Sanremo, 21 febbraio 2026 – Samurai Jay, nome d’arte di Gennaro Amatore, si prepara a salire per la prima volta sul palco dell’Ariston con il brano “Ossessione”. Nonostante i suoi 27 anni, questo debutto è per lui “un ritorno al passato”. Il cantautore di Mugnano di Napoli, già noto grazie al successo di “Halo” – singolo certificato disco d’Oro con oltre 70 milioni di streaming – racconta ad alanews.it come è nato il pezzo che lo porterà tra i Big del Festival. “La vera domanda è: ho davvero pensato a questo brano? È nato all’improvviso, durante una jam con Vito Salamanca, poco prima di ‘Halo’. Nessun pensiero al Festival, solo voglia di fare musica libera, come all’inizio”, spiega.
“Ossessione”: la forza di un desiderio sano
Samurai Jay chiarisce subito che la canzone non parla di una persona o di un oggetto preciso. “Ossessione è la spinta che muove tutto: il desiderio di crescere, migliorarsi, correre e creare. Parlo di un’ossessione positiva, sana, quella negativa non ci interessa”, dice. Il brano nasce dopo un periodo di pausa, un anno lontano dalle scene. “Abbiamo cominciato a suonare senza pensieri, solo per il gusto di scrivere canzoni e rompere qualche chitarra”, ricorda. E quella leggerezza che arriva dall’ascolto non è per caso: “Ogni volta che lo sento mi mette allegria, mi fa stare bene. Anche chi mi conosce sente questa energia. Il giudizio di mia mamma per me è fondamentale”.
L’Ariston? Una grande cameretta
Sul palco dell’Ariston, Samurai Jay promette una performance autentica. Sul look mantiene il riserbo – “ci sarà una sorpresa già sul Green Carpet” – ma una cosa è certa: “Porterò me stesso, i miei amici, tanti sorrisi. Vogliamo divertirci”. Affronta la gara con uno spirito rilassato: “Mi esibirò come se fossi in cameretta. Da piccolo mi mettevo davanti allo specchio e immaginavo un mare di persone. Anche alle prove ho tirato un sospiro di sollievo: mi sono sentito a casa”. L’ansia, però, potrebbe arrivare all’improvviso: “Potrei prendere un colpo di ansia e stop. Ma ora penso solo a fare bene e a restare spontaneo. Sono felice di lasciar spazio alle emozioni, soprattutto la prima sera”. Un dettaglio personale: “Devo cercare di dormire un po’. Durante il tour ho dormito in media un’ora e mezza a notte”.
Napoli nel cuore, sogni oltre confine
Samurai Jay parla con orgoglio delle sue radici. “Sono Gennaro Amatore, semplicemente me stesso. Porto la mia musica e rappresento i valori belli della mia città: il sorriso, l’ospitalità, il rispetto per tutti. Sono valori profondi al Sud, soprattutto a Napoli”, racconta. La famiglia è il suo punto fermo: “Mia mamma è casalinga, mio padre ha avuto tanti problemi col lavoro. Da dove vengo io, sognare la musica non è un lusso che ti puoi permettere”. Eppure ora guarda oltre l’Italia: “L’Eurovision? Vediamo se vinciamo. Per me la vittoria è già essere arrivato qui. Considerando da dove arrivo, le difficoltà superate… non è affatto scontato”.
Cover night con Belén Rodríguez e Roy Paci
Nella serata delle cover, Samurai Jay porterà sul palco “Baila Morena” di Zucchero insieme a Belén Rodríguez e Roy Paci. “Roy è stata una scelta naturale, abbiamo riarrangiato il pezzo in base al nostro stile”, spiega. Su Belén aggiunge: “Più ‘Baila Morena’ di Belén, scusate, cosa c’è? Mi ha sorpreso la sua umanità: è super semplice e simpatica, ci sentiamo quasi ogni giorno per prepararci”. L’entusiasmo è condiviso anche dall’orchestra guidata dal maestro Enzo Campagnoli: “È un mito, mi manda sorrisi incredibili mentre dirige. Con l’orchestra abbiamo subito trovato l’intesa”. Un aneddoto: “Un maestro degli archi ha puntato 100 euro sulla mia vittoria e con me porto il plettro di uno dei chitarristi come portafortuna”.
In attesa del debutto ufficiale, Samurai Jay si gode questa “bolla incredibile”, tra prove all’Ariston e sogni che, almeno per ora, sembrano più reali che mai.
