Milano, 23 febbraio 2026 – L’annuncio dei nuovi dazi generalizzati decisi dall’Amministrazione Usa ha di nuovo messo in crisi un commercio internazionale già fragile. La notizia, arrivata ieri sera da Washington, ha subito acceso i riflettori sulle conseguenze per le imprese italiane, soprattutto per chi, come illycaffè, punta sugli Stati Uniti come mercato fondamentale. Cristina Scocchia, amministratrice delegata della storica torrefazione triestina, non nasconde il disagio: “Il quadro economico globale era già complicato – spiega – e questa decisione aggiunge solo instabilità”.
Dazi Usa: imprese italiane in bilico
Per chi esporta, questa nuova ondata di dazi Usa è un vero problema. “Organizzare la strategia e portare avanti i progetti diventa sempre più difficile”, ha detto Scocchia durante una conferenza stampa a Milano, poco dopo la notizia. Il motivo? “Il terreno si muove continuamente, e le regole cambiano senza preavviso”. Insomma, le aziende devono rivedere piani e strategie praticamente in tempo reale, senza sapere bene su cosa contare.
Secondo l’Istat, nel 2025 le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti hanno superato i 60 miliardi di euro, con il settore agroalimentare – caffè compreso – in crescita costante. Ma con i nuovi dazi, molte imprese temono una battuta d’arresto. “Dobbiamo essere pragmatici ma anche strategici”, sottolinea Scocchia, usando una formula che mette in luce la necessità di essere flessibili.
La risposta: agire in fretta e diversificare
Cosa vuol dire tutto questo sul campo? “Bisogna saper reagire in fretta, adattando piani e strategie”, spiega la manager. L’obiettivo è chiaro: limitare i danni delle nuove tariffe e allo stesso tempo cercare opportunità in altri mercati. Ma senza perdere di vista l’importanza degli Stati Uniti a lungo termine, avverte Scocchia.
Dall’interno di illycaffè arrivano notizie di riunioni convocate d’urgenza nella notte tra giovedì e venerdì. Sul tavolo, diversi scenari: dalla revisione dei prezzi alla ricerca di nuovi partner in Asia e Medio Oriente. Un dirigente, che ha chiesto l’anonimato, ammette: “Non possiamo permetterci errori. Ogni decisione va studiata bene”.
L’Europa chiamata a reagire
Sul fronte politico, cresce l’attesa per la risposta dell’Unione Europea. “Ci aspettiamo una reazione unita, ragionata e responsabile”, ha detto Scocchia ai giornalisti. L’obiettivo è garantire stabilità negli scambi e difendere le imprese europee da misure prese da soli.
A Bruxelles, intanto, la Commissione sta valutando come muoversi. Secondo fonti del Comitato per il Commercio Internazionale, si lavora a una nota ufficiale che potrebbe uscire a breve. “Non possiamo accettare che il mercato venga sconvolto da decisioni prese senza confronto”, confida un diplomatico italiano.
Il caffè italiano tra sfide e speranze
Il settore del caffè italiano, già stretto tra l’aumento dei costi delle materie prime e la concorrenza globale, rischia ora di vedere calare i margini proprio su un mercato molto importante. Le prime stime di Confagricoltura parlano di un possibile calo delle esportazioni fino al 10% nel prossimo semestre.
Ma tra gli addetti ai lavori c’è prudenza. “Abbiamo passato crisi peggiori”, dice un esportatore veneto incontrato ieri mattina al Mercato del Caffè di Trieste. “Serve però chiarezza dalle istituzioni e risposte rapide”. Solo così il settore potrà tornare a guardare con fiducia verso l’America.
