Lagarde avverte: la chiarezza sul commercio è cruciale per il futuro globale

Lagarde avverte: la chiarezza sul commercio è cruciale per il futuro globale

Lagarde avverte: la chiarezza sul commercio è cruciale per il futuro globale

Giada Liguori

Febbraio 23, 2026

Washington, 23 febbraio 2026 – Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, ha chiesto a gran voce chiarezza sulle future relazioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa, dopo l’annuncio delle nuove tariffe da parte del presidente americano Donald Trump. Intervistata da “Face the Nation” sulla CBS, Lagarde ha sottolineato come l’incertezza sui dazi rischi di creare turbamenti in un settore già provato da mesi di tensioni e cambi improvvisi.

Lagarde: “Serve chiarezza sulle regole del gioco”

“Non sappiamo ancora cosa succederà con i dazi”, ha detto Lagarde, a Washington per ricevere il prestigioso Paul A. Volcker Lifetime Achievement Award. “È fondamentale che le regole tra Stati Uniti ed Europa siano chiare, per tutti quelli che lavorano nel settore, dentro e fuori dagli Usa”. Ha usato una metafora semplice: “È come guidare un’auto. Prima di mettersi al volante bisogna conoscere il codice della strada. Con il commercio e gli investimenti è lo stesso: serve sapere quali sono le regole”.

Per Lagarde, chi fa impresa vuole soprattutto “fare affari, non perdere tempo in cause legali per rimborsi”. Da qui l’appello a risolvere la questione “con attenzione e senza fretta”, evitando nuovi problemi e assicurandosi che le misure siano “in linea con la Costituzione e la legge”. Un chiaro riferimento alle nuove tariffe al 15% annunciate da Trump dopo la sentenza della Corte Suprema.

Nuove turbolenze in vista per il settore

La presidente della BCE ha lanciato un avvertimento: “Bisogna capire bene cosa succederà e se questo smonterà l’equilibrio a cui gli operatori si erano abituati”. Dopo le decisioni di aprile e l’accordo commerciale di luglio tra Stati Uniti ed Europa, un altro cambio di rotta potrebbe portare a scossoni nel settore. Parole che arrivano in un momento delicato, con aziende europee e americane che tentano di adattarsi a regole in continuo mutamento.

Lagarde ha ricordato che i consumatori non sono stati risparmiati dagli effetti dei dazi già in vigore da mesi. “Anche se alcuni esportatori hanno fatto la loro parte, credo che la maggior parte del costo sia finita sulle spalle degli importatori statunitensi e, in ultima analisi, dei consumatori americani”, ha spiegato. Gli importatori hanno limato i margini per assorbire i costi in più, ma – ha avvertito – “c’è un limite a quanto si può fare, prima o poi il peso ricade sui consumatori”.

Indipendenza delle banche centrali: un tema caldo

Durante l’intervista Lagarde ha affrontato anche il tema dell’indipendenza delle banche centrali, rispondendo a una domanda sulla Federal Reserve e sul ruolo del presidente Jerome Powell. “L’indipendenza è fondamentale”, ha ribadito. “Non si può permettere che chi decide i tassi e si occupa di stabilità dei prezzi e del sistema finanziario sia sotto pressione politica”.

Le decisioni delle banche centrali, ha ricordato Lagarde, non danno risultati immediati: “Gli effetti si vedono dopo 6, 12, anche 18 mesi, a volte anche due anni. Nel frattempo la politica va avanti e noi dobbiamo restare, per così dire, immuni da queste pressioni”. Un principio condiviso da molti banchieri centrali nel mondo, che – ha sottolineato Lagarde – sostengono con forza l’autonomia delle istituzioni monetarie.

Tutti gli occhi puntati sulle prossime mosse Usa-Europa

La situazione resta incerta. Dopo la sentenza della Corte Suprema e i nuovi annunci di Trump sulle tariffe, operatori e analisti aspettano segnali chiari sulla direzione che prenderanno i rapporti commerciali tra le due sponde dell’Atlantico. In gioco ci sono miliardi di euro di scambi e la stabilità di filiere produttive che coinvolgono migliaia di aziende.

Dal palco di Washington, Lagarde ha ribadito la necessità di “chiarezza” e “regole certe” per evitare nuovi sussulti. Solo così – ha fatto capire – si potrà tornare a parlare di crescita solida e investimenti senza il timore di sorprese dell’ultimo minuto.