Schlein sfida Meloni: chi sceglierà, Trump o gli italiani?

Schlein sfida Meloni: chi sceglierà, Trump o gli italiani?

Schlein sfida Meloni: chi sceglierà, Trump o gli italiani?

Matteo Rigamonti

Febbraio 21, 2026

Firenze, 21 febbraio 2026 –
Ieri, a margine dell’iniziativa “L’Italia che riparte” organizzata dal Partito Democratico a Firenze, la segretaria Elly Schlein ha lanciato un duro affondo contro il governo Meloni. Al centro della sua critica, la recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha ribadito un principio chiaro: “ogni potere incontra un limite”. Da qui l’interrogativo diretto alla premier: “Vedremo un altro video di Meloni per attaccare i giudici e difendere il suo amico Trump, o questa volta metterà al primo posto gli interessi degli italiani?”

Schlein contro Meloni: Trump e la giustizia nel mirino

La leader dem non ha nascosto il suo scetticismo verso l’atteggiamento di Giorgia Meloni sulla scena internazionale, soprattutto per quel che riguarda gli Stati Uniti e l’ex presidente Donald Trump. “Ieri la Corte Suprema Usa ha ricordato, applicando la Costituzione, che nessun potere è illimitato”, ha detto Schlein, citando la sentenza che ha messo un freno alle prerogative presidenziali. Un monito che, secondo lei, dovrebbe far riflettere anche la politica italiana sul rispetto degli equilibri tra i poteri.

Schlein non ha perso occasione per ironizzare sulle reazioni della premier alle questioni giudiziarie d’oltreoceano: “Siamo curiosi di vedere se Meloni girerà un altro video per attaccare i giudici e difendere il suo amico Trump”, ha detto ai giornalisti. Un chiaro riferimento ai messaggi pubblici con cui la presidente del Consiglio aveva già espresso solidarietà al tycoon durante le sue battaglie legali.

Dazi e imprese, Schlein: “Promesse sparite”

Il discorso si è poi spostato sull’economia, con un occhio ai dazi Usa e alle ripercussioni sulle aziende italiane. “Fin dall’inizio il governo ha sottovalutato l’impatto pesante che queste misure hanno su imprese e lavoratori”, ha spiegato Schlein. L’esecutivo aveva promesso un sostegno da 24 miliardi di euro, ma quel piano sembra essere svanito nel nulla.

A fare da contraltare, la reazione della Spagna, che – secondo la segretaria Pd – ha agito con più rapidità e concretezza: “Paesi come la Spagna hanno subito messo in campo un piano da 14 miliardi per sostenere la loro economia”. In Italia, invece, la situazione resta in sospeso. “Aspettiamo risposte, ma c’è molta incertezza, soprattutto con nuovi possibili dazi in arrivo”, ha aggiunto.

Economia in bilico: la preoccupazione di Schlein

Schlein ha espresso forte preoccupazione per il clima di incertezza che pesa sulle aziende italiane. “Mi chiedo se il governo abbia già convocato le associazioni datoriali, i sindacati e le parti sociali per affrontare questa situazione”, ha chiesto. Per lei, senza un confronto concreto con chi rappresenta il mondo produttivo, i problemi rischiano di aggravarsi.

Il riferimento è alle tensioni commerciali tra Europa e Stati Uniti, che hanno portato a una serie di dazi e controdazi. Molte imprese italiane, soprattutto nei settori agroalimentare e manifatturiero, temono di pagare il prezzo più alto. “Ancora una volta questa situazione peserà sull’economia del nostro Paese”, ha concluso.

Il confronto politico si infiamma

Le parole di Schlein hanno subito acceso il dibattito. Fonti vicine a Palazzo Chigi assicurano che il governo sta seguendo da vicino la situazione internazionale e sta valutando nuove misure per aiutare le imprese colpite dai dazi. Ma, per ora, non ci sono convocazioni ufficiali con le parti sociali.

Intanto, il nodo dei rapporti tra Italia e Stati Uniti resta uno dei temi caldi della politica nazionale. La posizione di Meloni su Trump continua a far discutere, dividendo maggioranza e opposizione. Schlein insiste: “Gli interessi dell’Italia devono venire prima di ogni amicizia personale”, ha ribadito ieri a Firenze.

Il confronto tra governo e opposizione si fa sempre più duro. Intanto, imprese e lavoratori restano in ansia, alle prese con un’economia incerta e un clima internazionale teso.