generazioni.

Politiche pubbliche e imprese: un gioco di squadra

Durante il suo discorso, Panetta ha chiamato in causa sia il settore pubblico che quello privato. Servono politiche che spingano l’innovazione e diffondano le nuove tecnologie tra le imprese. Allo stesso tempo, è fondamentale puntare su una formazione continua per i lavoratori, così da prepararli ai cambiamenti che il mercato del lavoro impone.

“Non si può pensare che basti solo aumentare l’occupazione per avere una crescita duratura”, ha detto il governatore. Solo facendo crescere la produttività sarà possibile migliorare i salari senza mettere a rischio la competitività delle aziende italiane.

Le reazioni dal mondo economico

Le parole di Panetta hanno immediatamente acceso il dibattito tra i presenti all’Assiom Forex. Alcuni imprenditori hanno ammesso la necessità di “un cambio di passo”. Un manager del settore manifatturiero lombardo ha confessato: “Sappiamo che senza investimenti in tecnologia rischiamo di restare indietro”. Altri hanno invece richiamato l’attenzione sulle difficoltà di accesso al credito e sulla burocrazia.

Anche i sindacati hanno preso posizione. Francesca Re David, segretaria generale della Cgil, ha sottolineato che “la questione salariale non può essere separata da quella della produttività”, chiedendo un maggiore coinvolgimento dei lavoratori nei processi di innovazione.

Un futuro da seguire con attenzione

Il messaggio di Panetta all’Assiom Forex riporta sotto i riflettori le fragilità strutturali dell’economia italiana. La sfida dei prossimi anni sarà trovare il giusto equilibrio tra crescita dell’occupazione, aumento dei salari e rilancio della produttività. Solo così – ha ricordato il governatore – si potrà garantire uno sviluppo stabile e sostenibile per il Paese.