Roma, 23 febbraio 2026 – Sul palco del Forum ANSA, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha scelto di tendere una mano dopo settimane di tensione tra governo e magistratura. “Abbiamo tutti esagerato nei toni”, ha detto. E ha aggiunto con un certo piglio: “Alcuni toni sono stati davvero antipatici, soprattutto quando arrivano da magistrati. Da ora in poi, parliamo solo di contenuti”. Così Nordio, rispondendo alle domande dei giornalisti nella sede romana dell’agenzia.
Nordio lancia un appello: “Basta polemiche, ora solo sostanza”
La lite tra il ministero della Giustizia e alcune correnti della magistratura aveva raggiunto un punto di rottura nelle ultime settimane. Scambi duri e dichiarazioni al vetriolo avevano acceso un dibattito politico e istituzionale piuttosto acceso. Di fronte a cronisti, rappresentanti delle istituzioni e operatori del settore, Nordio ha scelto di abbassare i toni. “Abbiamo tutti esagerato nei toni”, ha ammesso, senza puntare il dito solo contro gli altri.
Il richiamo ai “toni particolarmente antipatici” usati da certi magistrati è suonato chiaro. Il ministro ha chiesto di tornare a discutere sui fatti: “Parliamo ora in avanti solo di contenuti”. Un invito che arriva dopo giorni di botta e risposta tra toghe e governo, soprattutto sulle questioni calde della separazione delle carriere e della riforma del Csm.
Tensione alle stelle tra governo e magistratura
Negli ultimi mesi, il rapporto tra esecutivo e magistratura si è fatto sempre più teso. Al centro della contesa ci sono le riforme proposte da Nordio: dalla separazione delle carriere alla revisione delle norme sulla custodia cautelare. Temi che hanno scatenato reazioni forti, sia dentro l’Associazione Nazionale Magistrati che tra le opposizioni politiche.
Fonti vicine al ministero raccontano che la spinta a calmare gli animi nasce anche dalla paura di una frattura istituzionale difficile da ricomporre. “Serve dialogo, non scontro”, ha confidato un collaboratore del ministro a margine dell’evento. Tuttavia, le tensioni restano evidenti: pochi giorni fa, alcuni magistrati avevano denunciato “attacchi senza precedenti” all’autonomia della magistratura.
“Sono arcisicuro che vinceremo”: la sfida di Nordio
Nonostante il clima teso, Nordio si mostra fiducioso sulle riforme in arrivo. “Sono arcisicuro che vinceremo”, ha detto con decisione, lasciando intendere che il governo non farà passi indietro. La frase ha suscitato qualche sorriso tra i presenti, ma anche un po’ di prudenza tra gli osservatori.
Il ministro non si è sbilanciato sui tempi di approvazione, ma ha ribadito l’importanza del confronto in Parlamento. “Le riforme si fanno insieme”, ha spiegato, sottolineando che il dialogo con opposizioni e magistratura è “indispensabile per trovare soluzioni condivise”.
Reazioni tra apertura e scetticismo
Le parole di Nordio hanno diviso. Da una parte, alcuni esponenti della maggioranza hanno apprezzato il tentativo di riportare il confronto su un terreno più istituzionale. Dall’altra, opposizione e toghe restano scettici sulla reale volontà di dialogo del governo.
Il segretario dell’ANM, Giuseppe Santalucia, ha detto: “Il rispetto reciproco è fondamentale, ma servono fatti concreti”. Un deputato del Partito Democratico, sentito fuori microfono, ha commentato: “Le parole contano, ma ora vogliamo vedere i testi delle riforme”.
Cosa succederà ora
Il Forum ANSA si è chiuso senza grandi annunci, ma con la sensazione che qualcosa possa cambiare nei rapporti tra governo e magistratura. Nei prossimi giorni sono previsti incontri tecnici e audizioni in Parlamento sulle proposte di riforma. Nordio ha garantito che “il confronto sarà trasparente” e che “ogni osservazione sarà presa in considerazione”.
Resta da vedere se l’appello a un clima più calmo sarà raccolto. Per ora, la partita sulla giustizia italiana resta aperta. E almeno a parole, sembra che si voglia andare verso una maggiore responsabilità istituzionale.
