Ritardi per Artemis II: il razzo SLS affronta nuove sfide e il lancio slitta ad aprile

Ritardi per Artemis II: il razzo SLS affronta nuove sfide e il lancio slitta ad aprile

Ritardi per Artemis II: il razzo SLS affronta nuove sfide e il lancio slitta ad aprile

Matteo Rigamonti

Febbraio 23, 2026

Cape Canaveral, 23 febbraio 2026 – Nuovo stop per la missione Artemis II, quella che dovrebbe riportare astronauti in orbita attorno alla Luna dopo più di cinquant’anni. La NASA ha annunciato che il lancio, previsto inizialmente per marzo, slitta almeno ad aprile. Tutto a causa di un problema tecnico emerso nelle ultime ore al razzo Space Launch System (SLS).

Il guasto è stato scoperto nella notte tra il 21 e il 22 febbraio. I tecnici hanno notato un’interruzione nel flusso di elio allo stadio superiore del razzo. Un dettaglio che non va sottovalutato, visto che questo gas è essenziale per pressurizzare i serbatoi di idrogeno e ossigeno liquidi.

Problema tecnico: un intoppo dopo la prova generale

La NASA ha spiegato che il problema è saltato fuori durante i controlli fatti dopo la prova generale, che solo un giorno prima si era conclusa senza intoppi. L’elio serve a mantenere i motori funzionanti e a tenere stabili i serbatoi criogenici. Un portavoce dell’agenzia ha detto ieri mattina: “Abbiamo riscontrato un’interruzione nel flusso e dobbiamo capire dove si trova il guasto”.

Per sistemare tutto, il razzo SLS e la capsula Orion, già montata sulla cima, sono stati riportati nel Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center, a più di sei chilometri dalla rampa di lancio. Non un’operazione facile: il trasferimento dura diverse ore e in questi giorni è complicato dai forti venti che soffiano lungo la costa della Florida.

Quando si potrà ripartire? Aprile resta l’obiettivo

Al momento, non c’è ancora un calendario preciso per tornare a lavorare sul lancio. “Se il guasto viene trovato e sistemato in fretta, aprile può essere ancora una data realistica”, ha detto una fonte interna al programma Artemis. Ma si va piano, con molta cautela: ogni fase della missione è sottoposta a controlli rigorosi per evitare rischi, soprattutto in un progetto così delicato.

La prova generale, fatta tra il 19 e il 20 febbraio, era andata bene. Solo dopo si è capito che servivano ulteriori controlli. Nonostante la pressione, anche dai media, la NASA non vuole correre: “La sicurezza dell’equipaggio viene prima di tutto”, ha ribadito l’ingegnere capo del progetto SLS.

L’equipaggio lascia la quarantena

Intanto, i quattro astronauti scelti per Artemis II hanno potuto uscire dalla quarantena iniziata due settimane fa. Sono Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch della NASA, insieme a Jeremy Hansen dell’Agenzia spaziale canadese. Non è la prima volta che l’isolamento viene interrotto: già a fine gennaio, una perdita di idrogeno durante il rifornimento del razzo aveva fermato le procedure.

“È frustrante dover rimandare ancora, ma sappiamo che ogni controllo è fondamentale”, ha detto Wiseman ieri pomeriggio. I quattro astronauti restano comunque pronti a tornare in azione appena arriveranno nuovi aggiornamenti.

Artemis II: la sfida del ritorno sulla Luna

Artemis II è un passo decisivo per il programma lunare americano. Sarà la prima missione con equipaggio a orbitare attorno alla Luna dal 1972. Il volo servirà a testare tutti i sistemi in vista dello sbarco previsto con Artemis III. Il razzo SLS, alto quasi 100 metri, è progettato per portare carichi pesanti nello spazio profondo e richiede massima attenzione.

Ogni ritardo, secondo la NASA, pesa sui costi e sulle finestre di lancio disponibili. Però, nel Kennedy Space Center si respira ancora ottimismo. “Meglio aspettare qualche settimana in più che rischiare”, ha commentato un tecnico dopo l’ultimo briefing.

Per ora, si aspetta la diagnosi definitiva del guasto. Solo allora si potrà parlare con certezza di una nuova data per il lancio di Artemis II.