Contratto nazionale dei metalmeccanici: una nuova era per la Lombardia

Contratto nazionale dei metalmeccanici: una nuova era per la Lombardia

Contratto nazionale dei metalmeccanici: una nuova era per la Lombardia

Giada Liguori

Febbraio 23, 2026

Milano, 23 febbraio 2026 – In Lombardia i metalmeccanici hanno detto sì al nuovo contratto collettivo nazionale. La consultazione, conclusasi proprio in queste ore, ha coinvolto 121.650 lavoratori e lavoratrici di 2.109 aziende. Il risultato parla chiaro: il 93,23% ha dato il via libera. Un voto atteso da settimane nei grandi stabilimenti della regione, che arriva dopo una trattativa lunga e faticosa tra i sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e le associazioni datoriali Federmeccanica e Assistal.

Dopo 17 mesi arriva l’accordo

L’accordo era stato firmato lo scorso 22 novembre, ma solo ora, dopo il voto nelle fabbriche lombarde, si conferma il sostegno della base. “Il risultato dimostra che in Lombardia i metalmeccanici e le metalmeccaniche hanno apprezzato molto i contenuti dell’intesa”, spiega la segreteria regionale della Fiom-Cgil. La trattativa è durata 17 mesi, con 40 ore di sciopero e tante mobilitazioni in tutta Italia. Alla fine, secondo i sindacati, il testo risponde alle principali richieste dei lavoratori.

Un voto di massa: i numeri della consultazione

La partecipazione è stata alta: oltre 120mila addetti hanno espresso il loro parere nelle assemblee aziendali. Il 93,23% ha detto sì all’accordo, mentre solo una piccola parte ha scelto di astenersi o votare contro. La consultazione si è svolta tra fine gennaio e metà febbraio, con urne allestite direttamente nei reparti di aziende come Leonardo, Tenaris Dalmine, ABB e Brembo. In diversi stabilimenti le assemblee sono andate avanti fino a sera per far partecipare anche i lavoratori dei turni.

Cosa prevede l’accordo e le reazioni sindacali

Il nuovo contratto collettivo nazionale porta aumenti salariali distribuiti su più anni, una revisione dei minimi contrattuali e nuove garanzie per la formazione professionale. “Abbiamo ottenuto risultati concreti su salario e diritti”, commenta Marco Bentivogli della Fim-Cisl Lombardia. La Uilm-Uil parla di “un passo avanti per la dignità del lavoro metalmeccanico”. Qualche voce critica arriva da delegati Fiom, che chiedono “massima attenzione sull’applicazione delle nuove regole su orari e sicurezza”.

Il prossimo passo: il voto nazionale

Il sì lombardo è un segnale importante in vista della consultazione nazionale, attesa nei prossimi giorni. Fonti sindacali parlano di un orientamento favorevole anche in altre regioni, ma la partita non è chiusa. “Solo quando avremo il quadro completo potremo parlare di un vero via libera”, avverte un dirigente della Uilm. Nel frattempo, nelle fabbriche lombarde si respira un clima di cauto ottimismo: stamattina, durante le assemblee a Sesto San Giovanni e Brescia, il risultato è stato accolto con un applauso.

L’impatto su aziende e territorio

La Lombardia resta la regione con più addetti nel settore metalmeccanico: secondo Federmeccanica, qui lavora circa un quarto della forza lavoro nazionale del comparto. L’accordo avrà quindi un impatto immediato su stipendi e condizioni di lavoro per decine di migliaia di famiglie. “Non è solo una questione economica – racconta una delegata Fiom alla Magneti Marelli di Crema – ma anche un riconoscimento del nostro ruolo nelle fabbriche”.

Una trattativa segnata da scioperi e mobilitazioni

La lunga trattativa non è passata inosservata. Tra marzo e ottobre 2025 si sono susseguiti presidi davanti alle sedi delle associazioni datoriali di Milano e Bergamo. Le 40 ore di sciopero proclamate dai sindacati hanno coinvolto anche aziende dell’indotto e piccole officine. “Abbiamo fatto sentire la nostra voce”, ricorda un operaio della Same Deutz-Fahr di Treviglio. Solo dopo mesi di tensioni e trattative notturne si è arrivati al testo finale.

Aspettando il verdetto nazionale

Nei prossimi giorni arriverà il risultato della consultazione su scala nazionale. Intanto, in Lombardia, il nuovo contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici è già una realtà: un passo che chiude una delle vertenze più lunghe degli ultimi anni nel settore manifatturiero italiano.