Teheran, 22 febbraio 2026 – L’Iran ha lanciato oggi un duro avvertimento: le forze navali e aeree dei Paesi dell’Unione Europea sono da considerarsi “organizzazioni terroristiche”. La notizia arriva dal Ministero degli Esteri iraniano, che in una nota diffusa stamattina ha reagito alla recente decisione del Consiglio europeo di inserire le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. Una scelta presa giovedì scorso a Bruxelles, dopo l’accordo raggiunto dal Consiglio Affari Esteri il 29 gennaio.
Tensione alle stelle: l’Iran risponde all’Europa
Il rapporto tra Teheran e le istituzioni europee si è fatto sempre più teso nelle ultime settimane. Giovedì il Consiglio europeo ha ufficializzato l’etichetta di “organizzazione terroristica” per le Guardie Rivoluzionarie, il corpo d’élite delle forze armate iraniane. Una decisione che il portavoce del Ministero degli Esteri, Nasser Kanani, ha bollato come “illegale e ingiustificata”, definendola un “atto ostile contro la sovranità e la sicurezza nazionale della Repubblica islamica”.
La reazione di Teheran non si è fatta attendere. Alle 10.30 ora locale, il Ministero ha annunciato che d’ora in poi le forze navali e aeree dei Paesi europei saranno considerate organizzazioni terroristiche dall’Iran. Una mossa che, secondo fonti diplomatiche europee, rischia di far saltare ulteriormente i fragili rapporti tra le due sponde del Mediterraneo.
Le ragioni di Teheran e il silenzio europeo
Nella nota ufficiale, l’Iran accusa l’Europa di “interferire apertamente nei suoi affari interni” e di creare “un pericoloso precedente nel diritto internazionale”. Kanani ha avvertito che “l’Unione Europea si assume la piena responsabilità delle conseguenze” di questa scelta, aggiungendo che Teheran “non resterà a guardare di fronte a minacce alla propria sicurezza”.
A Bruxelles, invece, si mantiene un tono prudente. Un funzionario del Servizio europeo per l’azione esterna, contattato alle 12.15, ha detto che “l’Unione Europea prende atto della posizione iraniana, ma conferma la legittimità delle sue decisioni in tema di sicurezza e lotta al terrorismo”. Per ora, nessun commento ufficiale dai singoli Stati membri.
Il contesto: una tensione che monta
La decisione di inserire le Guardie Rivoluzionarie nella lista nera era stata richiesta da diversi Paesi europei dopo episodi attribuiti a Teheran, come presunti attacchi informatici e operazioni segrete in Europa. Fonti diplomatiche francesi raccontano che la misura è stata discussa per settimane prima del voto del 29 gennaio al Consiglio Affari Esteri.
La risposta iraniana – dichiarando terroristiche le forze navali e aeree europee – apre uno scenario incerto. Esperti di diritto internazionale, come il professor Massoud Shariati dell’Università di Teheran, sottolineano che “si tratta di un gesto simbolico, ma potrebbe avere conseguenze concrete sulle missioni militari europee nel Golfo Persico e nel Mediterraneo orientale”.
Cosa potrebbe succedere alle relazioni diplomatiche
Al momento, non ci sono azioni concrete contro il personale militare europeo nella regione. Ma fonti vicine al Ministero degli Esteri iraniano lasciano intendere che “ogni nave o aereo europeo nelle acque o nello spazio aereo controllati dall’Iran sarà visto come una minaccia”.
A Bruxelles la situazione preoccupa. Un diplomatico italiano, che ha preferito restare anonimo, confida: “Siamo in un momento delicato. Serve calma e dialogo per evitare incidenti”. Anche a Roma, la Farnesina segue da vicino la vicenda: “Stiamo monitorando gli sviluppi”, ha detto un portavoce alle 14.45.
Uno scontro che pesa sul Medio Oriente
Lo scontro tra Iran e Unione Europea rischia di avere ripercussioni sugli equilibri già fragili del Medio Oriente. Analisti come Riccardo Redaelli, dell’Università Cattolica, ricordano che “ogni escalation tra Teheran e l’Occidente può avere effetti a catena sul traffico marittimo, sulla sicurezza energetica e sulla stabilità della regione”.
Per ora, nessun segnale di distensione. Solo dichiarazioni ufficiali e un nervosismo palpabile nelle cancellerie europee. La partita è ancora aperta.
