Xylella, la verità sull’esperto del Cnr: archiviata l’inchiesta e una lezione per i complottisti

Xylella, la verità sull'esperto del Cnr: archiviata l'inchiesta e una lezione per i complottisti

Xylella, la verità sull'esperto del Cnr: archiviata l'inchiesta e una lezione per i complottisti

Matteo Rigamonti

Febbraio 21, 2026

Bari, 21 febbraio 2026 – Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari ha deciso di archiviare l’inchiesta che vedeva coinvolto Donato Boscia, ricercatore del Cnr accusato di aver favorito la diffusione della Xylella in Puglia. Dopo anni di tensioni e sospetti, si chiude così una vicenda che ha messo sotto accusa Boscia, uno dei primi a isolare il batterio killer degli ulivi, finito nel mirino di comitati, associazioni di categoria, agricoltori e politici, tra cui l’ex senatore del Movimento 5 Stelle Alfonso Ciampolillo.

Inchiesta archiviata: la fine di un lungo capitolo

Tutto era partito da una serie di esposti che accusavano le autorità di aver gestito male l’emergenza Xylella, il batterio che ha distrutto circa 10 milioni di ulivi in Puglia negli ultimi anni. Secondo chi ha denunciato, la diffusione del batterio sarebbe stata “innescata, favorita e incoraggiata” da scelte sbagliate: trattamenti chimici inefficaci, tagli degli alberi, nuovi impianti e soprattutto dubbi sui controlli fitosanitari. Nel fascicolo barese si ipotizzavano anche reati pesanti come disastro ambientale, diffusione di notizie false, rifiuto di atti d’ufficio e corruzione. Ma il tribunale ha scartato tutte queste accuse.

Boscia e la scienza al centro delle polemiche

Boscia, ex direttore dell’Istituto di protezione sostenibile delle piante del Cnr di Bari, era finito nel vortice delle accuse come esperto di riferimento. “Dopo più di dieci anni di polemiche, sospetti e falsità, questa archiviazione, confermata dal giudice, è il riconoscimento del mio lavoro corretto”, ha detto il ricercatore. Ha aggiunto di provare “rammarico per aver sopportato attacchi ingiustificati, anche duri nelle parole”. Una situazione che ha messo in discussione il rigore scientifico di tanti studiosi impegnati nella lotta contro la Xylella.

Dal mondo agricolo un sospiro di sollievo

L’archiviazione è stata accolta con sollievo dagli agricoltori. Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola e della Cia Agricoltori Italiani di Puglia, ha commentato senza mezzi termini: “Giustizia è fatta, i complottisti e i ‘maghi’ se ne facciano una ragione”. Sicolo ha sottolineato che ora bisogna concentrarsi sulla ricerca e sul recupero della produzione nelle zone colpite. “Questa decisione dimostra che cercare capri espiatori e dar credito ai negazionisti è stato solo un danno”, ha detto.

Una storia già chiusa a Lecce

Non è la prima volta che i giudici si esprimono su queste accuse. Nel 2019 una vicenda simile era stata archiviata a Lecce. Anche allora, la magistratura aveva escluso responsabilità penali per gli esperti che hanno seguito l’emergenza fitosanitaria. Con questa sentenza di Bari sembra chiudersi definitivamente il capitolo dei sospetti contro la comunità scientifica.

La battaglia contro la Xylella continua

La lotta contro la Xylella fastidiosa non si ferma. Scoperto in Puglia nel 2013, il batterio ha trasformato il paesaggio agricolo del Salento. Intere distese di ulivi secolari sono state abbattute, come a Oria (Brindisi), dove il 13 aprile 2015 gli alberi malati sono stati tagliati davanti agli occhi dei cittadini. Ora gli agricoltori chiedono più risorse per la ricerca e per sostenere le aziende colpite.

Ricerca e chiarezza per guardare avanti

La sentenza del tribunale di Bari segna un passo importante nel rapporto tra scienza e società. “Solo così – ha spiegato un tecnico della Regione Puglia – si potrà lavorare senza il peso di sospetti senza fondamento”. Resta forte la necessità di comunicare con chiarezza i risultati delle ricerche e le strategie per fermare il batterio. La sfida della Xylella non è ancora vinta, ma almeno sul piano giudiziario si è voltato pagina.