New York, 22 febbraio 2026 – Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti e candidato alle prossime elezioni, ha annunciato ieri sera, con un post sul suo social Truth, l’invio di una nave ospedale americana in Groenlandia. L’operazione, ha detto Trump, sarà fatta in collaborazione con il governatore della Louisiana, Jeff Landry, nominato “inviato speciale per la Groenlandia”. La notizia, diffusa poco dopo le 21 ora di New York, ha subito acceso dibattiti sia negli ambienti politici americani sia tra gli osservatori internazionali.
Trump lancia la missione umanitaria in Groenlandia
Nel messaggio su Truth, Trump ha scritto: “Con il fantastico governatore della Louisiana, Jeff Landry, stiamo mandando una nave ospedale in Groenlandia per aiutare tante persone malate e senza assistenza. Sta arrivando”. A corredo, una foto di una nave ospedale con la bandiera americana ben visibile a poppa. Non sono stati forniti dettagli sulla nave: alcune fonti ipotizzano possa essere la USNS Comfort o la USNS Mercy, già impegnate in missioni simili in passato. Nessuna informazione precisa invece sui tempi dell’arrivo.
Jeff Landry, l’inviato speciale che sorprende
La scelta di coinvolgere Jeff Landry, governatore repubblicano della Louisiana, ha sorpreso molti. Landry, 53 anni, è noto per le sue posizioni conservatrici e per aver gestito emergenze sanitarie nel suo Stato. Trump lo ha definito “fantastico” e lo ha nominato “inviato speciale per la Groenlandia”, senza però chiarire se si tratti di un ruolo ufficiale riconosciuto dal Dipartimento di Stato o solo una designazione interna alla sua campagna. Dal quartier generale di Landry a Baton Rouge non è arrivato alcun commento ufficiale durante la notte; fonti vicine al governatore hanno però confermato che “la collaborazione con Trump è reale” e che i dettagli saranno svelati nei prossimi giorni.
Le condizioni della sanità in Groenlandia e le risposte locali
La Groenlandia, territorio autonomo danese con circa 56mila abitanti, ha strutture sanitarie molto limitate, soprattutto nelle zone più isolate. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’accesso a cure specialistiche è ancora uno dei problemi principali dell’isola. Però il governo groenlandese non ha mai chiesto aiuto ufficiale agli Stati Uniti. “Non abbiamo ricevuto comunicazioni da Washington”, ha detto ieri sera un portavoce del premier Múte Bourup Egede, aggiungendo: “Ogni aiuto è benvenuto, ma deve essere coordinato con le autorità locali”.
Una mossa dal forte valore simbolico
L’annuncio arriva in un momento delicato per la politica estera americana. La Groenlandia era finita sotto i riflettori già nel 2019, quando Trump aveva preso in considerazione di comprarla dalla Danimarca – un’idea subito respinta da Copenaghen. Ora, a pochi mesi dalle elezioni, questa nuova iniziativa viene vista da alcuni come un tentativo di rafforzare la presenza americana nell’Artico e di rilanciare l’immagine di Trump sul piano internazionale. “Sta cercando visibilità su un dossier simbolico”, ha detto alla CNN Michael Byers, esperto di geopolitica artica.
Dubbi sulla missione e sul suo vero scopo
Rimangono però molte domande aperte. Non è chiaro se la missione sia stata concordata con il governo danese, che ha la sovranità sull’isola, né quali siano i reali bisogni sanitari che la nave dovrà affrontare. Dal Pentagono non è arrivata alcuna conferma ufficiale sull’invio della nave; fonti militari interpellate dal New York Times hanno parlato di “iniziativa privata” legata alla campagna elettorale. Solo nelle prossime ore si capirà se la nave partirà davvero e che effetto avrà questo gesto nelle relazioni tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia.
Aspettando sviluppi e risposte
Per ora, dalle immagini satellitari diffuse stamattina, la nave ospedale è ancora ferma in porto. A Nuuk, la capitale della Groenlandia, si attende una comunicazione ufficiale da parte degli Stati Uniti. Intanto, tra i residenti, cresce la curiosità. “Non sappiamo nulla di concreto”, ha raccontato al quotidiano Sermitsiaq un’infermiera dell’ospedale locale. Nei prossimi giorni si aspettano chiarimenti sia da Washington sia da Copenaghen, mentre la vicenda continua a far parlare i media in tutto il mondo.
