Roberto Vecchioni sotto accusa: il mistero del furto in casa di Geronimo La Russa

Roberto Vecchioni sotto accusa: il mistero del furto in casa di Geronimo La Russa

Roberto Vecchioni sotto accusa: il mistero del furto in casa di Geronimo La Russa

Matteo Rigamonti

Febbraio 23, 2026

Firenze, 23 febbraio 2026 – Roberto Vecchioni, cantautore milanese con una carriera alle spalle, rischia di finire sotto processo per alcune dichiarazioni su Geronimo La Russa riguardo a un furto nella sua casa avvenuto quasi trent’anni fa. La vicenda, che aveva fatto parlare di sé lo scorso luglio durante il festival “La Gaberiana”, è ora finita in tribunale: la Procura di Firenze ha deciso di citarlo a giudizio, con l’udienza fissata per il 16 giugno davanti al giudice monocratico. Quel giorno si deciderà se andare a processo, archiviare o trovare un accordo.

La festa del 1997 e il racconto di Vecchioni

Tutto ha inizio in una sera del 1997. Vecchioni, già un volto noto, aveva lasciato che sua figlia quattordicenne organizzasse una festa in casa, a Milano. “Mia figlia voleva che uscissimo, così io e mia moglie siamo andati da mia madre”, ha raccontato il cantautore sul palco della Gaberiana. Ma le cose sono presto sfuggite di mano: “Dopo poco sono arrivati ragazzi più grandi, diciottenni e diciannovenni. Mi hanno rubato tutto. Hanno rotto un po’ di cose, persino le mutande… non ho mai capito perché”.

Vecchioni ha detto di aver fatto subito denuncia. “Un bel po’ sono stati beccati”, ha aggiunto. Senza mai fare nomi, ha lasciato intendere che tra i presenti c’era anche Geronimo, figlio di un noto politico. “Non voglio dire il cognome, ma dirò come si chiama il ragazzo, così si capisce chi era il padre: Geronimo”, ha concluso davanti al pubblico.

Chi è Geronimo La Russa e le accuse archiviate

Geronimo La Russa, oggi avvocato e presidente dell’Automobile Club Milano, è figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa. All’epoca era minorenne. Secondo l’avvocato di Vecchioni, Simone Ciro Giordano, Geronimo fu indagato dalla procura per i minori di Milano, ma le accuse contro di lui furono archiviate. “Il procedimento è andato avanti solo per altri ragazzi”, ha spiegato Giordano al Corriere della Sera.

Un dettaglio importante riguarda la comunicazione dell’archiviazione. “Il codice penale dice che chi denuncia deve essere avvisato se il caso viene chiuso – ha sottolineato l’avvocato – ma questo non è mai successo a Vecchioni”. Così, il cantautore sarebbe rimasto all’oscuro di come erano andate a finire le indagini su Geronimo La Russa.

Il processo e cosa succederà il 16 giugno

La storia è tornata sotto i riflettori dopo le parole di Vecchioni nel luglio 2023. Per la procura di Firenze, le sue dichiarazioni avrebbero offeso Geronimo La Russa, dando il via alla citazione in giudizio.

Il 16 giugno, al tribunale di Firenze, il giudice monocratico dovrà decidere se mandare Vecchioni a processo, archiviare il caso o accettare un patteggiamento. Non è escluso che le parti possano trovare un accordo prima di arrivare a un verdetto.

Reazioni e tensioni intorno al caso

Il caso ha acceso reazioni diverse nel mondo della musica e della politica. Alcuni colleghi hanno mostrato solidarietà a Vecchioni, ricordando che spesso i racconti personali possono scatenare guai inaspettati. Dall’altra parte, chi è vicino alla famiglia La Russa ha scelto di non commentare: né Geronimo né Ignazio hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Nel frattempo, la vicenda continua a far discutere sui social. Molti utenti sostengono Vecchioni, mentre altri chiedono di rispettare la privacy e la reputazione delle persone coinvolte, soprattutto considerando che si parla di fatti di molti anni fa.

Quando la memoria privata incontra la giustizia

Resta da vedere come finirà per Roberto Vecchioni. Il caso mette in luce i rischi di raccontare pubblicamente episodi personali, soprattutto se coinvolgono persone riconoscibili. Solo dopo l’udienza del 16 giugno sapremo se la storia avrà altri capitoli giudiziari o se si chiuderà con un accordo fuori dal tribunale. Intanto, la vicenda continua a dividere l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori, tra diritto di cronaca e tutela della reputazione.