Yellow letters conquista l’Orso d’Oro alla Berlinale: il trionfo del regista tedesco Catak

Yellow letters conquista l'Orso d'Oro alla Berlinale: il trionfo del regista tedesco Catak

Yellow letters conquista l'Orso d'Oro alla Berlinale: il trionfo del regista tedesco Catak

Matteo Rigamonti

Febbraio 22, 2026

Berlino, 22 febbraio 2026 – “Yellow Letters” di Ilker Catak si aggiudica l’Orso d’Oro alla Berlinale. La settantaseiesima edizione del festival, uno degli appuntamenti più seguiti in Europa, ha premiato ieri sera il film del regista tedesco nella suggestiva cornice del Berlinale Palast, nel cuore della capitale. A guidare la giuria internazionale è stato quest’anno Wim Wenders, uno dei nomi più noti del cinema europeo.

Orso d’Oro a “Yellow Letters”: Catak trionfa con un racconto intenso

La giuria, formata oltre che da Wenders da Min Bahadur Bham, Bae Doona, Shivendra Singh Dungarpur, Reinaldo Marcus Green, Hikari ed Ewa Puszczyńsk, ha scelto “Yellow Letters” come miglior film. Un premio che conferma la forza del cinema tedesco contemporaneo e la capacità di Catak di raccontare storie intime, ma capaci di arrivare a tutti. Sul palco, il regista ha mostrato tutta la sua emozione, ringraziando la squadra e il pubblico: “Questo premio è per chi crede ancora nel potere delle storie semplici”, ha detto davanti a una sala gremita.

Tra i critici presenti, il film è stato apprezzato soprattutto per la sua delicatezza narrativa e l’attenzione alla parte visiva. Molti spettatori hanno notato come la pellicola tocchi temi profondi senza mai scivolare nel sentimentalismo. “Un’opera che ti resta dentro”, ha detto una giovane produttrice tedesca all’uscita.

Premi della giuria: Turchia e Stati Uniti sul podio

La Berlinale non premia solo la Germania. Il Gran Premio della Giuria è andato a “Kurtulus” di Emin Alper, regista turco, un film che ha diviso la critica ma ha convinto la giuria per la sua forza espressiva. Alper, intervistato subito dopo la cerimonia, ha spiegato: “Raccontare la mia terra in questo momento era un dovere. Dedico questo premio a chi non smette mai di sperare”.

L’Orso d’Argento – Premio della Giuria è stato invece assegnato a “Queen at Sea” di Lance Hammer, regista americano. Un film che ha colpito per lo stile originale e per il modo personale di affrontare temi attuali. Hammer, al suo secondo film presentato a Berlino, ha ammesso: “Non me l’aspettavo. Berlino è sempre stata molto generosa con il mio cinema”.

Una giuria globale per un festival attento al nuovo cinema

La giuria internazionale – con nomi come Min Bahadur Bham (Nepal), Bae Doona (Corea del Sud), Shivendra Singh Dungarpur (India), Reinaldo Marcus Green (USA), Hikari (Giappone) ed Ewa Puszczyńsk (Polonia) – ha dato un respiro ampio e globale alla scelta dei vincitori. Wenders, durante la conferenza stampa, ha sottolineato: “Abbiamo cercato film capaci di parlare a chiunque, senza barriere”.

Gli organizzatori hanno evidenziato come questa Berlinale si sia distinta per l’attenzione a nuovi modi di raccontare storie e per la presenza di tante produzioni indipendenti. Molti film hanno messo al centro temi sociali e politici, riflettendo le tensioni e le speranze del nostro tempo.

Dopo la Berlinale: commenti e aspettative

All’uscita dal Berlinale Palast, il pubblico ha commentato i risultati. Qualcuno avrebbe voluto vedere premi anche per le produzioni italiane in gara, ma l’atmosfera è stata di soddisfazione per una selezione definita “coraggiosa”. Un giovane critico francese ha detto: “La Berlinale è ancora il punto di riferimento per chi cerca un cinema che non ha paura di osare”.

“Yellow Letters” arriverà nelle sale tedesche già dalla prossima settimana, mentre si aspettano ancora le date per l’uscita internazionale. Intanto Berlino resta sotto i riflettori, confermandosi crocevia di storie e talenti. Tra conferme e sorprese, questa edizione ha ribadito il ruolo centrale della Berlinale nel panorama mondiale.