Eurocamera posticipa il voto sui dazi: nuove basi legali in gioco

Eurocamera posticipa il voto sui dazi: nuove basi legali in gioco

Eurocamera posticipa il voto sui dazi: nuove basi legali in gioco

Matteo Rigamonti

Febbraio 23, 2026

Bruxelles, 23 febbraio 2026 – Il Parlamento europeo ha deciso di rinviare il voto sull’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea riguardante i dazi. La decisione è arrivata dopo una riunione tesa e senza esito chiaro, tenutasi ieri sera a Bruxelles. A darne notizia è stato Bernd Lange, relatore del dossier e figura chiave in Parlamento, che ha spiegato come le nuove tariffe abbiano creato troppa incertezza per procedere subito.

Nuove tariffe, troppi dubbi: il Parlamento frena

Le basi legali sono cambiate: ora ci sono tariffe completamente diverse rispetto a prima”, ha detto Lange al termine dell’incontro con i relatori ombra, svolto nella sede del Parlamento poco dopo le 18. “Molti prodotti con un dazio del 15% non rientrano negli accordi firmati in Scozia”, ha aggiunto, riferendosi all’intesa provvisoria raggiunta lo scorso autunno tra Bruxelles e Washington. In pratica, una parte consistente delle merci, soprattutto nel settore agroalimentare e manifatturiero, rischia di restare esclusa dalle agevolazioni.

La discussione tra i gruppi parlamentari si è concentrata proprio su questo punto: la mancanza di copertura per alcune categorie di prodotti e l’incertezza su come applicare le nuove tariffe. “Ci sono troppi punti oscuri”, ha ammesso Lange, “per questo abbiamo deciso di non votare domani e di incontrarci di nuovo la prossima settimana”.

Il voto slitta: cosa succede adesso

Il rinvio era nell’aria già nel primo pomeriggio, quando fonti interne al Parlamento avevano fatto trapelare un certo malumore tra i gruppi politici principali. Il prossimo incontro, ha detto lo stesso Lange, dovrebbe svolgersi nei primi giorni di marzo. “Un voto l’11 marzo è ancora possibile”, ha spiegato il relatore socialista tedesco, ma ha precisato che tutto dipenderà dall’esito delle prossime trattative.

Nel frattempo, la Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, continua a lavorare fianco a fianco con le autorità statunitensi per sciogliere i nodi ancora aperti. Tra questi, spiccano la definizione delle quote di importazione e la protezione delle produzioni europee più esposte alla concorrenza americana. “Serve chiarezza”, ha ribadito Lange, sottolineando che la posta in gioco è alta sia per le imprese che per i lavoratori di entrambi i blocchi.

Le reazioni: prudenza da entrambe le parti

Il rinvio non ha sorpreso gli addetti ai lavori. Fonti vicine al Consiglio europeo hanno parlato di una “decisione prudente”, motivata dalla volontà di evitare errori in una fase delicata dei rapporti transatlantici. Anche alcune associazioni di categoria, soprattutto nel settore agricolo, hanno espresso preoccupazione per l’esclusione di certi prodotti dalle nuove tariffe agevolate.

Oltre oceano, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha fatto sapere che “il dialogo resta aperto” e che Washington attende “un segnale chiaro dall’Unione Europea” prima di valutare eventuali contromisure. Nessuna dichiarazione ufficiale, invece, dalla Casa Bianca nelle ultime ore.

Il futuro dell’accordo: serve tempo e concretezza

Il rinvio del voto segna un momento cruciale in una trattativa che va avanti da mesi. L’accordo sui dazi Usa-Ue era visto come un primo passo verso una normalizzazione dei rapporti commerciali, dopo anni di tensioni. Ma le nuove tariffe introdotte recentemente hanno complicato il quadro, spingendo le istituzioni europee a prendersi più tempo per capire gli effetti sulle economie nazionali.

Solo nei prossimi giorni si capirà se le parti riusciranno a trovare un’intesa soddisfacente. Per ora, la parola d’ordine è prudenza. “Abbiamo bisogno di certezze”, ha ripetuto Lange davanti ai giornalisti, lasciando intendere che nessuna decisione verrà presa senza un’attenta valutazione delle conseguenze per cittadini e imprese europee.