Parigi, 24 febbraio 2026 – Dal 26 febbraio arriva nelle sale italiane “Chopin, Notturno a Parigi”, il nuovo film di Michał Kwieciński che racconta la vita del grande compositore polacco Fryderyk Chopin. Ambientato nella Parigi del XIX secolo, il film segue quegli anni in cui Chopin – interpretato da Eryk Kulm – era ormai una presenza fissa nei salotti parigini, tra successi musicali, amori e la malattia che avrebbe segnato il suo destino.
Chopin: tra musica, fragilità e notti parigine
Distribuito da Europictures, il film si muove tra le luci sfavillanti delle feste parigine e le ombre della tubercolosi, la malattia che colpì Chopin a venticinque anni. In quegli anni, il compositore era già una sorta di “star”: suonava per aristocratici e appassionati, dava lezioni di pianoforte e accettava commissioni per mantenersi. “Non volevo fare un compito scolastico su Chopin, ma raccontare un uomo”, ha spiegato il regista Kwieciński. “Abbiamo scelto solo fatti reali, ma li abbiamo vissuti con uno sguardo personale”.
Amori, amicizie e incontri decisivi
Nel film trovano spazio anche i legami più famosi della vita di Chopin: la storia d’amore con la scrittrice George Sand (Joséphine de La Baume), l’amicizia con il pianista Franz Liszt (Victor Meutelet) e un breve cameo di Lambert Wilson nei panni di Re Luigi Filippo I. Il racconto si concentra sugli anni dal 1835 in poi, evitando la cronaca noiosa per privilegiare dettagli e atmosfere. “Mi sono calato completamente nel suo mondo, cercando di capire cosa davvero contasse per la sua anima”, ha raccontato il regista.
Una produzione imponente tutta polacca
“Chopin, Notturno a Parigi” si distingue per la cura con cui è stata ricostruita la storia. Le riprese sono durate più di due anni, con cinquantatré giorni di set effettivi. Il cast è composto da 260 attori, oltre a più di 5.000 comparse e una troupe di oltre 600 persone. Le scenografie si arricchiscono di 300 veicoli d’epoca – carrozze, diligenze, omnibus –, più di 1.000 costumi, 600 paia di scarpe, 200 cilindri e centinaia di accessori come guanti, borse e gioielli. Otto case di noleggio costumi da tutta Europa hanno collaborato: Londra, Parigi, Madrid, Berlino, Łódź e Varsavia. Solo per preparare i costumi ci sono voluti quattro mesi e il lavoro di cinque atelier specializzati.
Il budget ha superato i 72 milioni di zloty polacchi, circa 17 milioni di euro, uno dei più alti mai investiti in un film polacco.
La musica c’è, ma non domina
La musica, ovviamente, è centrale ma non prevarica. “È importante, ma non è il cuore del film”, dice il regista. Eryk Kulm ha suonato personalmente le composizioni di Chopin, ma solo per brevi spezzoni – di solito non più di trenta secondi – per evitare che il film diventasse un semplice omaggio musicale. “Qui si parla dell’uomo Chopin, non solo delle sue opere”, sottolinea Kwieciński. Accanto ai notturni e alle polacche più celebri, la colonna sonora include anche brani moderni ed elettronici, creando un contrasto netto con la musica del compositore.
Un tuffo nella Parigi romantica
Girato tra set ricostruiti e location autentiche, il film restituisce la vivacità della Parigi di metà Ottocento: salotti illuminati a candela, abiti sontuosi, carrozze che sfilano su boulevard ancora sterrati. Lo spettatore viene portato dentro la vita privata di Chopin – le sue insicurezze, le passioni, le amicizie – senza mai perdere il contatto con la realtà storica. “Non è una biografia tradizionale, ma una serie di momenti chiave, ha ribadito il regista.
Con “Chopin, Notturno a Parigi”, il compositore polacco esce dall’icona per mostrarsi uomo: fragile, geniale, immerso in un’epoca che lo ha amato e consumato. Un ritratto che promette di affascinare non solo gli appassionati di musica classica, ma anche chi cerca storie vere e dettagliate sul grande schermo.
