Scandalo psicologa: i post contro i Trevallion sotto esame della Garante

Scandalo psicologa: i post contro i Trevallion sotto esame della Garante

Scandalo psicologa: i post contro i Trevallion sotto esame della Garante

Matteo Rigamonti

Febbraio 23, 2026

L’Aquila, 23 febbraio 2026 – Nuove polemiche scuotono il caso della “famiglia del bosco”, la vicenda che vede al centro Nathan e Catherine Trevallion, la coppia anglo-australiana a cui è stata sospesa la responsabilità genitoriale. A finire sotto i riflettori, questa volta, sono i post su Facebook della psicologa che ha condotto i test peritali, accusata di aver espresso giudizi negativi sui genitori proprio nei mesi più delicati dell’inchiesta. La questione è ora nelle mani della Garante per l’infanzia dell’Abruzzo, che ha aperto una verifica ufficiale.

Post sui social e imparzialità in discussione

Negli ultimi giorni è emerso che la psicologa – che lavora insieme alla consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli – avrebbe pubblicato su Facebook commenti e condivisioni critiche verso i Trevallion. I post risalgono al periodo in cui il caso faceva scalpore sui media nazionali. A segnalarli è stato il legale della famiglia. Per Tonino Cantelmi, psichiatra e perito di parte, quei messaggi sono un chiaro “passo falso” rispetto al codice deontologico: “Non si può parlare di imparzialità se chi fa le valutazioni si espone così pubblicamente”, ha detto ieri pomeriggio.

La vicenda è arrivata sulla scrivania di Alessandra De Febis, Garante per l’infanzia della Regione Abruzzo. In una nota diffusa in serata, De Febis ha definito l’episodio “un fatto gravissimo”, sottolineando che è stato “violato il principio fondamentale di imparzialità che deve guidare ogni perizia in un caso così delicato”. Ha disposto controlli urgenti per accertare il rispetto di correttezza e trasparenza. La psicologa coinvolta, contattata telefonicamente, ha preferito non rispondere: “Parlerà il mio lavoro finale”, ha detto all’Ansa.

Dubbi anche sui titoli della psicologa

Le critiche non si fermano ai post sui social. Cantelmi mette in dubbio anche i titoli della psicologa incaricata dei test. Secondo lui, la dottoressa è iscritta all’Albo da poco più di tre anni, mentre la legge – in particolare l’articolo 4 del decreto 109 del 2023 – richiede almeno cinque anni di esperienza documentata o un ruolo universitario per poter lavorare come consulente tecnico d’ufficio nei casi che riguardano i minori.

“Voglio capire se anche il curriculum della Ctu rispetta questi requisiti”, ha aggiunto Cantelmi, lasciando intendere che la questione potrebbe allargarsi a tutte le perizie ordinate dal tribunale. Il clima, già teso, si fa ancora più incerto. Fonti giudiziarie abruzzesi parlano di “situazione delicata”, ma dal Tribunale dei Minori dell’Aquila non arrivano conferme ufficiali.

Tutto in gioco nei colloqui di marzo

Il prossimo appuntamento cruciale è fissato per il 6 e 7 marzo, quando i tre figli dei Trevallion saranno ascoltati nei colloqui psicologici disposti dal tribunale. In quei giorni, nella sede del Tribunale dei Minori dell’Aquila, si deciderà una parte fondamentale del destino della famiglia. L’avvocato della coppia, sentito ieri sera, ha ribadito la volontà di “collaborare con tutte le figure coinvolte, purché si garantisca la massima trasparenza”.

Cantelmi, da parte sua, ha lanciato un avvertimento: “Collaboriamo volentieri con l’assistente sociale, con la psicologa dei test, con la Ctu – ma solo se davvero si mette al primo posto il bene dei bambini. Altrimenti, non ci resta che denunciare quelle che per noi sono evidenti mancanze o errori”. Una frase che ben riassume la tensione e la diffidenza che si respirano attorno al caso.

Pressione pubblica e scenari futuri

Intanto, sui social e tra le associazioni per i diritti dei minori, cresce l’attenzione e la preoccupazione per come si sta gestendo la vicenda. C’è chi chiede più chiarezza sulle procedure del tribunale; chi esprime solidarietà ai bambini coinvolti. La Garante De Febis ha assicurato che “ogni aspetto sarà valutato con cura”, mentre dal Tribunale dei Minori filtra solo una prudente attesa.

Resta da vedere se le verifiche sulla psicologa porteranno a un cambio nel gruppo di esperti o se tutto andrà avanti così fino ai colloqui di marzo. Per ora, la famiglia Trevallion aspetta risposte. E insieme a loro, in silenzio, anche una parte dell’opinione pubblica abruzzese.