Federica Pellegrini in lutto per il piccolo Domenico: «Un bimbo non dovrebbe mai pagare per errori altrui»

Federica Pellegrini in lutto per il piccolo Domenico: «Un bimbo non dovrebbe mai pagare per errori altrui»

Federica Pellegrini in lutto per il piccolo Domenico: «Un bimbo non dovrebbe mai pagare per errori altrui»

Matteo Rigamonti

Febbraio 23, 2026

Napoli, 23 febbraio 2026 – Federica Pellegrini ha scelto Instagram per condividere il suo dolore per la morte del piccolo Domenico, il bimbo di due anni e mezzo di Nola che sabato mattina è spirato all’ospedale Monaldi di Napoli. Dopo settimane di ricovero e un trapianto di cuore che non ha retto, il suo cuore ha smesso di battere. La notizia, arrivata nel weekend, ha scosso profondamente non solo la comunità campana, ma anche il mondo dello sport, che si è stretto attorno alla famiglia.

Il messaggio di Pellegrini che ha commosso il web

«Ciao Domenico. Questa notizia, l’ultima di una lunga serie che non dovrebbero mai arrivare, mi spezza il cuore! Un bimbo non dovrebbe mai pagare per errori altrui!». Così ha scritto Federica Pellegrini, che aspetta la sua prima figlia, per esprimere vicinanza a Patrizia, la mamma di Domenico. Il post, pubblicato domenica sera, era accompagnato da una foto semplice e toccante: il piccolo stretto tra le braccia della madre. Un’immagine che racconta senza bisogno di parole tutto il dolore di un legame spezzato.

Il trapianto e le indagini che cercano risposte

Domenico era stato operato per un delicato trapianto di cuore il 23 dicembre scorso. Dopo l’intervento, la situazione è rimasta critica. I medici del Monaldi lo avevano messo sotto supporto con un macchinario Ecmo per aiutarlo a respirare e mantenere le funzioni vitali. Ma l’organo trapiantato si è rivelato danneggiato. Un fatto che ha sollevato molti dubbi su come è stata gestita la sua cura.

Al momento, secondo la procura di Napoli, ci sono sei medici e infermieri iscritti nel registro degli indagati. Gli investigatori stanno ricostruendo ogni fase: dalla scelta dell’organo al controllo dopo l’operazione. «Stiamo cercando di fare chiarezza su tutto», ha detto un inquirente vicino al caso. La famiglia di Domenico, assistita da un avvocato, chiede verità e trasparenza.

Cordoglio e solidarietà sui social

Il post di Federica Pellegrini ha raccolto migliaia di commenti in poche ore. Tanti hanno lasciato messaggi di vicinanza e dolore: «Non ci sono parole», ha scritto una follower; «Il tuo cuore parla per tutti noi», ha aggiunto un altro. Molti esprimono rabbia e incredulità di fronte a una tragedia che lascia domande aperte: come può un bimbo così piccolo perdere la vita in circostanze ancora da chiarire?

Tra i commenti, anche sportivi e personaggi noti hanno mostrato solidarietà. «Siamo tutti con la mamma di Domenico», ha scritto un ex compagno di nazionale di Pellegrini. Ma tra le righe si legge un sentimento comune: «Un dolore che riguarda tutti».

Un caso che mette sotto accusa la sanità campana

La morte di Domenico riporta sotto i riflettori le criticità della sanità campana, soprattutto sulle procedure per i trapianti pediatrici. Dai primi accertamenti, l’organo impiantato ha mostrato problemi già nelle ore successive all’intervento. Le verifiche tecniche sono ancora in corso, ma la direzione dell’ospedale Monaldi ha promesso piena collaborazione con la magistratura.

Nel frattempo, la comunità di Nola si è stretta intorno alla famiglia. Davanti alla casa dei genitori sono apparsi fiori e biglietti con messaggi come: «Non siete soli».

Il dolore di una madre e la ricerca di giustizia

«Posso solo immaginare cosa stia passando», ha scritto ancora Federica Pellegrini, dando voce a un sentimento condiviso da molti. Patrizia, la mamma di Domenico, non ha parlato pubblicamente, ma chi le è vicino racconta di una donna distrutta e in attesa che venga fatta chiarezza.

La vicenda è ancora aperta. Gli inquirenti continuano a indagare per capire se ci sono responsabilità. Intanto, il ricordo di Domenico resta vivo nei messaggi e nei cuori di chi, come Pellegrini, fatica ad accettare che un bambino possa pagare per errori che non ha commesso.