Lula: Trump deve garantire equità nelle relazioni internazionali

Lula: Trump deve garantire equità nelle relazioni internazionali

Lula: Trump deve garantire equità nelle relazioni internazionali

Matteo Rigamonti

Febbraio 22, 2026

Brasilia, 22 febbraio 2026 – Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha rivolto un appello diretto a Donald Trump, chiedendo agli Stati Uniti di adottare un atteggiamento equo verso tutti i Paesi. La richiesta arriva dopo che l’amministrazione americana ha deciso di reintrodurre dazi sulle importazioni. Lula ha parlato ieri a margine di un incontro internazionale a Nuova Delhi, mentre le tensioni commerciali tra Washington e diversi partner globali stanno tornando a scuotere i mercati.

Lula avverte: “Non vogliamo una nuova Guerra Fredda”

Durante una conferenza stampa nella capitale indiana, il presidente brasiliano non ha girato intorno al problema. “Dico al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che non vogliamo una nuova Guerra Fredda. Non vogliamo che si intromettano negli affari degli altri Paesi. Vogliamo solo che tutti siano trattati allo stesso modo”, ha detto Lula davanti ai giornalisti poco dopo le 17 ora locale. Il riferimento è alle nuove misure protezionistiche annunciate dalla Casa Bianca, che hanno riacceso il dibattito sulla politica commerciale statunitense.

Fonti diplomatiche brasiliane raccontano che questa posizione esprime la preoccupazione diffusa tra i Paesi emergenti. Il timore è un ritorno a vecchie dinamiche di blocco e contrapposizione, simili a quelle della Guerra Fredda. “Il rischio – spiega un funzionario del ministero degli Esteri brasiliano – è che si scateni una spirale di ritorsioni, che finirebbe per danneggiare tutti, soprattutto le economie in via di sviluppo”.

La Corte Suprema Usa boccia i dazi, Trump li reintroduce

La tensione è salita dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato gran parte delle tariffe introdotte negli ultimi anni, giudicandole non in linea con le norme federali. Ma poche ore dopo la sentenza, Trump ha firmato un nuovo ordine esecutivo che reintroduce dazi su diversi prodotti importati, tra cui acciaio, alluminio e componenti elettronici. Una mossa che ha sorpreso molti partner commerciali, Brasile compreso.

Il ministero dell’Economia brasiliano stima che le nuove tariffe potrebbero colpire esportazioni per oltre 2 miliardi di dollari all’anno. “Stiamo ancora valutando l’impatto reale sulle nostre imprese”, ha detto ieri sera il ministro Fernando Haddad, sottolineando che il governo è già in contatto con le associazioni di categoria per tenere tutto sotto controllo.

Reazioni nel mondo e paura per il commercio globale

La presa di posizione di Lula arriva in un clima di forte preoccupazione internazionale. Anche l’Unione Europea, tramite il commissario al Commercio Valdis Dombrovskis, ha espresso “profonda preoccupazione” per la scelta americana. “Le regole del commercio globale devono essere rispettate da tutti”, si legge in una nota.

A Nuova Delhi, dove si sono incontrati i leader dei Paesi emergenti per il vertice G20+, il tema dei dazi statunitensi è stato al centro di molte discussioni. Fonti vicine alla delegazione indiana riferiscono che anche il premier Narendra Modi ha manifestato dubbi sulla linea dura di Washington.

Brasile e Stati Uniti: un rapporto a rischio

Il Brasile è uno dei maggiori esportatori di materie prime verso gli Stati Uniti. Negli ultimi anni, il commercio tra i due Paesi ha superato i 60 miliardi di dollari all’anno. Ma ora le tensioni sui dazi rischiano di incrinare un legame che finora è stato solido.

“Non possiamo permetterci una guerra commerciale”, ha confidato a margine del vertice un imprenditore brasiliano del settore siderurgico. “Le nostre aziende già soffrono per i costi energetici in aumento e per la volatilità dei mercati”. Il timore, condiviso anche da altri osservatori, è che una escalation possa avere conseguenze su posti di lavoro e investimenti.

Che succede adesso?

Per il momento il governo brasiliano punta sulla diplomazia. Lula ha chiesto un incontro urgente con l’ambasciatore americano a Brasilia e ha iniziato a consultarsi con gli altri Paesi colpiti dalle nuove tariffe. “Il dialogo resta fondamentale”, ha ribadito il presidente in serata, lasciando intendere che il Brasile non intende rispondere subito con contromisure.

Resta da vedere se l’appello di Lula – rilanciato anche sui media sudamericani – riuscirà a far cambiare idea alla Casa Bianca. Nel frattempo, le imprese brasiliane aspettano segnali concreti, mentre sui mercati si respira un clima di cautela. Come ha ricordato un diplomatico europeo presente a Nuova Delhi, “solo il tempo ci dirà se prevarrà la cooperazione o lo scontro”.