Wall Street in calo: la confusione sui dazi affonda i mercati

Wall Street in calo: la confusione sui dazi affonda i mercati

Wall Street in calo: la confusione sui dazi affonda i mercati

Matteo Rigamonti

Febbraio 23, 2026

New York, 23 febbraio 2026 – Wall Street ha chiuso in rosso ieri, in una giornata segnata da dubbi sui dazi e nuove tensioni politiche. La decisione arrivata nel primo pomeriggio dalla Corte Suprema americana ha subito fatto muovere i mercati. Poi, le parole di Donald Trump hanno aumentato l’incertezza. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno l’1,06%, chiudendo a 49.102,48 punti; il Nasdaq è sceso dello 0,65% a 22.741,56; lo S&P 500 ha perso lo 0,61%, fermandosi a 6.867,54 punti.

Dazi e sentenza: mercati in fibrillazione

La giornata era partita con una certa calma. Tutti a guardare a Washington, dove la Corte Suprema doveva decidere sulla legittimità dei dazi imposti negli ultimi anni su alcune importazioni. La sentenza, arrivata poco dopo le 14 ora locale, ha scatenato più domande che risposte. Per gli esperti di Goldman Sachs la decisione “non fa chiarezza sui poteri dell’esecutivo”, lasciando aperta la porta a nuovi scontri commerciali.

Subito dopo la sentenza, in pochi minuti, i principali indici hanno iniziato a scendere. “Adesso regna molta confusione su cosa succederà”, ha spiegato Mark Evans, analista di Morgan Stanley, raggiunto al telefono poco dopo la chiusura. “Gli investitori temono ritorsioni e una spirale di tariffe”.

Trump rilancia: “Tariffe più alte per chi fa il furbo”

A peggiorare le cose sono arrivate le parole di Donald Trump nel tardo pomeriggio. Su X (ex Twitter) ha scritto chiaro e tondo: “Chi pensa di aggirare la sentenza con giochetti avrà tariffe ancora più alte”. Secondo fonti della Casa Bianca, il messaggio è rivolto sia ai partner europei sia ad alcune aziende americane che aggirano i dazi con triangolazioni.

Le reazioni non sono tardate. Il portavoce della Commissione europea, Eric Mertens, ha definito “preoccupanti” le minacce dell’ex presidente. “L’Unione europea valuterà ogni nuova misura con attenzione”, ha detto Mertens in una nota diffusa alle 19 italiane. Intanto, il Dipartimento del Commercio Usa non ha rilasciato dettagli su possibili nuovi provvedimenti.

I numeri della giornata: il Dow Jones sotto pressione

Sul fronte dei numeri, la giornata ha visto volumi sopra la media e una volatilità in crescita soprattutto nelle ultime due ore. Il Dow Jones, partito in leggero rialzo, ha invertito la rotta dopo la sentenza e le parole di Trump. Alle 16:30 locali, il calo era già vicino all’1%. Il settore tecnologico ha tenuto un po’ meglio degli industriali, ma anche il Nasdaq ha chiuso in rosso (-0,65%). Lo S&P 500, indicatore più ampio del mercato americano, ha perso lo 0,61%.

Secondo Bloomberg, alle 22 italiane i titoli più colpiti sono stati quelli legati all’export: Boeing (-2%), Caterpillar (-1,8%), ma anche Apple (-1,2%) e Microsoft (-0,9%) hanno sofferto per il clima di incertezza.

Gli analisti: “Mercati nervosi, servono certezze”

“Il vero problema è che nessuno sa quali saranno i prossimi passi”, ha detto Sarah Lin, strategist di JP Morgan. Gli investitori temono che la situazione possa sfociare in una nuova guerra commerciale. Però, tra i trader di Wall Street si respira anche prudenza: molti preferiscono aspettare prima di tornare a comprare.

Nel frattempo, il Tesoro americano non ha commentato né la sentenza né le parole di Trump. Secondo fonti del New York Times, si sta lavorando a un documento interpretativo da pubblicare nei prossimi giorni.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

In questo clima di incertezza, tutti gli occhi restano puntati su Washington e sulle mosse dei partner internazionali. Gli esperti prevedono ancora molta volatilità nelle prossime sedute. “Serve una posizione chiara da parte dell’amministrazione”, ha concluso Evans. Solo così, forse, i mercati potranno tornare a respirare.

Per ora, la partita resta aperta. E Wall Street segue con il fiato sospeso ogni mossa della politica.