Roma, 19 febbraio 2026 – Lunedì sera, nelle eleganti sale dell’Ambasciata della Repubblica di Bulgaria a Roma, è risuonato un omaggio all’infanzia attraverso la musica. Qui si è svolto il concerto “La piccola armonia”, cuore pulsante della 20ma edizione della Rassegna musicale benefica, promossa dall’Inner Wheel Club Roma Eur insieme al Rotary Club Roma Eur. Un evento che, come ogni anno, mescola passione musicale e solidarietà, con l’obiettivo di sostenere la Cooperativa Garibaldi, impegnata nell’inclusione di ragazzi con fragilità.
Musica e infanzia: un racconto a più voci
La serata, curata da Tiziana Martino de Carles Marconi, ha avuto come filo conduttore il legame tra grandi compositori e il mondo dei bambini. “Volevamo mostrare – ha detto la madrina dell’evento – come la musica riesca a restituire lo sguardo dei più piccoli, fatto di leggerezza e poesia”. Il pubblico, raccolto nella cornice raffinata dell’ambasciata bulgara in via Pietro Paolo Rubens, ha ascoltato brani celebri e meno noti dedicati ai bambini, in un percorso che ha attraversato epoche e stili.
Ad aprire la serata, il saluto di Ermelina Peycheva, incaricata d’affari e vice capo missione dell’ambasciata. Peycheva ha sottolineato il valore della collaborazione culturale tra Italia e Bulgaria, ringraziando gli organizzatori per “una vocazione che si rinnova ogni anno”. Con lei, le rappresentanti dei club promotori: Grazia Saporito, presidente Inner Wheel Club Roma Eur e vicepresidente Rotary Club Roma, ed Elsa Marchitelli, vicepresidente Rotary Club Roma Eur.
Da Mozart a Brahms, un viaggio nel tempo
Ogni edizione della rassegna sceglie un tema diverso. Quest’anno la musica ha raccontato l’infanzia, “un soggetto che ha ispirato i più grandi compositori”, ha spiegato la musicologa Gaia Vazzoler, che ha condotto la serata e suonato al pianoforte. Con lei, la giovane arpista pugliese Marta Natuzzi, 21 anni, già vincitrice di diversi concorsi nazionali. Un abbinamento insolito – arpa e pianoforte – che, come ha spiegato Vazzoler, “chiede un’attenzione particolare per bilanciare i suoni: il pianoforte può facilmente sovrastare l’arpa, quindi trovare l’armonia diventa una sfida preziosa”.
Il programma ha spaziato da Mozart, maestro di semplicità e genialità, a Schumann con il suo “Album per la gioventù”, passando per le piccole gemme di Caikovskij, ispirate ai ricordi dell’infanzia. Non sono mancate le ninne nanne di Tournier, Fauré e del bulgaro Vladigerov, in omaggio alla sede dell’evento. Poi è stata la volta di Debussy, con brani dedicati ai bambini, e della suite di Ravel ispirata alla madre. A chiudere, un bis con la celebre ninna nanna di Brahms, accolto da un lungo applauso.
Venti anni tra musica e impegno sociale
La rassegna, nata vent’anni fa con il nome “Roma di note”, ha percorso borghi, castelli e salotti d’Europa. Ogni anno un tema nuovo: dalla Via Francigena al grande cinema (“Ciak si suona”), da Sissi al jazz, dall’opera alle donne nella musica. “Abbiamo voluto raccontare – ha ricordato Tiziana Martino de Carles Marconi – come la musica sia sempre un ponte tra mondi diversi”. In ogni edizione, la musicologa Vazzoler lavora con giovani talenti: violino, fisarmonica, flauto, chitarra. Quest’anno è stato il turno dell’arpa.
Il ricavato della serata sarà destinato alla Cooperativa Garibaldi, attiva a Roma nell’inclusione sociale di ragazzi con fragilità. “Per noi – ha detto una volontaria presente – ogni aiuto è fondamentale per portare avanti i nostri progetti”. Il pubblico, composto da soci dei club promotori e appassionati di musica classica, ha risposto con generosità.
La musica come ponte tra culture
La scelta dell’ambasciata bulgara non è stata casuale. “La musica – ha detto Ermelina Peycheva – è un linguaggio universale che rafforza i legami tra i nostri Paesi”. Un messaggio condiviso da organizzatori e artisti sul palco. Tra il pubblico, volti noti del volontariato romano e rappresentanti delle istituzioni locali.
Alla fine del concerto, tra saluti e ringraziamenti, resta l’immagine delle mani intrecciate tra generazioni diverse: quelle dei giovani musicisti e quelle degli adulti impegnati nel sociale. Un segno concreto di come la musica possa ancora oggi essere strumento di inclusione e speranza.
